Elon Musk apre alla beneficenza?

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Da tempo l’opinione pubblica si chiede perché Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, continui a detenere una fortuna vicina ai 1.000 miliardi di dollari senza destinarne una parte significativa alla beneficenza. Del resto, altri grandi miliardari hanno scelto una strada diversa: basti pensare a MacKenzie Scott, che ha già donato oltre 26 miliardi di dollari pur mantenendo un patrimonio di quasi 35 miliardi.

Sui social network, molti utenti gli hanno chiesto più volte di devolvere almeno una parte della sua ricchezza, se non addirittura l’intero patrimonio. Musk, però, è sempre stato piuttosto chiaro riguardo al suo rapporto con la filantropia. “Condivido l’amore per l’umanità e credo che dovremmo cercare di fare cose che aiutino i nostri simili. Ma è molto difficile”.

Così si era espresso durante un’intervista concessa a Nikhil Kamath nel podcast WTF, pubblicata nel dicembre 2025.

La provocazione del premio Nobel Daron Acemoglu

Le dichiarazioni di Musk hanno attirato l’attenzione dell’economista e premio Nobel Daron Acemoglu, soprattutto considerando che il miliardario sostiene da tempo che, grazie all’intelligenza artificiale (AI), il denaro potrebbe perdere gran parte della sua importanza nel prossimo futuro.

Lunedì, Acemoglu ha lanciato una provocazione su X: “Una proposta per Elon Musk. Se davvero il denaro non avrà più importanza nel 2036, perché non promettere di donare entro quella data l’intero patrimonio attuale, pari a circa 1.000 miliardi di dollari? Sarebbe il modo più credibile per dimostrare la tua fiducia nel potere dell’AI e della tecnologia”.

Secondo Acemoglu, un impegno di questo tipo contribuirebbe anche a rassicurare chi teme l’enorme potere economico, politico e sociale accumulato da miliardari e futuri “trilionari”.

L’economista ha inoltre aggiunto che gli enti beneficiari dovrebbero essere selezionati come efficaci e privi di orientamenti ideologici, con la supervisione di un organismo indipendente.

La risposta inaspettata di Musk

La replica del fondatore di Tesla e SpaceX ha sorpreso molti osservatori. “In realtà farò qualcosa di simile!” Musk non ha fornito ulteriori dettagli né spiegato cosa intendesse concretamente, ma il messaggio rappresenta un netto cambio di tono rispetto alle sue posizioni storiche sulla beneficenza.

Negli ultimi anni, infatti, il miliardario si è mostrato spesso critico nei confronti dei grandi filantropi, arrivando recentemente ad affermare che le iniziative di MacKenzie Scott finirebbero addirittura per rendere il mondo un posto peggiore.

Una storia di donazioni molto selettive

Il 27 giugno, Pubity, noto marchio di informazione e contenuti virali, ha pubblicato su X un post dedicato alle donazioni di MacKenzie Scott, sottolineando come i suoi 26 miliardi di dollari devoluti la rendano una delle più grandi benefattrici individuali della storia. Nel 2025, l’ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos è stata infatti confermata come la più importante megadonatrice al mondo.

A quel post ha risposto un utente con il nome @FrenlyOfficer, che si definisce nella propria biografia un “Heterosexual Alpha Male”, scrivendo: “Purtroppo sta spendendo quei soldi per peggiorare il mondo”.

Musk ha condiviso il commento con una risposta lapidaria: “Purtroppo sì”.

Le critiche alla fondazione di Musk

Secondo documenti ottenuti dal New York Times, alla fine del 2025 la fondazione di Elon Musk disponeva di circa 14 miliardi di dollari.

Tuttavia, gran parte delle sue donazioni sarebbe stata destinata a organizzazioni strettamente collegate agli interessi delle sue aziende. Un esempio riguarda il 2024, quando circa il 75% delle donazioni complessive, pari a 370 milioni di dollari, è stato destinato a un’organizzazione non profit in Texas guidata da uno dei suoi principali collaboratori.

Secondo il New York Times, questa organizzazione “sembra apportare benefici all’impero imprenditoriale di Musk”, poiché gestisce una scuola elementare situata in un’area rurale dove vivono molti dipendenti delle sue aziende, nelle vicinanze di diversi stabilimenti del gruppo.

Una promessa tutta da verificare

Considerando che in passato Musk ha più volte sostenuto che fare filantropia sia estremamente complesso e che il suo storico di donazioni si è concentrato soprattutto su iniziative vicine ai propri interessi imprenditoriali, resta da vedere se manterrà davvero la promessa lasciata intendere questa settimana sulla sua piattaforma X. Se così fosse, si tratterebbe di una delle più grandi svolte nella storia della beneficenza moderna.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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