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Katainen: situazione Italia fragile. Fmi: Roma rispetti i patti

La situazione dell’Italia sui mercati è diventata “molto fragile“. Lo dice il vicepresidente della Commissione europea per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività Jyrki Katainen, durante una conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla manovra. “Nessuno vuole nuove turbolenze economiche o una nuova instabilità sui mercati” perché “sarebbe molto negativa per i cittadini italiani e per altri paesi che soffrirebbero dal rischio contagio“, ha aggiunto Katainen.

Aspettiamo i dati esatti dal governo italiano entro il 15 del mese – aggiunge Katainen – poi analizzeremo se il bilancio è in linea con gli impegni presi dall’Italia. Tutti abbiamo visto la situazione sui mercati, che non è positiva. Il nostro interesse come Commissione è avere un risultato che sia credibile e tentare di convincere il governo italiano a prendersi le sue responsabilità”.

Non è troppo tardi per mantenere la stabilità, non è troppo tardi per far sì che la crescita economica continui in Italia, e non è troppo tardi per mostrare che i conti pubblici sono su un percorso credibile”. spiega il vicepresidente della Commissione Ue, sottolineando che “non si tratta di dipingere” le cose peggio di quello che sono e provocare i mercati, “ma cerchiamo di restare pragmatici e basati sui fatti, spero avremo una buona cooperazione con il governo italiano su questo”.

Accanto alle parole della commissione europea ci sono anche quelle del Fondo monetario internazionale. “La nostra posizione sull’Italia è abbastanza ben conosciuta: di sicuro sosteniamo il consolidamento fiscale che deve essere d’aiuto alla crescita del Paese. E di sicuro consideriamo che i membri dell’Ue rispettino le regole alle quali si sono impegnati”, ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, rispondendo in conferenza stampa a una domanda se fosse preoccupata di un possibile “contagio” e sulla discussione in corso sulla legge di bilancio.

Sul ‘rischio Italia’ interviene anche Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici, da Bali, dove è riunito il Fondo Monetario internazionale. “Non è nell’interesse dell’Italia aumentare il debito”, e “questo è il motivo per cui cercherò fino all’ultimo di convincere il Governo, e specialmente il ministro dell’economia, ad avvicinarsi alle regole comuni”, afferma. Le regole europee non sono state fatte “da burocrati o da pazzi, ma dai governi anche nell’ interesse dell’Italia, e hanno dimostrato di essere solide perché hanno generato la ripresa anche dell’Italia”.

Con Tria “potremo non essere in pieno accordo, ma ci serve uno sforzo di avvicinamento in modo che possiamo vedere che l’Italia è ancora quello che deve essere, un membro al cuore della zona euro”. D’altra parte, aggiunge “Non abbiamo rigettato il budget italiano“, perché i piani di bilancio arriveranno a Bruxelles lunedì. Per ora “abbiamo dato una prima occhiata, e la prima reazione è stata che c’è un rischio di deviazione significativa perché questo bilancio, come lo conosciamo ora, rischia di non rispettare le regole disegnate da tutti gli Stati”. Tali regole “sono nell’interesse degli italiani stessi, perché sono state fatte per ridurre il peso del debito e il debito in Italia è il 130% del Pil, questo è il motivo per cui non solo il deficit nominale, al 2,4%, ma anche lo strutturale va ridotto”.

Quando arriverà la manovra definitiva “analizzeremo quello, reagiremo, e proseguiremo il dialogo con le autorità italiane. Io stesso sarò a Roma alla fine della prossima settimana e quindi calmiamoci, non è nell’interesse della zona euro avere una crisi con l’Italia e la Commissione certamente non è nell’umore di crearne una. Ma non è nell’interesse dell’Italia aumentare il debito”.

“Se guardate alla performance dell’Eurozona, la media del Pil è del 2%, il deficit è sceso in media dell’1% e il debito pubblico è diminuito dal 94% all’84%”, ha aggiunto Moscovici. “Stiamo creando posti di lavoro come mai accaduto in passato. Questa non è austerità, ma il sentiero, in cui la Commissione ha consentito la flessibilità, in particolare all’Italia, per consolidare la crescita e creare posti di lavoro”.

Se l’Italia non cambierà gli obiettivi di bilancio “probabilmente avremo uno scambio di lettere con il Governo e poi vedremo, per ora non rinvigoriamo il fuoco“, perché “non è nell’interesse della zona euro avere una crisi con l’Italia e la Commissione certamente non è nell’umore di crearne una. Se il Governo vuole agire contro la povertà o per l’inclusione sociale può farlo, facendo delle scelte. Ma il problema dell’Italia è un altro: è aumentare la produttività, troppo debole da decenni, ed è per questo che la crescita italiana è troppo lenta”, ha spiegato il commissario. Che non risponde agli attacchi del Governo: “Non rispondo alle provocazioni ma proseguo il dialogo, perché amo l’Italia, chiunque sia al Governo, perché credo che gli italiani meritino un Governo che li rafforzi nella zona euro”.