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Rapporto Consob, italiani non risparmiano e non investono

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Gli italiani risparmiano sempre meno, e diffidano da prodotti e strumenti finanziari. Meno di una famiglia su 3 ( 29%) ne possiede uno, secondo il ‘Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018′ presentato oggi a Roma. La ricchezza netta delle famiglie italiane rimane “stabile sui livelli del 2012”, attestandosi a 9 volte il reddito disponibile, mentre il dato medio per i Paesi dell’area euro è 8 volte il reddito disponibile. Il tasso di risparmio lordo, in rapporto al reddito disponibile, continua però a calare e ad attestarsi al di sotto della media dell’Area dell’euro.

A fine 2017 risultava pari al 9,7% in Italia, a fronte dell’11,8% medio dell’Eurozona. Lo stesso dato nel 2004 aveva raggiunto il 15%, superando la media europea dell’1%. Il punto di caduta della propensione al risparmio delle famiglie italiane risale al biennio 2007-2008, coincidente proprio con l’inizio della crisi. Si sono avute avvisaglie di un recupero tra il 2012 e il 2014, ma è stato effimero.

Quanto alle scelte di portafoglio, l’Italia e l’Eurozona continuano a registrare un certo divario nel peso della componente assicurativa e previdenziale, salita dal 12% del 2000 al 25% circa del 2017 in Italia, mentre nello stesso periodo è passata dal 25 al 37% nell’Area della moneta unica. Inversa la componente obbligazionaria, scesa da oltre il 30% del 2000 a circa il 10% nel 2017 in Italia, mentre nell’Eurozona si è scesi dal 13% a meno del 5%. Su una cosa invece le famiglie italiane “continuano ad essere più virtuose”: l’indebitamento.

Il rapporto tra il debito delle famiglie e il Pil è stato infatti pari al 40% a fine 2017 contro il 60% della media dell’Eurozona. Sensibili i progressi sul fronte dell’inclusione finanziaria, con la diffusione di alcuni prodotti e servizi bancari come il conto corrente, la carta di credito e la carta di debito ormai in linea tra l’Italia e l’Eurozona, grazie all’incremento registrato nel periodo 2011-2017.

Resta invece presente un certo divario di genere, con la minor diffusione di carte di credito e di debito tra le donne, mentre “si sta riassorbendo” quello per livello di istruzione e per livello di reddito. Ancora rilevante invece il divario tra l’Italia e l’Eurozona in termini di familiarità con gli strumenti di pagamento digitali. Solo il 20% delle famiglie italiane utilizza il telefonino o internet per i pagamenti, mentre in Eurozona il dato raggiunge il 45%. Anche in questo caso ci sono differenze in base al genere, al reddito, al livello di istruzione e di occupazione.

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