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Fortune Italia in edicola, intervista al ministro Costa

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Sostenibilità e innovazione sono, ormai, scelte obbligate per chi vuole percorrere la strada che porta alla crescita. Vale per il sistema Paese e vale per le imprese. Nessun economista e nessun centro di analisi o ricerca può sostenere il contrario. E anche la politica, in tutte le sue declinazioni, si è sostanzialmente adeguata. Sostenibilità e innovazione sono anche, però, parole e concetti abusati, diventati imprescindibili per la comunicazione e lo story telling e, per questo, utilizzati come etichette da esporre.
Interrogarsi su quanto è stato fatto finora e su quanto, invece, si può e si deve ancora fare diventa sempre più importante per selezionare le vere scelte innovative e sostenibili. Quando ci sono, vanno raccontate per farne uno stimolo che possa trainare, attrarre e valorizzare altre scelte che verranno. Anche perché la sostenibilità, spesso circoscritta solo a quella ambientale, è anche economica e sociale. Ci sono altri casi in cui, al contrario, la narrazione prevale sulla realtà e l’innovazione e la sostenibilità restano solo forma, senza sostanza.

Con questo numero di Fortune Italia e con un evento focalizzato sulla ‘sostenibilità nel core business aziendale’, a Napoli il 17 e 18 dicembre, vogliamo dare il nostro contributo.

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Abbiamo scelto di confrontarci con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, un generale dei Carabinieri che ha messo la sua storia al servizio della causa ambientale del Movimento Cinquestelle. Parla della sua azione di governo con la stessa determinazione con cui dava la caccia ai criminali nella ‘Terra dei fuochi’: per loro, dice, deve esserci sempre ‘la mannaia dello Stato’. Dentro e fuori il suo ministero, invece, punta tutto sul gioco di squadra: la sostenibilità si fa con la collaborazione e la collegialità. Approfondiamo poi lo stesso tema, con il contributo di diversi esperti, focalizzandoci sui rapporti internazionali, sulla finanza green, sull’economia circolare e, ovviamente, sulla ‘sostenibilità nel core business aziendale’.

Altro tema che si inserisce nell’accezione più ampia del concetto di sostenibilità è quello del ruolo della donna. Non lo intendiamo nella declinazione classica della parità di genere, o in quella controversa delle ‘quote rosa’, ma preferiamo parlare di donne che sono influenti per la loro storia, per quello che hanno fatto e per quello che stanno facendo. Abbiamo scelto Catia Bastioli, Letizia Moratti e Isabella Fumagalli. Tre profili diversi che hanno in comune la visione ‘lunga’ con cui interpretano il proprio ruolo. Il presidente di Terna e Ad di Novamont è una ricercatrice prestata all’impresa che continua a sperimentare nuovi percorsi; l’ex ministro ed ex presidente della Rai è oggi la prima donna a guidare il Consiglio di gestione di una banca, Ubi; l’amministratore delegato di Bnp Paribas Cardif Italia ha costruito una realtà innovativa nella bancassurance.

Pubblichiamo contenuti della casa madre Fortune che aiutano a comprendere come l’innovazione sia in continua evoluzione: un approfondimento su Coinbase, la prima startup del boom bitcoin diventata grande impresa; raccontiamo la storia di Kathryn Haun, pubblico ministero in tanti processi sui reati legati al bitcoin diventata uno dei più importanti investitori nel mondo delle criptovalute.

L’ex ministro dell’Economia e presidente di Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti, affronta uno dei temi più discussi in questi mesi: il ritorno del sovranismo che, a suo avviso, non ha futuro. Nella rubrica ‘Upstream’, Natale D’Amico si interroga su quale sia l’idea di Italia da qui a dieci, venti anni che sta dietro le scelte di governo, e dietro le stesse scelte elettorali dei cittadini o, almeno, della loro maggior parte.

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