Tap, il Tar sblocca lavori a Melendugno

Possono riprendere i lavori del consorzio Trans Adriatic Pipeline (Tap) nel cantiere in località San Basilio – la località del comune di Melendugno dove è previsto l’approdo del microtunnel che si collegherà con il gasdotto Tap – bloccati la scorsa estate da un provvedimento del sindaco Marco Potì che vietò lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa nell’area in attesa di verifiche sulla presunta contaminazione delle falde acquifere circostanti. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, limitandosi a constatare, in un’ordinanza pubblicata oggi, che l’atto con cui il sindaco di Melendugno, lo scorso 29 ottobre, ha confermato lo stop ai lavori, “decorsi trenta giorni dalla data di sua emissione, ha esaurito la propria efficacia il 27 novembre 2018, non vincolando dunque ulteriormente” Tap.

Lo scorso 15 novembre il Tar aveva confermato la sospensione dei lavori fino al 5 dicembre, ordinando ad Arpa Puglia di depositare entro dieci giorni “circostanziata e documentata relazione riferita agli accertamenti eseguiti e portati a conclusione – secondo quanto riferito in camera di consiglio dai legali dell’Amministrazione resistente (il comune di Melendugno, ndr) – , inerenti alle concentrazioni della soglia di contaminazione (CSC) nell’area di cantiere in argomento”.

Nell’ordinanza pubblicata oggi il Tar non è entrato nel merito dei risultati delle attività di campionamento e analisi svolte da Arpa Puglia. Secondo quanto scritto dall’Ansa nei giorni scorsi, dalle analisi non sarebbero emersi “superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) fissate dal decreto legislativo 152 del 2006 per le acque sotterranee e per i terreni, sia degli strati superficiali che di quelli più profondi, per tutti i parametri analizzati, compreso quelli individuati nel protocollo operativo (arsenico, manganese, cromo totale, cromo esavalente e Nichel)”.

A novembre sulla vicenda si è mossa anche la procura di Lecce. I pm hanno aperto un nuovo fascicolo d’indagine sul presunto inquinamento da metalli della falda acquifera nei pressi del cantiere di San Basilio, disponendo perquisizioni e sequestri nelle sedi Tap di Roma e Lecce e in quella del laboratorio di analisi Sgs Italia a Villafranca Padovana (Padova), dove sono state effettuate le analisi per conto della stessa Tap. Il consorzio Tap che sta realizzando l’infrastruttura che passerà attraverso Grecia e Albania per approdare in Puglia vede fra i principali soci la Snam con una quota del 20% del capitale.