20 Febbraio 2019

Food&Digital, un legame che cresce

Francesco Chierchia

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Tecnologia e cibo sembrano andare sempre più a braccetto, uniti da una catena che nel tempo si è rafforzata in maniera importante, anche e soprattutto grazie all’esplosione di piattaforme digital che hanno permesso al cliente di poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Dal classico ordine a domicilio alla semplice prenotazione di un ristorante, su smartphone o su pc, la presenza del digitale si è oramai affermata come condizione essenziale delle moderne dinamiche culinarie. Ne parla Elena Collini, International PR Manager di TheFork: racconta l’attuale panorama della ristorazione e i futuri passi dell’azienda.

TheFork oramai si è affermata come piattaforma leader nel booking dei ristoranti. Quali sono stati i passi decisivi per il successo?

Innanzitutto ci collochiamo in un settore in crescita. Secondo la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, il settore dei consumi fuoricasa rappresenta il 36% della spesa alimentare totale con un valore aggiunto di 43,2 miliardi di euro. Sulla base di diverse altre fonti – da Doxa a Nielsen – gli italiani non solo amano andare a mangiare fuori, ma desiderano variare e provare nuove cucine. In tal senso TheFork è il servizio perfetto per soddisfare questo loro bisogno. Il nostro è inoltre un modello di business win-win. Rispondendo a questa richiesta dei clienti portiamo allo stesso tempo un valore aggiunto ai ristoranti, che grazie alla nostra soluzione per la gestione delle prenotazioni TheFork Manager riescono a digitalizzare l’agenda delle prenotazioni, a fare marketing grazie alla forza comunicativa di TheFork, a ottimizzare il riempimento della sala grazie ai prezzi flessibili e a semplificare alcune operazioni di gestione.

Oggi cosa rappresenta TheFork nel mercato food italiano?

TheFork è una leva di business per i ristoranti: le prenotazioni online continuano a crescere a un ritmo del 74% anno su anno. Nel 2018 abbiamo portato circa 300 milioni di euro ai ristoranti Partner attraverso questo canale, che è sempre più usato. Per gli utenti è un modo di cercare e prenotare online il ristorante in un’unica e intuitiva applicazione, anche perché siamo ormai abituati a fare tutto con lo smartphone. Basti pensare che secondo un’elaborazione su dati del rapporto Coop il 97% degli italiani usa lo smartphone durante le sue pause quotidiane.

Rispetto ai vostri competitor, quali sono i punti di forza del progetto che portate avanti?

Siamo la più grande piattaforma di prenotazione online dei ristoranti con oltre 55.000 ristoranti, 14 milioni di recensioni, 16 milioni di app download e 21 milioni di visite al mese in 11 Paesi. I nostri utenti – a casa o in viaggio – possono sempre cercare e prenotare il ristorante perfetto su TheFork. A questo si unisce l’innovazione costante che permette di migliorare i nostri prodotti per utenti e ristoranti. Siamo sempre al lavoro per aumentare la nostra offerta verso i clienti e per permettere ai ristoranti Partner di raggiungere una clientela numerosa e qualificata. Una delle nostre ultime operazioni in tal senso è stata per esempio la partnership con Instagram, che consente anche su questo canale social sempre più usato la prenotabilità.

Quanto è stata importante per lo sviluppo del business l’acquisizione da parte di TripAdvisor?

E’ stata importante per crescere grazie alle risorse e alle competenze che ci ha permesso di acquisire, pur senza rinunciare alla nostra autonomia.

Che margini di crescita vede ancora all’interno del settore gastronomico nazionale?

C’è ancora margine di crescita intervenendo soprattutto sull’ancora elevato tasso di mortalità delle imprese della ristorazione. In tal senso strumenti come TheFork Manager possono rivelarsi estremamente utili.

Oggi quali sono i principali trend del settore food?

Abbiamo collaborato con Doxa, società di ricerca di mercato internazionale, per uno studio sui trend della ristorazione a livello globale. Ne emergono alcune interessanti tendenze quali la ricerca di esperienze che vanno oltre una singola istantanea a ciò che funziona bene nei video; il boom tecnologico, che porta una crescente integrazione di soluzione digitali nei ristoranti spaziando dall’uso dei droni nel servizio fino al check-out basato su applicazione; una maggior ricerca di trasparenza da parte dei consumatori, che si traduce in format e iniziative da parte dei ristoranti e si lega all’aumento della consapevolezza del pubblico; e infine una crescita dell’offerta free-from e di cibi funzionali.

Che range di prezzo hanno i ristoranti più richiesti su TheFork?

Lo scontrino medio più prenotato si aggira intorno ai 30 euro.

Lato gastronomico invece quali sono mediamente i ristoranti più amati dagli italiani?

Se guardiamo a tutte le prenotazioni di TheFork e al numero di ristoranti prenotabili nel 2018, le tipologie di cucina più riservate risultano stabili nel tempo e troviamo nella top 5 la cucina mediterranea e di pesce, seguite dalla cucina toscana e quella romana che spiccano tra le cucine regionali e quella giapponese, prima in Italia tra le etniche. Stanno “risalendo” tra le preferenze le pizzerie che rientrano nei 10 tipi di ristoranti più riservati, anche grazie al boom di pizzerie e alla crescente popolarità della pizza gourmet. Se – invece – guardiamo alla media di prenotazioni per tipologia di ristorante abbiamo un quadro diverso che mette ai primi posti cucine etniche meno diffuse tra cui l’eritrea, la vietnamnita, la thailandese e l’iraniana. Ci sono ancora pochi ristoranti prenotabili su TheFork che offrono questi tipi di cucina, ma riscuotono un discreto successo forse proprio per la particolarità dei piatti.

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