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Ferretti continua a crescere, niente Borsa per il 2019

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È stato un 2018 positivo quello di Ferretti Group, azienda con sede a Forlì che produce e costruisce a livello mondiale yacht e navi da diporto: l’utile netto è stato infatti di 31 milioni di euro, cioè il 29% in più rispetto all’anno precedente. E indica, cosa più importante, che il trend della crescita stabile degli utili non si è arrestato. Positivo anche il valore consolidato della produzione che per il 2018 sale a 669 milioni (con un più 7,5% rispetto al 2017), mentre l’Ebitda, il risultato globale lordo dell’impresa, sale a 53 milioni di euro. Nel corso del 2018, poi, si è conclusa l’acquisizione di Wally, marchio fondato nel 1994, che da gennaio 2019 è entrata ufficialmente a far parte della famiglia Ferretti Group: salgono così a 8 i brand nel portafoglio del gruppo.

Nell’illustrare i risultati del gruppo a Palazzo Pirelli a Milano, l’amministratore delegato Alberto Galassi ha fatto un annuncio: “produrremo uno yacht Aquariva super che metteremo all’asta e i proventi verranno donati per la ricostruzione di Notre Dame”, rimasta fortemente danneggiata dopo l’incendio di ieri.

Mentre sulle voci che ipotizzavano una quotazione in borsa di Ferretti Group – che già nel 2000 si quotò alla Borsa Italiana salvo poi lasciarla nel 2002 dopo un’Opa totalitaria da parte del Fondo Private Equity Permira – Galassi ha spiegato di “aver sorriso quando ho letto le indiscrezioni perché, com’è noto il processo di quotazione prevede una serie di passi formali che nel nostro caso non sono stati nemmeno iniziati. Quindi la risposta alla domanda se ci stiamo muovendo per un ritorno in borsa è no”. E ha aggiunto che, in merito a una eventuale quotazione in borsa, “non c’è stata alcuna delibera del consiglio di amministrazione, nessuna delibera dell’assemblea straordinaria. Non è stato avviato alcun iter, a meno che non mi si presenti un documento da me firmato che dice il contrario e nel caso è falso”. Per quanto riguarda la prospettiva di più lungo termine, Galassi ha riposto che la volontà di Weichai – che ha acquistato Ferretti Group nel 2012 e che attualmente ne controlla circa l’87% – è nota ed è sempre stata espressa. L’idea è “legittima, lo hanno sempre fatto e se la domanda è se lo faranno, per me sì. Ma che sia ora o quest’anno? Per me no. Poi per carità io sono un soldato…”

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