2 Maggio 2019

Banca Generali, crescita sostenibile e cultura dell’innovazione

Giorgio Nadali

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Crescita sostenibile e cultura dell’innovazione. Sono le due direttrici individuate da Banca Generali per consolidare e migliorare i buoni risultati del 2018. Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale, parla soprattutto delle scelte mirate a rendere la private bank sempre più vicina ai suoi clienti.

Partiamo dai risultati del 2018.

Il 2018 è stato contrassegnato da forte volatilità e incertezza sui mercati ma nonostante queste variabili Banca Generali ha toccato il nuovo picco di masse a 57,5 miliardi, con una crescita del 3% rispetto all’anno prima. La raccolta è salita di 5 miliardi e l’utile ha toccato i 180 milioni. Si tratta di risultati di grande solidità come testimonia la crescita di quasi il 50% di quelle voci di profitto frutto delle attività ricorrenti.

In che cosa fa la differenza Banca Generali come player nelle private bank?

Vi sono diverse realtà di comprovata esperienza nella gestione e nelle attività di investimenti ed è difficile evidenziare le peculiarità della Banca dall’esterno. Siamo una realtà fortemente costruita sulla qualità ed i valori delle persone che ne fanno parte e tutto ciò che facciamo è in una logica di crescita sostenibile. Volendo analizzare i diversi ingredienti di queste distintività emerge senz’altro la professionalità dei nostri banker che possono vantare un portafoglio medio pro-capite ai vertici del settore. Un secondo aspetto è poi fornito dall’eccellenza nelle soluzioni di wealth management dove una piattaforma proprietaria riesce a far interagire competenze esclusive al servizio delle esigenze di protezione patrimoniale, in una logica di hub ovvero cercando l’eccellenza nel mondo della gestione, dell’advisory finanziario e della tecnologia tramite partnership di altissimo livello. Da ultimo, alla qualità del servizio ed alla sostenibilità nella crescita si aggiunge la cultura per l’innovazione, da sempre una caratteristica distintiva del nostro modo di fare banca. Vogliamo caratterizzare il nostro brand al mondo del private e al concetto di protezione con valori ben incagliati all’impegno del nostro Gruppo nella sostenibilità e nel servizio ai clienti, per non parlare dell’attenzione alle persone con politiche rivolte alla cultura del talento, e ultimo uno sviluppo sostenibile che si allarga oltre i confini nazionali, mettendo un primo piede in Svizzera. In sintesi, riusciamo a garantire un servizio personalizzato al cliente, da vera private bank, offrendo una gamma molto versatile di servizi patrimoniali, il tutto grazie alla regia del proprio banker di fiducia che accompagna le scelte più importanti per i progetti di vita.

Parliamo dell’innovazione digitale di Banca Generali.

Ci siamo dati l’obiettivo di sviluppare un ecosistema di player tech B2B replicando nella tecnologia quel concetto di architettura aperta tipica del mondo investimenti. Il tutto insieme allo sviluppo di competenze tecnologiche in-house per la gestione delle interfacce con i partner specialistici e il presidio degli elementi di personalizzazione. Siamo infatti convinti che questo nostro ruolo di hub tecnologico sarà un fattore chiave per la creazione di valore per i nostri consulenti e i nostri clienti. Oltre allo sviluppo di strumenti esclusivi, integrando diverse piattaforme, stiamo anche arricchendo l’esperienza digitale del nostro cliente che a può contare su un innovativo home banking dotato di assistente vocale, onboarding digitale, e servizi all’interno come il trading di Saxo che rappresenta il meglio in Europa in questo campo.

Cosa significano per lei e quale valore hanno per lei le parole “denaro” e “successo”?

Insieme al mio team proviamo a fare la differenza nel nostro lavoro. Crescita sostenibile significa anche creare valore per tutti gli interlocutori che gravitano intorno alla banca. Vedere la soddisfazione delle persone intorno a noi e aiutarle a raggiungere i propri obiettivi è la soddisfazione più grande ed il successo più gratificante. Sul denaro, ne ho grande rispetto per il ruolo che ricopriamo al fianco dei clienti nella protezione e valorizzazione del risparmio. E’ uno strumento con cui pianificare i propri progetti di vita.

Quali sono secondo lei le caratteristiche di un Ceo di successo?

Le aziende vanno guidate con responsabilità ed etica, visione e passione, con le persone al centro di un progetto comune per creare valore sostenibile nel tempo. Non esistono scorciatoie o ricette particolari, personalmente ho sempre avuto la fortuna di avere dei capi che ho riconosciuto come leader, dai quali ho imparato cosa voglia dire portare avanti una progettualità, costruire futuro e vivere l’impresa. La voglia di continuare ad imparare dalle persone che ci stanno attorno e che stimiamo e la fame di continuare a scoprire ed innovare sono elementi fondamentali di un leader. Da ultimo, costruire vuol dire anche sapere dare, trasmettere valori e creare cultura aziendale.

Qual è il profilo prevalente fra i vostri clienti?

Circa 2/3 delle nostre masse è rappresentato da clientela private, ovvero sopra i 500 mila euro di disponibilità finanziarie. Abbiamo oltre 20 mila clienti con caratteristiche di fascia elevata e un numero più ristretto di profili dagli obiettivi, e possibilità, più articolate. Siamo una banca private a disposizione delle famiglie. Non lavoriamo solo per le nicchie dalle maggiori possibilità, ma per tutti coloro che necessitano di pianificazione e protezione del proprio patrimonio.

Il vostro core business è più rivolto ai patrimoni privati o a quelli corporate?

Certamente alle famiglie. Per il corporate abbiamo una serie di servizi di consulenza e per avvicinare gli investimenti ma il nostro core-business parte dalle esigenze dell’imprenditore come persona e da lì sappiamo affiancare anche soluzioni uniche nell’advisory all’impresa.

Quali sono i 3 grandi errori commessi negli investimenti oggi?

In primis, i mercati finanziari non sono una scienza esatta e spesso l’emotività ne accentua le inefficienze e la pericolosità. In secondo luogo, troppo spesso si affrontano gli investimenti con molta più superficialità o leggerezza rispetto a tematiche anche meno rilevanti, affidandosi al fai date o ai consigli dei non esperti. Da ultimo, l’errore più comune e di più difficile soluzione è la non capacità di una corretta pianificazione finanziaria, rimandando al domani temi fondamentali per il nostro futuro.

Nella vostra brochure si cita Platone “Senza Guida non possiamo guardare nella direzione giusta”. Quale è secondo lei?

Il consulente è al centro di tutto il nostro modello di business. Investiamo sulle sue competenze e gli mettiamo al servizio il meglio dell’offerta in circolazione. Crediamo nel valore della relaziona tra il banker e le famiglie perché quando si affrontano scelte importanti serve poter contare sulla persona che si ha di fronte. Riuscire ad affrontare le paure e parlare dei rischi è la vera ricetta per affrontare correttamente e con soddisfazione il proprio futuro.

Come siete orientati rispetto alla finanza etica?

Siamo stati i primi a presentare un modello di consulenza orientata agli obiettivi di sostenibilità con possibilità di misurarne in concreto gli effetti nel tempo. Cerchiamo di tradurre in azioni concrete il nostro contributo per la società dando coerenza alla nostra vision. Abbiamo stabilito un comitato interno al consiglio per stabilire le linee guida in termini di investimenti sostenibili e abbiamo rivisto interamente la nostra gamma per consentire ai nostri clienti di poter investire raggiungendo ciascuno dei 17 obiettivi Sdg’s delle Nazioni Unite al 2030. La crescita sostenibile è alla base della nostra strategia ed è il principio guida delle nostre scelte più importanti.

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