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Le matite piantabili a caccia di partner italiani

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Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa, il secondo momento migliore è adesso”. È una massima di Confucio, grande filosofo cinese, che molti secoli fa ha anticipato quella che poi oggi noi conosciamo come economia circolare. Un pensiero che ha ispirato anche il giovane ed eclettico Michael  Stausholm, fondatore e amministratore delegato di Sprout (”germoglio“) che si è inventato le matite piantabili, che diventano un fiore. Realizzata in legno di betulla, con all’estremità una capsula biodegradabile contenente dei semi che germinano a contatto con l’acqua. Quando la matita diventa troppo corta per essere utilizzata, invece di essere buttata può essere piantata in un vaso e con la giusta luce e l’acqua in pochi giorni diventa un germoglio.

Un’idea che ha permesso a Sprout, fondata 6 anni fa, di raggiungere il break even dopo il primo anno di vita “perchè abbiamo adottato il sistema del pre-ordine dalle aziende client – spiega in esclusiva a Fortune Italia il danese Stausholm –  In questo modo abbiamo potuto finanziare lo sviluppo del prodotto e la produzione fin dall’inizio”.  Una società in crescita anche in Italia, dove vanta clienti importanti, dall’Enel all’Arma dei carabinieri, ma che guarda anche “a partnership e collaborazioni italiane con partner autorevoli”.

Insomma, i vostri affari sembrano proprio germogliare. È bastata un’idea vincente o avete un business model particolare?

Abbiamo realizzato tutto ciò grazie al grande interesse che la nostra mission e le nostre matite piantabili hanno da subito suscitato. Abbiamo introdotto qualcosa di enormemente innovativo e sostenibile sul mercato che è alla ricerca di merchandising eco-friendly. Una gran parte dei nostri clienti sono aziende e organizzazioni che usano le matite come gadget green con il loro logo. Oggi, vendiamo anche le matite su Amazon in 7 mercati, Italia inclusa. Finora abbiamo venduto 14 milioni di matite piantabili e ci aspettiamo di venderne per oltre 5 milioni di euro quest’anno, come bottom line.

In Italia avete diversi client importanti, ma state cercando anche partner finanziari?

L’Italia è uno dei nostri mercati maggiori ed è stato così dal primo giorno. Abbiamo molti clienti come Enel, Bulgari, Benetton e Arma dei Carabinieri. L’Arma usa le nostre patite come omaggio quando tengono seminari o lezioni nelle scuole sui temi della protezione ambientale. Non stiamo cercando attivamente investitori, io sono proprietario della maggioranza dell’azienda e siamo in grado di finanziarci da soli la crescita, tuttavia siamo sempre alla ricerca di partnership e collaborazioni con terze parti autorevoli.

Non teme che il vostro modello possa essere copiato, duplicato da altri concorrenti?

Non penso. Abbiamo lavorato duramente per costruire un brand globale per più di 5 anni, vendiamo in più di 80 Paesi con sistemi di produzione sostenibili in Europa e Stati Uniti, è molto difficile copiare il nostro modello di business. Allo stesso tempo le matite Sprout sono coperte da un brevetto mondiale e Sprout è un marchio di fabbrica protetto.

Si parla molto di eocnomia circolare. Secondo lei è più una moda o la giusta direzione per far crescere un’impresa?

A mio avviso l’economia circolare è molto più di una semplice tendenza. E’ una necessità se vogliamo che il nostro pianeta continui a durare. In Danimarca, da dove vengo io, noi siamo dei pionieri quando si parla di economia circolare. Abbiamo sistemi di car sharing nelle strade di Copenhagen, apri la macchina, la prenoti e paghi con un app e funziona benissimo. Abbiamo anche un’app chiamata Too Good to Go, che sta entrando adesso in altri mercati. E’ un’app gratuita che serve a combattere lo spreco alimentare – puoi comprare il cibo avanzato in forni, ristoranti e takeaway a prezzi ridotti – che sta avendo un successo enorme. In Sprout siamo totalmente allineati ai principi dell’economia circolare, visto che le nostre matite tornano a nuova vita quando sono troppo corte per scriverci, invece di gettarle via, facendo crescere erbe aromatiche, verdure e fiori.

E dopo le matite piantabili avete in mente altri oggetti riciclabili?

Abbiamo da poco lanciato un nuovo prodotto, si tratta di un cucchiaio ”integrato” con una bustina di te proveniente da coltivazioni che rispettano lo standard del commercio equo e solidale. Allo stesso tempo sono personalizzabili e questo le rende ideali per aziende e operatori commerciali. Anche questo prodotto è in linea con i nostri valori per salvare il pianeta dall’uso diffuso della plastica. Abbiamo anche sviluppato un matita da trucco piantabile, la prima in assoluto di questo tipo. Questo prodotto è rivolto al B2B ma stiamo lavorando per renderlo disponibile su Amazon per il mercato consumer.