fbpx

Non ci sono tensioni sull’Italia. Ma serve un governo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Governare, con un po’ di buon senso. Basterebbe questo. Per riportare il Paese in condizioni ‘normali’ e lavorare per sostenere la crescita servirebbe un Governo che porti avanti una politica economica equilibrata in un clima di convivenza civile. Condizioni minime, nulla di eccezionale. Lo dimostra in maniera evidente la reazione dei mercati dopo la tregua siglata con Bruxelles, che ha evitato l’avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione Ue. Il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco ne ha parlato al G7 francese. “Non esiste una tensione particolare sull’Italia, anzi, si vede con favore il fatto che le decisioni che sono state prese, anche a livello di governo, le discussioni con la Commissione, hanno consentito di iniziare un processo di riduzione della tensione quale si misura sull’onere del debito. Questo è fondamentale”. Un’analisi lineare che lo porta a una conclusione altrettanto lineare: “Il risultato delle ultime settimane è sicuramente molto favorevole e questo è visto bene da tutti i partner dell’Italia”.

Ma quanto potrà durare? Molto poco, se le premesse sono quelle di una giornata come quella di oggi. Basta scorrere le dichiarazioni dei protagonisti dell’alleanza di governo giallo-verde per avere un quadro piuttosto scuro della situazione. Continue minacce reciproche, strappi sempre più profondi che le smentite su una imminente crisi di governo non riescono a ricucire.

“Purtroppo sì, si è persa anche a livello personale. Perché io mi sono fidato per mesi e mesi”, risponde il vicepremier Matteo Salvini quando gli si chiede se abbia perso la fiducia nell’altro vicepremier, Luigi Di Maio. Il leader Cinquestelle ha riunito i capigruppo e durante la riunione avrebbe sottolineato: “Siamo stati colpiti alle spalle, le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo”. Le accuse sono incrociate. La Lega vuole andare con Berlusconi, la tesi grillina. M5S vuole fare un governo con il Pd, la versione in salsa leghista. In un altro Paese, la crisi si sarebbe già consumata da mesi. In Italia, si potrebbe anche andare avanti così. Fino a quando l’uno (Salvini, più probabile visti i sondaggi) o l’altro (Di Maio, più difficile) non consideri più utile tornare a votare.

In mezzo, in attesa, c’é un Paese che avrebbe bisogno di un Governo. Sembra un paradosso, ma le condizioni esterne sono più favorevoli di quanto gli stessi uomini al governo vogliano far credere. Non c’è un’Europa smaniosa di punire l’Italia e non ci sono mercati finanziari che vogliono affossare la nostra economia per partito preso. Queste sono costruzioni che servono alla propaganda. C’è, però, un sistema economico globalizzato che non aspetta. Ci sono investitori che hanno un interesse proporzionale alla fiducia che il Paese è in grado di mostrare, ci sono concorrenti che non stanno fermi ma producono, si muovono, cercano di migliorarsi.

Per questo, il problema è un po’ più serio rispetto alla cronaca politica di queste ore. Non bastava il contratto di governo, come ha dimostrato l’ultimo anno, e non basta la convivenza armata di queste ore. Serve un governo che sia capace di governare. Altrimenti la tregua si rompe e le tensioni tornano. Più forti di prima.