9 Agosto 2019

Dybala, Neymar, Bale: da calciatori-industria a indesiderabili

Nicola Sellitti

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Da calciatori-industria a indesiderabili. O quasi. La finestra estiva del calciomercato mette in evidenza il calo di appeal di alcuni totem, che nelle passate stagioni hanno fatto gola a top club, così come alle multinazionali per il peso mediatico. In queste ore, mentre il mercato inglese ha già chiuso – quello italiano, così come in Spagna, Germania e Francia, per citare gli altri Paesi con un top campionato, termina il 2 settembre – sono ancora a libro paga dei rispettivi club assi come Neymar, Gareth Bale e Paulo Dybala.

Il brasiliano del Paris Saint Germain ha visto calare la sua stella nell’arco di una stagione. Vorrebbe tornare al Barcellona, addirittura in questa finestra di calciomercato il Psg l’avrebbe offerto, come scrivono i media spagnoli e francesi, a tre top club, Juventus, Real Madrid e Manchester United, per liberarsi di un ingaggio quasi impossibile (oltre 22 mln di euro stagionali) e di un carattere bizzarro che l’ha portato ai margini della società transalpina, sino a non presentarsi in ritiro, a luglio. La novità è che sino a qualche mese fa ci sarebbe stata la fila per il numero dieci della nazionale brasiliana, che in banca si è visto accreditare nel 2018 circa 100 milioni di dollari, tra stipendio e incassi da sponsorizzazioni. E che rappresenta il terzo caso di calciatore azienda, assieme a Cristiano Ronaldo e Messi, con una fila di brand perennemente alla porta.

Ma nessun top club si è invece mosso concretamente, come se la bolla dell’atleta brand, con i benefici per le tasche della società e i grattacapi di una difficile gestione, stesse evaporando. Ed è lo stesso caso di Gareth Bale, in lista di sbarco al Real Madrid, pagato oltre 90 milioni di euro, tra gol, infortuni e un certo distacco dalle liturgie della vista madrilena, con l’allenatore Zinedine Zidane che l’ha piazzato praticamente all’uscita del centro tecnico del club spagnolo, con le valigie già pronte. Saltata la trattativa con i cinesi dello Jiangsu Suning (il gruppo che detiene le quote di maggioranza dell’Inter), per ora l’attaccante gallese vive da separato in casa e neppure dalla Premier League, il torneo che l’ha corteggiato negli anni, dal Manchester United al Chelsea, con offerte prossime ai 100 milioni di euro, sono arrivati segnali di trattative.

Nel calciomercato della Serie A c’è un caso analogo: Paulo Dybala era il nuovo Messi, per una parte della stampa italiana. Il suo sinistro ha smesso di cantare, da settimane è divenuto un esubero alla Juve, che con il suo cartellino vorrebbe far cassa per rientrare dagli investimenti per De Ligt, Rabiot. In poche ore si sono sfilati Manchester United e Tottenham. E non hanno bussato vecchi estimatori come Barcellona e Real Madrid. E così La Joya resta, per ora, triste a Torino.

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