27 Settembre 2019

Cambiamento climatico, se non fosse colpa dell’uomo?

Enrico Verga

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Sono giorni di passione per il cambiamento climatico. Una giovane donna ha attraversato l’oceano atlantico a bordo di una piccola barca a vela per portare un ammonimento ai grandi della terra in seduta all’ONU. Negli stessi giorni, quello che ho definito di recente il malato d’Europa, la Germania, ha varato un piano di sostegno all’industria per dare all’intero complesso industriale una svolta verde. Nel mondo, giovani di tutte le età scioperano da scuola (è sempre difficile allontanare gli studenti da scuola quindi immaginiamo l’importanza dell’evento) per sostenere un cambiamento a favore del clima.

Ho un Déjà vu. Mi sovviene l’inizio del secolo quando un non-giovane Al Gore si percuoteva il petto girando il mondo (lo fa ancora oggi) facendo conferenze (a pagamento si intende, va bene salvare il pianeta ma facendosi pagare è meglio) dove spiegava la crisi climatica. Fece anche cose interessanti: un video documentario, creò una tv, Current TV, per spiegare come fare le cose climaticamente buone (oggi fallita rilevata dalla “gas powered” Al-Jazeera). Sulla stessa scia ambientalista Roland Emmerich girò un film di pregio. Si chiamava “il giorno dopo domani” e vedeva un climatologo contrarian (contro l’approccio convenzionale) che spiegava ai grandi della terra che si stava andando verso un ciclo di freddo e non un ciclo di caldo. Lascio a voi vedere il film e dibattere la sua scientificità. Tuttavia il film mi permette di introdurre due concetti che, curiosamente, si dibattono ben poco nel mondo dei media. Il primo è diretto erede del film.

 

Raffreddamento globale ne avremo?

 

E se invece di andare verso un riscaldamento globale stessimo andando verso un raffreddamento globale? Ok si deve ammettere che l’idea è piuttosto stramba, se si stanno a leggere i media che parlano di riscaldamento globale, di effetto venere etc Di recente già alcuni media han cominciato a parlare di cambiamento climatico. La ragione è semplice, non si può parlare di un riscaldamento globale come unico evento (in tutto il globo): è più corretto parlare di una serie di eventi che in alcune zone portano a una crescita delle temperature medie annue su base annua (YoY), in altri casi un aumento della piovosità, etc..

Ma, cosa succederebbe se si stesse andando, con buona pace di Greta, verso un raffreddamento globale? Beh, la cosa è preoccupante.

Giusto per scacciare subito qualunque negazionista. La terra (nelle epoche recenti dove ci stava pure l’uomo) ha attraversato quelle che vengono definite cicli di mini glaciazioni. A dirlo non sono io, ma numerose ricerche scientifiche dove esiste un consensus totale. In pratica tutti gli scienziati convengono su questi eventi. Vi sono inoltre quadri, dipinti e analisi storiche che le riportano. Tra gli eventi più rilevanti ricordiamo: Maunder Minimum (1645–1715 DC), Wolf minimum (1200 DC), Oort minimum (1010–1050 DC), Homer minimum (800–900 AC) combinati con eventi opposti di mini riscaldamento (grand solar maxima): il medio evo caldo (900–1200), il Roman warm (400–10 AC) etc…

Persino in un lodevole film si vede un Tamigi ghiacciato di inverno (un altro film di Emmerich, come dire al regista piacciono i film con il freddo).

Stante che vi sono stati vari cicli di mini glaciazioni, dove gli uomini han dovuto far buon viso a cattivo gioco, resta da domandarsi come affrontarli. Storicamente i cicli di glaciazioni hanno influito pesantemente sulle attività umane: crisi dei raccolti, carestie, guerre per le materie prime (cibo prima di tutto), crollo delle rotte commerciali, espansione di imperi più violenti e meno democratici (ecco diciamo che per gli standard dell’epoche passate l’impero romano si poteva definire democratico… figuratevi gli altri). Ora la cosa dovrebbe preoccuparci? Be a sentire i media, molti scienziati etc.. no. Stiamo andando verso un cambiamento climatico oppure un riscaldamento globale e stop.

Cambiamento climatico colpa solo dell’uomo

C’è il secondo tema che si discute poco: il cambiamento climatico è colpa dell’uomo? Siamo noi che con l’emissione di anidride carbonica, l’abbattimento delle foreste, le attività minerarie, le puzzette delle mucche (che scherzi a parte l’allevamento intensivo di suini e bovini inquina sul serio, più spesso i corsi d’acqua che l’atmosfera) cambiamo il clima?  Ora io lo dico con il massimo rispetto per la signorina Greta e tutti i giovani che si battono, in questo ultimo anno, per far cambiare idea, in modo radicale, ai grandi della terra: prego perché il cambiamento climatico che stiamo affrontando sia causato dagli uomini.

Lo dico perché se tale cambiamento climatico fosse parte di un ciclo micro (inteso come secoli) o macro (inteso come millenni) saremmo tutti nei guai.  Intendiamoci non nego certo che le attività umane possano cagionare cambiamenti sulla terra, nell’acqua e nell’aria. Banalmente se io mi chiudo in un garage e accendo l’auto a benzina muoio soffocato. Una prova certa che il prodotto di un’azione umana (un’auto) può inquinare. Su scala micro.

Su scala macro la discussione è più complessa. Certamente noi uomini, che siamo tanti, aggraviamo i fenomeni climatici. Se arriva un tifone che spazza via metà della costa del Messico, e sulla stessa costa insistono impianti di logistica e immagazzinamento di petrolio, va da se che i danni causati potrebbero creare sversamenti nelle zone circostanti.

Tuttavia mi domando se gli eventi climatici fossero frutto di un cambiamento che riguarda i cicli della terra (in particolare eventi vulcanici e aerosol relativo), del sistema solare e, in ultima analisi, dello stesso sole? L’attività solare influisce sul clima globale, in parallelo con quella tellurica (più comunemente vulcanica).

E sin qui non mi sembra un affermazione ardita da fare ne da comprendere. Cosa succede, però, se una buona parte del nostro clima globale, viene seriamente alterato dalle attività solari, e/o telluriche (che a scanso di equivoci non sono in nessun modo influenzate dalle attività umane).  Per fare un parallelo. Se arriva un terremoto che colpisce una zona con elevata attività umana, gli uomini che ivi insistono saranno danneggiati. Se poi esistono impianti industriali o energetici importanti il terremoto scatenerà un effetto a catena (Fukushima qualcuno conosce?). Potremmo dire che un evento non Antropico (non influenzato da azioni umane) può avere un effetto amplificato per causa delle attività umane. Se noi uomini fossimo, parlando di attori del cambiamento climatico, solo la semplice goccia che fa traboccare il vaso? Un vaso che si discute essere in piena ebollizione (riscaldamento globale) e quindi una singola goccia in più può farlo eruttare (o esplodere decidete voi come gestire la similitudine).

Ora però vi offro una doccia fredda.

Tutti parlano di cambiamento climatico e di riscaldamento, ma se, l’umanità andasse verso un raffreddamento globale e, cosa più importante, non deciso o influenzato (se non in minima parte) dagli uomini?

Il tema sembra rivoluzionario, pure un poco complottista, quindi per strutturare questa analisi sono partito da un articolo scientifico pubblicato dalla bibbia divulgativa del mondo scientifico: Nature. L’analisi è data giugno 2019. Non entrerò nel merito scientifico dell’intera analisi: è piuttosto massiccia e implica una conoscenza scientifica profonda e articolata in vari campi (campi gravitazionali, fisica planetaria etc..) ma mi limito a citare un passaggio (tradotto da me) “durante le prossime due grandi minime solari, che ci si aspetta avranno luogo a partire dal 2020 sino al 2055 e quella che inizierà nel 2370 sino al 2415 una decrescita delle temperature terrestri ci si aspetta sarà simile a quella avvenuta durante il minimo di Maunder e, decisamente, sostanzialmente una (decrescita nds) più amplia rispetto  quelle fluttuazioni mostrate nella mappa di Akasofu . Nota, queste oscillazioni delle stime della temperatura terreste non includono alcun fattore indotto da attività umana, ma solo gli effetti della attività solare e il moto inerziale solare.”

Come menzionato, prima anche gli eventi tellurici e relativo rilascio di polveri vulcaniche possano influire pesantemente sul clima (il caso dell’asteroide e i dinosauri è piuttosto interessante considerando anche l’attività tellurica successiva).

Per correttezza rendo edotto il lettore che vi sono analisi, storicamente precedenti a questa che cito, che discutono l’eventuale impatto di una mini glaciazione sulla terra, e ne dibattono la sua fallacità in vari passaggi (citando anche l’impatto sul clima di altre variabili non antropiche come appunto l’attività tellurica).

Resta però il tema, a mio avviso vitale, che dovrebbe essere manifesto a tutti e ancor più ai decisori che in questi giorni stanno a New York.

Se, e sottolineo se, si vuole portare avanti una pianificazione di geo-ingenieria climatica (che include il globo terracqueo) e le relative azioni macro-economiche e di finanza verde (auspicando che si evitino bolle di green-washing) considerare tutti gli elementi disponibili per avere una visione il più possibile dettagliata, non è un opzione ma un obbligo.

Intendiamoci, sinora la signorina Greta ha proposto (unica proposta operativa, se ne ho scordate altre indicatemele) una cintura verde che circondi la terra.

In pratica un anello di piante messe a dimora per acquisire anidride carbonica e rilasciare ossigeno. Un’idea simpatica, già adottata in Africa (la grande barriera verde del Sahel) e in Cina (dove il progetto di desert reclamation sta facendo miracoli e con una velocità impressionante rispetto all’Africa).

Finchè si parla di suggerire di piantare alberi male non fa.

Ma prima che si dia il via a macro progetti di ingeneria climatica, terra-formazione, e, non meno pericolosi, progetti di ingegneria finanziaria verde, occhio a considerare tutti  i fattori.

Prego che Greta abbia ragione e il cambiamento climatico sia frutto solo dell’uomo.

In caso contrario se agiamo in modo ignorante e non considerando tutti i fattori, siamo già morti.

 

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.