30 Settembre 2019

Igoodi, ecco la fabbrica degli avatar

Chiara Baldi

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Una capsula di metallo a forma di uovo e una app che permetterà a tutti di creare il proprio avatar. Si chiama ‘Igoodi’ e può essere definita una ‘fabbrica di avatar’ perché appunto permette, nello showroom di via Negri a Milano, di infilarsi nella capsula per creare il proprio sé stesso digitale da utilizzare in ogni occasione: quando si fa un acquisto online, come nel caso di un capo di abbigliamento, o quando si vuole invece giocare a un videogioco, ad esempio. Oppure quando si vuole controllare la nostra salute.

‘Igoodi’ è una realtà 100% italiana nata dall’intuizione di Billy Berlusconi, figlio di Paolo e nipote di Silvio, che nel presentarla qualche giorno fa nella sede de ‘Il Giornale’, dove c’è anche lo showroom, ha spiegato che “oggi dobbiamo guardare il mondo dalla prospettiva di un nuovo umanesimo digitale, disegnato a misura di uomini e donne contemporanei”. ‘Igoodi’ è una “piattaforma in grado d’integrare l’avatar, ovvero l’io digitale degli utenti, con l’universo dei servizi digitali, sempre più importanti per la nostra vita e per il business. Disponendo del proprio avatar infatti le persone potranno beneficiare di servizi digitali customizzati, attualmente in fase di sviluppo e disponibili per il mercato B2B, in una modalità completamente nuova e più ingaggiante rispetto al passato”. In futuro ‘Igoodi’ verrà implementato con l’intelligenza artificiale “al fine di mettere a disposizione di aziende, università, istituti medici, istituti di ricerca e associazioni le potenzialità degli avatar per incentivare la ricerca anche a scopo sociale”, ha chiarito Berlusconi.

Oggi ‘Igoodi’, nata anche grazie a una collaborazione con Politecnico di Milano e università di Verona, può essere utilizzato nei settori più disparati: dalla moda al wellness, dal medicale ai social, fino agli e-sport. Per esempio, con il nostro avatar sarà possibile provare un abito venduto in e-commerce e non sbagliare la taglia, azzerando quindi il rischio dei resi che sono ancora molto frequenti, oppure si potranno verificare i progressi di riabilitazioni e diete inviando al dottore una scansione a 360 gradi di sé stessi. Oppure si potrà realizzare una protesi perfetta per il paziente che la richiede, semplicemente utilizzando il suo avatar. Ma anche entrare in prima persona in un videogame con la fedele rappresentazione del proprio corpo o anche condividere sui social l’esatta riproduzione di sé che sfila in passerella. La realtà aumentata, nelle stime di Nasdaq, raggiungerà 70 miliardi di dollari entro il 2023, e con l’implementazione dell’intelligenza artificiale varrà 190 miliardi nel 2025.

La scansione del corpo avviene dentro ‘The Gate’, cioè la capsula a forma di uovo dotata al suo interno di decine di fotocamere ad alta risoluzione che, attraverso l’impiego dei più recenti software di fotogrammetria, tecnica di rilevazione visiva rapidissima ed estremamente accurata, permettono di eseguire la scansione completa a 360 gradi della persona in pochi secondi e con la massima precisione, fornendo un output identico all’originale.

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