22 Ottobre 2019

Bnl-Bnp Paribas, Goitini alla guida del private banking

Chiara Baldi

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Bnl-Bnp Paribas ripensa la sua strategia per i grandi portafogli e lancia, da Milano, la ‘Divisione Private Banking e Wealth Management’, a capo della quale ha messo la prima donna in Italia responsabile di una grande struttura private, Elena Goitini. Da 25 anni nel settore finanziario, Goitini ha lavorato in passato per Pwc, poi per il gruppo UniCredit e anche per Central Western Union.

Ora l’obiettivo, per la nuova manager, è far crescere il gruppo aumentando l’organico e migliorando l’attuale quinta posizione: tra i soggetti private, infatti, Bnl-Bnp Paribas ha 335 private banker, una quota di mercato del 3,5% e a fine 2018 ha registrato quasi 33 miliardi di euro gestiti. Nei prossimi mesi Goitini punta a “assumere nuovi 160 private banker, 30 wealth manager e una decina di professionisti di materie fiscali”.

Per riuscire nella sua mission, Goitini farà leva su quattro pilastri. Innanzitutto, ci sarà l’implementazione di una offerta specializzata di prodotti e servizi che sarà arricchita da soluzioni su misura. Poi, si lavorerà far sì che il banker diventi sempre più partner del cliente nella gestione del portafogli. Ci sarà anche un miglioramento dei servizi digitali offerti al cliente e, infine, un efficientamento del modello operativo che avverrà grazie a strutture specializzate. Tanto che il gruppo ha creato quattro centri di Wealth Management: due a Milano e due a Roma. Due sono dedicati ai ‘Grandi Patrimoni’ con 23 manager, mentre gli altri due sono per i ‘Key Client’, con nove professionisti senior, un team di advisory e uno di asset manager per le questioni patrimoniali.

In particolare, Goitini dovrà rafforzare la fascia di clienti con oltre 25 milioni di euro. Ad oggi, infatti, per Bnl-Bnp Paribas il 71% della clientela appartiene alla fascia private (dai 250 mila ai 5 milioni di euro), mentre il 29% ai ‘Grandi Patrimoni’ (cioè dai 5 ai 25 milioni di euro). Ma la fascia a cui punta la nuova Divisione del gruppo è quella dei ‘Key Clients’, che ha portafogli superiori ai 25 milioni di euro. L’intenzione è ingrossare le fila dei clienti più ricchi, facendo sì che ‘Grandi Patrimoni’ e ‘Key Clients’ passino dall’attuale 29 al 37%.

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