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16 Gennaio 2020

Un’arma contro lo smog: sbloccati 7 mld per la mobilità sostenibile

Morena Pivetti

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Complici le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno la notizia è passata un po’ in sordina, messa in ombra, come è inevitabile, anche dalle crisi che affliggono il settore delle infrastrutture e dei trasporti, dal nodo concessioni autostradali e Atlantia al salvataggio di Alitalia, dai futuri divieti per i Tir al Brennero al caro-traghetti innescato dall’obbligo di impiegare carburanti più puliti. Invece, il via libera della Conferenza Unificata Stato-Regioni al Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile è una novità di prima grandezza, perché mette in moto investimenti per oltre 5 miliardi, che a breve potrebbero salire a 7 miliardi, nelle città e per la manutenzione dei ponti e la sicurezza delle ferrovie. Con il Nord stretto nella morsa dello smog, Torino, Milano, Roma e molte altre grandi città costrette a far scattare i divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti, è una vera boccata d’ossigeno per rilanciare la costruzione di nuove linee di metropolitane, di tram e di filobus e per accelerare il ricambio del parco dei mezzi pubblici con veicoli innovativi e a basse emissioni.

La quota più consistente di risorse assegnate, pari a 2 miliardi e 319 milioni, riguarda 17 progetti di mobilità sostenibile pubblica presentati dalle città di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, La Spezia e Bergamo per la realizzazione di nuove tratte da integrare nei loro sistemi di trasporto rapido di massa – metro, tramvie e filovie – e per l’acquisto di materiale rotabile per ridurre l’impatto ambientale, l’incidentalità e il consumo energetico.

“Nello stanziare risorse per questi interventi – aggiunge il professor Giuseppe Catalano, che guida la Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – abbiamo anche chiesto approfondimenti progettuali e tecnici ai Comuni e reso disponibili finanziamenti per un altro miliardo e mezzo di euro da assegnare non appena ci presenteranno progetti dettagliati. Per sveltire la redazione degli interventi da parte degli enti pubblici abbiamo anche provveduto a distribuire i fondi per la progettazione di opere strategiche alle città con oltre 100mila abitanti e alle città metropolitane, quasi 60 milioni a cui ne abbiamo aggiunti ora altri 30”.

Ulteriori 2,2 miliardi sono stati assegnati alle Regioni per il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e la sostituzione dei mezzi inquinanti. Oltre 523 milioni sono stati destinati agli interventi di messa in sicurezza di linee ferroviarie locali, attraverso il potenziamento tecnologico dei sistemi di controllo. Infine sono stati stanziati 250 milioni per la nuova costruzione e la manutenzione straordinaria dei ponti del bacino del Po: si tratta complessivamente di 76 interventi che interessano la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Liguria e il Veneto.

“Come Ministero faremo un monitoraggio attento del tempestivo utilizzo di questa ingente mole di risorse messe a disposizione delle Regioni – continua Catalano – e le accompagneremo per velocizzare la realizzazione delle nuove infrastrutture del trasporto rapido di massima finanziate, per tradurle in spesa in tempi rapidi e così migliorare la mobilità dei cittadini e anche rimettere in moto l’economia. Senza contare che è già aperto un nuovo avviso, con scadenza 1° giugno 2020, sempre per la realizzazione di metro, tramvie e filovie nelle città”.

In questi giorni la ministra Paola De Micheli ha firmato il decreto interministeriale che fissa il riparto, d’intesa con la Conferenza Unificata, dei 2,2 miliardi di fondi alle Regioni per l’acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, sulla base, appunto, delle disposizioni del Piano strategico. L’obiettivo è rinnovare il parco autobus, che in Italia ha un’età media di 11,4 anni contro i circa 7,5 della media europea, con mezzi meno inquinanti – elettrici, a metano o a idrogeno – e più moderni, per promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea.

“In tante città d’Italia, soprattutto nella pianura padana ma non solo, è emergenza smog. Non possiamo permetterci di continuare a respirare aria inquinata e le misure dei Comuni da sole non bastano. Serve una rivoluzione nella mobilità urbana: abbiamo già assegnato 2,2 miliardi alle Regioni per l’acquisto di nuovi bus ecologici. E altri 400 milioni saranno destinati a breve direttamente alle città assediate dalle polveri fini. Sono investimenti per l’ambiente e per il futuro”, queste le parole postate dalla ministra De Micheli sul suo profilo social. Che evidenziano due novità: per la prima volta i fondi vengono girati direttamente ai Comuni, senza passare dalle Regioni e, sempre per la prima volta, destinatarie sono le città che registrano le maggiori difficoltà ambientali.

Nello stesso decreto – firmato dal Mit di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’Economia e delle Finanze – oltre alle modalità di erogazione e ai vincoli di destinazione, sono riportate anche le diverse graduatorie, sia relative all’attribuzione dei punteggi ed all’assegnazione delle risorse applicando gli indicatori previsti e quelli relativi alle regioni del centro Nord e del Sud, per tenere conto nell’assegnazione delle risorse del criterio di proporzionalità rispetto alla popolazione residente. Lo stanziamento prevede che alle Regioni del Sud sia destinato circa il 35% delle risorse. Si stabilisce anche che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possano essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa a metano, idrogeno ed elettrica.

smog mobilità sostenibile
Lo smog nel giorno del blocco di alcune categorie di autovetture a Roma, 14 gennaio 2020. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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