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31 Marzo 2020

Coronavirus, le compagnie aeree nel baratro

Morena Pivetti

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Le agenzie di rating hanno già classificato i loro titoli come “spazzatura”, come ha fatto di recente Moody’s con Lufthansa, il principale vettore europeo, tagliandolo a Ba1. L’inglese Virgin Atlantic chiederà il bailout al governo di Boris Johnson per centina di milioni di sterline, easyJet ha messo a terra l’intera flotta e rimpatriato 45mila persone, Ryanair vola al 10% delle potenzialità. E non va meglio alle americane, dove l’onda d’urto più forte non è ancora arrivata.

Nei giorni scorsi la Iata, l’International Air Transport Association, che riunisce le compagnie aeree nel mondo ha parlato di “una crisi senza precedenti” e ha fatto sapere di aver bisogno di aiuti finanziari pubblici, quantificandoli tra i 150 e i 200 miliardi di dollari: il trasporto aereo è la prima vittima eccellente della pandemia di coronavirus che giorno dopo giorno, chiusura delle frontiere dopo chiusura delle frontiere, ha messo a terra migliaia di velivoli. E di passeggeri. Secondo le ultime stime mancheranno all’appello ricavi per 252 miliardi di dollari rispetto a quanto previsto, con un -44% sul 2019.

A conferma del “disastro”, in particolare in Europa, il direttore generale di Eurocontrol (l’organizzazione che controlla il traffico aereo a livello europeo) ha comunicato lunedì che “domenica 29 marzo hanno volato appena 3.352 velivoli, l’88% in meno rispetto a un anno fa. Il che significa 24mila voli in meno”, un crollo senza precedenti.

La crisi che ha indotto le tre grandi alleanze aeree globali, oneworld, SkyTeam e Star Alliance, a nome delle compagnie associate – 60 in tutto il mondo, oltre la metà della capacità del settore – a lanciare l’Sos ai governi e agli stakeholder perché mettano in campo un sostegno straordinario per mitigare le sfide senza precedenti che l’aviazione sta affrontando a livello globale. La prima richiesta era rivolta agli enti regolatori internazionali perché, alla luce del crollo della domanda da parte dei passeggeri, sospendessero le regole di utilizzo degli slot per il decollo e l’atterraggio negli aeroporti nella stagione estiva 2020. Richiesta che l’Unione Europea ha accolto il 30 marzo, sospendendo le condizioni in essere fino al 24 ottobre di quest’anno. Un’azione vista con favore dalle tre alleanze, che sollecitano gli enti che non l’hanno ancora fatto a decidere.

L’impatto del COVID-19 sul trasporto aereo è straordinario: Iata stima una perdita dei ricavi superiore ai 250 miliardi di dollari per il trasporto passeggeri a livello globale, con ripercussioni sull’intera catena del valore. Oneworld, SkyTeam e Star Alliance esortano quindi i governi a valutare tutti i possibili mezzi per aiutare il settore durante questo periodo senza precedenti e rivolgono lo stesso invito agli stakeholders: per esempio le società di gestione degli aeroporti potrebbero valutare la riduzione dei diritti di atterraggio e alleggerire la pressione finanziaria a cui sono sottoposti i vettori, a fronte del forte calo della domanda di trasporto. Va però ricordato che gli aeroporti sono colpiti dal crollo del settore come le compagnie aeree.

“Durante tempi incerti e difficili come questi, è importante che il trasporto aereo lavori ancora a più stretto contatto con gli stakeholder – ha dichiarato Rob Gurney, CEO di oneworld – per mitigare gli impatti negativi. I governi devono attuare le misure che ritengono necessarie per contenere la diffusione del COVID-19 ed essere preparati alle implicazioni economiche su larga scala”.

Sulla stessa linea d’onda Kristin Colvile, CEO and Managing Director di SkyTeam: “L’impatto umano e finanziario che la pandemia sta avendo non ha precedenti. Sollecitiamo tutte le istituzioni coinvolte e le parti interessate ad affrontare questi tempi straordinari con misure eccezionali, come la riduzione dei fee per gli slot e i servizi aeroportuali e i diritti di sorvolo”.

“Le circostanze senza precedenti innescate dal coronavirus – ha aggiunto Jeffrey Goh, CEO di Star Alliance – rappresentano una minaccia esistenziale non solo per il settore aereo, ma più in generale per il commercio e gli scambi globali e la connettività sociale. Poiché le compagnie estendono i propri limiti per gestire la crisi, è altrettanto fondamentale che i governi e gli stakeholder evitino ulteriori oneri e intensifichino le misure, come alcuni già fanno, per garantire il futuro del settore dei viaggi”.

Le compagnie aeree delle tre alleanze globali hanno già implementato misure urgenti come significative riduzioni di capacità, iniziative di risparmio, procedure di pulizia più stringenti ed estensione dell’assistenza ai clienti. Mentre rispondono in modo proattivo per ridurre ulteriormente l’impatto di fronte a scenari politici in rapido cambiamento, chiedono di essere adeguatamente supportati da governi e stakeholder, che possono svolgere un ruolo fondamentale nell’attenuare le pressioni senza precedenti che devono affrontare.

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