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Il Coronavirus taglia ingaggi e valore dei calciatori

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Il Coronavirus aggredisce anche le tasche di Messi e Ronaldo. E’ proprio vero, il Covid-19 non fa prigionieri. Mentre l’Uefa stabilisce che Champions ed Europa League potranno essere disputate anche a luglio e agosto, anche se i tornei nazionali non dovessero riprendere, i club europei si apprestano a tagliare gli stipendi dei calciatori per ridimensionare le perdite. La sforbiciata toccherà Spagna, Italia, Germania e pure l’Inghilterra, con la Premier League che deciderà tra due giorni – nell’incontro tra lega e società, con possibile taglio del 50% degli emolumenti – a fronte di perdite complessive da 1,1 mld di euro. Insomma, gli ammanchi di cassa si sentono già e quindi pagano pure le superstar.

Il Barcellona, dopo giorni di serrate trattative, ha concordato la riduzione dell’ingaggio medio per il 70%, così come Atletico Madrid e Espanyol. Una soluzione preceduta da alcune società del campionato tedesco, la Bundesliga, dove il taglio è stato più contenuto: il 20% dei salari al Bayern Monaco, così come al Borussia Dortmund mentre al Moenchengladbach e allo Schalke 04 si sono autotassati. Ma l’onda delle forbici sugli ingaggi riguarda anche la Francia, con la disoccupazione parziale che ha provocato il taglio del 50% degli stipendi al Marsiglia, Lione, Psg.

In Italia, la Juventus si è lanciata in avanti: calciatori, allenatore e dirigenti rinunciano allo stipendio fino a fine giugno, un taglio di circa 90 milioni di euro. Forse anche uno stratagemma finanziario, come ha scritto La Gazzetta dello Sport, per evitare un buco a bilancio. Da segnalare il risentimento dell’Associazione italiana calciatori, che avrebbe preferito una soluzione condivisa tra i 20 club di Serie A, che sono divisi in fazioni anche rispetto al futuro del campionato 2019-2020. Ovvero, torneo finito (guidano Inter, Milan), da riprendere al più presto (Lazio e Napoli) e la Juve in attesa.

Con presidenti pronti a correre ai ripari perché la crisi indotta dal Virus va a toccare anche il valore dei calciatori. Secondo la recente indagine del Cies – istituto di analisi cui si affida l’Uefa – c’è un passo indietro medio del 28% della valutazione degli atleti dei primi cinque campionati d’Europa. In poche parole, asset da centinaia di milioni di euro, come Mbappè del Paris Saint Germain, lo stesso Messi del Barcellona, costerebbero assai meno sul mercato. Le perdite potenziali del parco giocatori per il Manchester City arrivano fino a 412 milioni di euro, poi Barcellona (366), Liverpool, Real Madrid. Mentre in Serie A danni seri per l’Inter (-276 milioni), con il secondo posto alla Juve (-222 milioni a -28,4%) e il terzo del Napoli (-181 milioni a -29,8%).

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