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7 Luglio 2020

Il Governo salvo intese, le semplificazioni servono subito

Fabio Insenga

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Qualche idea buona c’è. Gli obiettivi sono tutti condivisibili. Mancano le misure, il provvedimento. Come succede ormai sempre, come se governare ‘salvo intese’ sia l’unica strada possibile per tenere insieme una maggioranza che continua a dividersi, prima di provare a trovare il modo per trovare una sintesi fra le posizioni diverse. Anche l’atteso, e cruciale, decreto Semplificazioni sarà scritto nei prossimi giorni, o nelle prossime settimane, dopo l’approvazione per titoli nel consueto Cdm notturno.

 

Per questo l’enfasi delle parole finisce con il perdersi nel dato di fatto inoppugnabile: si parla di un decreto che non c’è. Anche se resta una priorità assoluta. “Questo provvedimento, il dl Semplificazioni, rappresenta anche la base del ‘Recovery Plan’, la base del nostro rilancio”, assicura il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo, parlando di una lista di 130 opere strategiche: ”Avremo degli appalti più semplici e veloci, ci sarà l’affidamento diretto”.

 

Le opere strategiche, lo sblocco dei cantieri e la semplificazione degli appalti. Ovvero, una buona parte dei fattori che possono contribuire a sbloccare l’economia.

 

“Agli stati generali dell’economia è arrivato un appello corale a ridurre le burocrazie e far correre il Paese. Noi siamo sempre convinti di questa priorità e l’abbiamo realizzata con un decreto che semplifica, velocizza, digitalizza, sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti. Questo decreto è il trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno“, dice Conte.

 

È lo stesso premier a spiegare perché è indispensabile cambiare strada. “Oggi il rapporto con la Pa è vissuta dai cittadini come un percorso a ostacoli, una strada tortuosa in cui finiscono per impantanarsi anche i progetti migliori”, compresi quelli “dei giovani che vogliono lanciare startup e si ritrovano impantanati”. La riposta, almeno in parte, può arrivare con questo decreto. A patto che le misure siano coerenti e che le scelte siano nette.

 

“Vogliamo migliorare tutto questo, lo facciamo con questo dl che offre una strada a percorrenza veloce. Alziamo il limite di velocità dell’Italia che deve correre, ma al contempo rafforziamo i presidi di legalità, gli autovelox”,  spiega. Capitolo richieste e autorizzazioni. “Stop alle attese infinite, le PA devono rispondere per tempo, entro i termini previsti” ed “esporre tutte le ragioni per il non accoglimento delle richieste dei cittadini”. Le “amministrazioni avranno 60 giorni per dare risposte”, puntualizza ancora Conte, che aggiunge: “Da ora in poi la PA deve pubblicare i tempi effettivi di durata delle pratiche, devono essere compatibili con i tempi previsti da legge. Ogni cittadino deve sapere se i tempi vengono sforati o rispettati”. Con dl semplificazioni ”interveniamo a tutto campo” sulla pubblica amministrazione. ”E’ una rivoluzione, un risultato clamoroso”, dice Conte.

 

Prima di gridare alla rivoluzione, servono però passi in avanti concreti. Il tempo perso va recuperato, le scelte devono essere compiute e difese senza nascondersi dietro la formula ‘salvo intese’. Servono un governo che decida e una maggioranza che lo sostenga. Altrimenti, in attesa della rivoluzione, il Paese si ferma definitivamente.

 

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