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22 Luglio 2020

Twitter chiude 7mila account legati alla teoria QAnon

Carlotta Balena

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Twitter ha annunciato esplicitamente la volontà di limitare le teorie cospirazioniste QAnon sulla piattaforma, ed ha bannato 7mila account, imponendo forti limitazioni ad altri 150mila profili legati al gruppo. Il motivo è che Twitter ha classificato i contenuti diffusi dai seguaci di QAnon come molesti e altamente pericolosi in quando diffondono disinformazione, riporta la NBC News.  

 

QAnon è il movimento complottista di estrema destra che teorizza l’esistenza di uno “stato profondo” che tramerebbe ai danni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump (e anche dei suoi sostenitori) contro cui lo stesso presidente starebbe conducendo una guerra segreta. Allo stato profondo apparterrebbero politici democratici e star di Hollywood che farebbero parte – secondo i seguaci di QAnon – di una cabala mondiale di pedofili e mangiatori di bambini guidata da Satana. Il movimento si contraddistingue da una Q rossa e nera (che si dovrebbe riferire all’autorizzazione Q utilizzata dal dipartimento dell’energia) ed è iniziato nel 2017. Sui social si identifica con l’hashtag #WWG1WGA, indicando il motto in inglese Where We Go One, We Go All, “tutti per uno, uno per tutti”.

 

Il social network ha annunciato esplicitamente che limiterà la circolazione di contenuti di QAnon anche negli strumenti come le tendenze e i filtri di ricerca: questo, secondo le stime, avrà effetti su circa 150mila account correlati al movimento. Secondo quanto riportato dalla fonte della NBC News, l’azione dell’azienda fa parte di una nuova politica per contrastare la disinformazione sulla piattaforma e l’hate speech: per questo Twitter ha deciso di chiudere definitivamente 7mila profili nelle ultime settimane in quanto considerati altamente aggressivi. La piattaforma, inoltre, prenderà provvedimenti per bannare anche tutti quei profili che attuano strategie vietate dalla policy per aggirare i ban, come l’utilizzo di profili multipli. 

 

Il pericolo della diffusione dei contenuti di QAnon sta nel fatto che i seguaci del movimento si sono già resi protagonisti di episodi di tentati sequestri di persona, aggressioni e almeno un omicidio, dall’inizio della diffusione della teoria su Internet. Lo scorso anno l’FBI ha classificato QAnon come una potenziale minaccia terroristica: nonostante questo, il movimento sembra attecchire negli Usa, tanto che anche numerosi candidati repubblicani hanno apertamente supportato QAnon.     

 

L’epidemia di coronavirus ha favorito l’incontro tra i cospirazionisti di QAnon e gli anti-vaccinisti e negli ultimi mesi sui social sono girati contenuti con hashtag complottisti contro Obama (#Obamagate e #SubpoenaObama) finiti in trending topic in vere campagne di aggressione che sulla piattaforma vengono chiamate “swarming” o “brigading”. Queste ultime avvengono quando molti account si mettono d’accordo coordinati da un “leader” nell’attaccare congiuntamente una persona, che è sempre un diretto avversario del presidente Trump, non solo politico ma anche un personaggio della Tv, come è successo a Chrissy Teigen. Ed è esattamente il tipo di uso della piattaforma che ora Twitter sta cercando di impedire.

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