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6 Agosto 2020

Unicredit, semestre in rosso. Nel secondo trimestre torna l’utile

Alessandro Pulcini

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L’emergenza coronavirus si è fatta sentire, e parecchio, anche sui conti Unicredit. La banca ha riportato nel primo semestre dell’anno 2,28 miliardi di perdita netta contro 3 miliardi di utile dello stesso periodo lo scorso anno. La redditività (di tutte le divisioni, tranne Commercial banking Austria) è tornata con il secondo trimestre: l’utile è di 420 milioni di euro (-77%), quello ‘sottostante’ è di 500 mln, contro il miliardo dello stesso periodo dell’anno scorso.

 

 

I ricavi del primo semestre scendono del 7,9% a 8,5 miliardi rispetto ai 9,2 mld dello scorso anno, mentre nel secondo trimestre 2020 sono stati pari a 4,2 miliardi, in calo del 4,8% trimestre su trimestre e del 7,7% anno su anno. I ricavi totali del secondo trimestre sono diminuiti “in quanto la maggior parte del periodo è stata soggetta alle restrizioni correlate al Covid-19. La diminuzione è stata in parte compensata dal calo dei costi nel periodo”, spiega Unicredit. La banca ha un Cet1 capital ratio fully loaded “molto solido” al 13,85 per cento. Il margine di interesse è pari a 2,4 miliardi, in calo del 4% trimestre su trimestre. In calo anche le commissioni, che si fermano a 1,4 miliardi, giù dell’11,8% anno su anno.

 

 

Nonostante i numeri, Unicredit ha confermato la guidance e l’obiettivo nel 2021 di un utile compreso tra 3 miliardi e 3,5 miliardi. ”Abbiamo visto i primi segnali di ripresa commerciale alla fine del secondo trimestre 2020, quando le economie hanno iniziato a riaprire nella maggior parte dei nostri mercati core”, ha commentato Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit. In un periodo ancora dominato dall’emergenza coronavirus come il secondo trimestre 2020, aggiunge Mustier, ”abbiamo operato in stretta collaborazione con i governi di tutti i Paesi in cui siamo presenti per fornire prestiti garantiti e offrire moratoria per un totale di oltre 41 miliardi di euro”. ”Grazie alla positiva attuazione di Transform 2019 – prosegue l’ad – abbiamo una robusta posizione di liquidità e un capitale molto solido, con un CET1 MDA buffer fully loaded di 481 pb, ampiamente al di sopra del nostro target di 200-250 pb2. Questa posizione ci ha consentito di continuare a supportare i nostri clienti e le comunità in tutta Europa durante questo contesto sfidante”.

 

”Confermiamo, oggi, il nostro costo del rischio per il 2020 a 100-120 pb – prosegue l’ad di Unicredit – e manteniamo una visione prudente delle rettifiche su crediti nei prossimi trimestri. Come annunciato in precedenza, ci siamo impegnati a ripristinare la nostra politica di distribuzione del capitale di Team 23 nel 2021 a partire dal 2020, inclusa la graduale restituzione del capitale in eccesso agli azionisti”. Rispetto all’emergenza sanitaria, ”grazie al proseguimento della nostra trasformazione digitale abbiamo rapidamente cambiato le nostre modalità di lavoro per riflettere la nuova normalità, guidata dai servizi da remoto”, ha concluso Mustier.

 

Dividendi

 

Per quanto riguarda gli azionisti, Unicredit rispetterà le raccomandazioni della Bce sui dividendi 2020 e non pagherà dividendi, né effettuerà riacquisti di azioni nel corso del 2020. Ma il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier conferma il ritorno alla cedola nel 2021, confermando “la politica sui dividendi”. Sarà distribuito agli azionisti il 50 per cento dell’utile netto sottostante ripartito tra un obiettivo di dividendo in contanti pari al 30 per cento dell’utile netto sottostante e riacquisti di azioni proprie per il 20 per cento.

 

No alle fusioni, sì alla trasformazione digitale

 

“No m&a”, nessuna fusione. Mustier conferma la sua strategia che non prevede aggregazioni nel futuro. “Ancora di più dopo il covid stiamo accelerando sul piano di trasformazione digitale della banca”, aggiunge. Sull’opas di Intesa su Ubi e sugli effetti che avrà sul settore italiano, dice: “Noi siamo una banca forte, non commento i competitor”. Piuttosto che m&a, “la nostra preferenza – ha detto come sempre in conference call con le agenzie – è per il buyback azionario, che non ha rischi di esecuzione. Abbiamo una robusta posizione di capitale”. Ancora di più dopo il Covid, ha sottolineato, è necessario un focus sulla trasformazione del business model, meglio dell’integrazione con altre banche”. A proposito del piano al 2023, sempre in ottica pandemia, il ceo ha confermato che “sta in piedi”.

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