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7 Settembre 2020

Apre H-Farm Campus: la scuola aumentata dal digitale

Carlotta Balena

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Il distretto delle startup H-Farm, che sorge a Roncade, a metà strada tra Venezia e Treviso, ha aggiunto una nuova tappa al suo percorso di sviluppo, iniziato nel 2005. È stato inaugurato oggi il nuovo Campus di H-Farm, che allarga il distretto iniziale dedicato allo sviluppo delle società innovative per fare spazio a un ambizioso polo educativo che accoglierà bambini e ragazzi dai 4 anni fino all’università.

 

H-Farm è stato lanciato dal visionario imprenditore veneto Riccardo Donadon con l’intento di costruire in Italia un distretto dell’innovazione incentrato sull’uomo – non a caso il simbolo di H-Farm è un trattore, che rimanda alla terra, al lavoro dell’uomo e alla necessità che ogni tecnologia sia pensata per rispondere ai bisogni delle persone. All’inizio si trattava solo di startup: una piattaforma che trasformava le idee innovative in aziende di successo (vi dice niente l’app Depop?). Poi è arrivata la quotazione in borsa nel 2015 e l’acquisizione dell’International School di Treviso, una scuola internazionale che accoglieva i bambini dall’infanzia alle scuole medie. Da qui l’idea di allargare il progetto anche all’education, non solo per abbracciare quel segmento essenziale per formare gli imprenditori del futuro, ma anche per offrire un modello di apprendimento diverso dai canoni tradizionali.

 

La tecnologia che tutto accelera impone nuove competenze e nuovi modelli di apprendimento, che nella scuola italiana faticano ad entrare. Così, ecco l’idea: lanciare un polo dove si studia in modo diverso, con l’ausilio delle tecnologie digitali e con metodologie lontane dalla classica lezione frontale. Dopo un iter burocratico lunghissimo (iniziato nel 2016), una battuta d’arresto nella primavera 2018, che ha messo la società in difficoltà operativa e finanziaria, e che ha rimandato di due anni l’espansione degli spazi, necessaria e funzionale alla crescita del polo educativo, oggi il Campus è pronto ad accogliere imprenditori, professionisti e, soprattutto, più di un migliaio di studenti.

 

L’attuale superficie complessiva di H-Farm con il Campus supera ora i 51 ettari, con 10 nuove strutture dedicate in particolare alla formazione, ma anche al mondo delle startup e delle imprese, per un totale di 30.000 metri quadri di nuova superficie coperta, interamente a cubatura zero, grazie al recupero dei volumi di edifici in stato di abbandono già presenti nella zona interessata e all’abbattimento di una ex base militare. Cinque gli edifici dedicati alla formazione, dall’infanzia fino all’offerta universitaria  e post universitaria, in grado di ospitare fino a duemila studenti (il Campus sarà in grado di accogliere fino a 3 mila persone). Lo studentato prevede fino a 244 posti letto, mentre il centro sportivo è composto di un palazzetto e oltre 5 mila metri quadri scoperti, che ospitano campi polivalenti. Tutte le comunicazioni nel Campus sono abilitate da Vodafone, con la quale H-Farm ha firmato una partnership: per l’area education, questo significa tecnologie per l’apprendimento collaborativo anche a distanza, attraverso lo streaming, ad alta definizione e in tempo reale.

 

La realizzazione del Campus è stata possibile grazie alla costituzione, nel febbraio del 2017, di un fondo immobiliare chiuso, non speculativo, denominato “Ca’ Tron – H-Campus”. Il Fondo, gestito da Finint Investments SGR (la società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Finint), ha un attivo di oltre 101 milioni di euro ed è stato sottoscritto per il 100% da investitori istituzionali: Cattolica Assicurazioni detiene la quota maggioritaria del Fondo (60% del patrimonio), CDP Investimenti SGR (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), con il fondo FIA 2 “Smart housing, smart working, Education & Innovation, il 40%.

 

L’emergenza Coronavirus ha imposto una particolare attenzione allo sviluppo di soluzioni di distance e remote learning e sulla costante crescita dell’unità dedicata alla consulenza aziendale rivolta alla trasformazione digitale. “Negli ultimi anni siamo stati testimoni di come l’accelerazione tecnologica abbia imposto la riscrittura di moltissimi modelli di business e ci abbia proiettati verso nuovi servizi, prodotti e stili di vita, impattando in modo rilevante anche sul mondo della formazione con un progressivo aumento di contenuti legati al digitale, capaci di soddisfare non solo i più giovani, ma tutti coloro che sentono la necessità di aggiornarsi e formarsi prendendo sempre più confidenza con i nuovi strumenti in continua evoluzione”, ha detto Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm. “Negli ultimi mesi, dopo l’emergenza sanitaria che ha colpito a livello globale, abbiamo visto come il cambiamento sia destinato ad accelerare tantissimo, cambiando non solo i contenuti ma anche i modelli e gli strumenti. La trasformazione culturale indotta dal digitale ci sta imponendo di ripensare a come dialogare con i consumatori e come riscrivere i processi interni delle imprese. Allo stesso modo, in ambito scolastico e universitario e nella formazione in genere, dobbiamo ripensare alle piattaforme software per dialogare con gli studenti e riorganizzare il personale scolastico, docenti e staff”.

 

“Stiamo lavorando molto su questi temi  – continua Donadon – perchè siamo convinti che il mondo della formazione stia iniziando a vivere la sua grande trasformazione e lo stia facendo molto velocemente. E ormai non è più solo un tema di strumenti o di contenuti, ma anche di luoghi. In un mondo sempre più digitale che corre e si evolve di continuo, dove i valori sono profondamente diversi, è anacronistico far nascere un luogo che pensi solo a formare, o solo a fare business, o solo a fare ricerca. Queste tre cose devono stare assieme ed ispirarsi  l’una con l’altra. Noi ne siamo convinti e il nostro Campus è la risposta a questa nuova traiettoria.”

 

Da quando è stata lanciata, H-Farm ha investito oltre 28 milioni in più di 120 startup, attualmente collabora con moltissimi brand globali nel settore della consulenza e forma 2 mila studenti all’anno con il segmento dedicato all’education. Il piano industriale 2020-2024 punta a raggiungere i 126 milioni di euro (Ebitda positivo a 12 milioni di euro) nel 2024.

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