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Quando il welfare aziendale è un’opportunità di business

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welfare aziendale

Per le banche ormai è un’area di intervento obbligato. Molti istituti che si affacciano al mercato del welfare aziendale, si propongono soprattutto di “trattenere” i propri clienti aggiungendo qualche opportunità dall’offerta di servizi. L’approccio di Wellmakers Bnp Paribas è orientato anche alla generazione di business. Il valore aggiunto non è il mark up, e non è nemmeno la creazione di valore dal servizio bancario. L’obiettivo è di generare, in un’ottica di medio-lungo termine, una opportunità di business prodotto dai componenti dell’ecosistema, capaci di offrire servizi utili alla comunità dei lavoratori e delle imprese ingaggiate nei piani di welfare aziendale.

 

 

“No, non siamo l’ennesimo provider. Non proponiamo una piattaforma, ma un ecosistema, cioè un ambiente all’interno del quale trovare le soluzioni più adeguate, attraverso le proposte di prodotto e di servizio delle società del Gruppo che operano in Italia”. Andrea Veltri è il responsabile dell’offerta nell’ambito di Wellmakers Bnp Paribas, la struttura con cui il gruppo si affaccia sul mercato del welfare aziendale, che coinvolge l’offerta dei prodotti assicurativi di Cardif e Cargeas, o le flotte auto per noleggio a lungo termine di Arval, o i servizi di credito al consumo di Findomestic. Per fare solo alcuni esempi delle società del Gruppo in grado di offrire servizi per i dipendenti delle aziende clienti dell’istituto bancario. “L’obiettivo è affiancare le aziende per aumentare l’utilizzo e la diversificazione del welfare; sviluppare – anche grazie ad un’attività di coaching – una sempre più diffusa consapevolezza sul benessere personale per soddisfare le esigenze dei dipendenti e delle loro famiglie; promuovere un’attenzione concreta alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica a vantaggio della collettività”.

 

Arricchiscono ed integrano l’offerta – aggiungendosi alle proposte di servizio delle società del Gruppo Bnp Paribas – altri “Wellmakers Friends”, player di primo piano come Booking.com, Edison, Feltrinelli, Gruppo San Donato, Intoo e Tack TMI Italy (Gi Group), Jointly, Samsung, Volvo, tanto per citare i primi che hanno aderito all’operazione.

 

 

A disposizione delle aziende e dei loro collaboratori, attraverso una piattaforma digitale, si potranno scegliere su pc, tablet e smartphone, in modo facile e personalizzato, più di 400 servizi e soluzioni, a condizioni dedicate, per la salute, la prevenzione, il supporto alla famiglia, l’istruzione, la protezione casa e lavoro, il tempo libero, le esigenze di finanziamento.

 

 

Tutte le banche e quasi tutte le compagnie di assicurazione si sono rivolte al mercato del welfare aziendale con modelli diversi di business. “Ma noi non vogliamo proporre un modello banco-centrico né centrato sull’assicurazione, vogliamo ribadire l’approccio trasversale che le società del Gruppo sanno garantire – aggiunge Veltri (che è anche deputy Ceo di BNP Paribas Cardif Italia) – anche per questo parliamo di ecosistema. Di più: un ecosistema aperto a tutti gli attori che possono arricchire l’offerta in relazione ai bisogni che ci proponiamo di soddisfare”. Un approccio che vorrebbe anche contrastare la ritrosia, che spesso viene rilevata dalle indagini sul consumo del portafoglio welfare dei dipendenti, a spendere integralmente le risorse a disposizione, proprio per una mancata soddisfazione delle attese e dei bisogni.

 

 

Per migliorare ed elevare l’utilizzo del welfare aziendale, Bnp Paribas ha scelto di farsi affiancare da DoubleYou-Gruppo Zucchetti, che si occupa anche di formare le persone sui vantaggi economici, fiscali ed aziendali che tale strumento prevede. “Non abbiamo fatto un accordo commerciale o distributivo, ma abbiamo scelto un partner industriale che potesse integrare la nostra piattaforma proprietaria, con quella che loro hanno elaborato in questi anni”.

 

 

Wellmakers non vuole aggiungersi agli oltre cento provider che affollano il mercato dell’offerta di servizi di welfare aziendale, ma si propone con un approccio distintivo. “Siamo partiti dall’ascolto, abbiamo fatto decine di focus group per comprendere le attese delle imprese e dei loro collaboratori, quando si parla di servizi di welfare da consumare in azienda. Il nostro approccio non è quello delle piattaforme classiche, che inseguono il vantaggio fiscale, inserendo nel loro catalogo il più alto numero di convenzioni, quasi a prescindere dalla propensione dei lavoratori a godere di questo o quel fringe benefit”. Veltri insiste sulla capacità di aggregare competenze anche meno tradizionali, per l’orizzonte del welfare: “Ad esempio il tema dei finanziamenti, delle flotte aziendali. Il nostro fil rouge è prima valoriale. Solo successivamente ci preoccupiamo di acquisire, nel nostro ecosistema il servizio più opportuno e richiesto, a prescindere dalla sua complessità”.

 

 

La proposta di Wellmakers al mercato – inizialmente alle aziende già clienti del Gruppo (hanno al momento aderito in 65) ma di fatto aperta a tutto il mondo imprenditoriale – si caratterizza per voler inseguire una soddisfazione integrata dei bisogni, assicurando i vantaggi fiscali disponibili. “Il welfare aziendale è uno strumento di grande valore, con potenzialità ancora non pienamente espresse, come dimostrano molti indicatori di settore: le aziende a volte ne intravedono un’eccessiva complessità limitandone lo sviluppo – conclude Veltri – mentre i dipendenti ne hanno una conoscenza parziale. Secondo studi e dati di settore, le imprese che hanno introdotto piani di welfare registrano una crescente soddisfazione da parte dei propri dipendenti che esprimono, anche all’esterno, un’opinione positiva sul proprio luogo di lavoro come sul clima aziendale, con benefici anche sulla produttività”.

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