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La crescita dell’equity crowdfunding e il problema della trasparenza

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equity crowdfunding

Le startup e le pmi italiane stanno scoprendo l’equity crowdfunding, per finanziarsi durante un anno difficile. In attesa di regole certe, un ruolo di controllo fondamentale può averlo la stessa tecnologia. La versione completa di questo articolo, a firma di Alessandro Pulcini, è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2021.

 

CHI SI OCCUPA DI EQUITY crowdfunding ricorderà a lungo il 2020. L’anno che ci ha regalato una crisi sanitaria ed economica non è stato sicuramente negativo, per il settore. Già nel 2019, in Italia, le piattaforme che aiutano le piccole imprese e le startup a raccogliere investimenti da piccoli investitori in cambio di una quota del proprio capitale hanno stabilito il proprio record, che è valso 65 mln di euro di raccolta. Il 2020 ha superato, ampiamente, quello stesso record. E il 2021 potrebbe continuare il trend, tra l’altro con l’estensione comunitaria del panorama a disposizione dell’equity crowdfunding italiano. Una crescita che potrebbe rappresentare un problema, per le piattaforme online, che devono garantire trasparenza e sicurezza.

 

L’ESPLOSIONE ECF

 

Nel 2020 i portali di equity crowdfunding (Ecf) hanno raccolto in tutto circa 100 mln di euro, dei quali 44 nel solo quarto trimestre, secondo le prime stime del portale CrowfundingBuzz. Già la cifra raccolta tra giugno 2019 e giugno 2020 rappresentava un primato, per l’Italia: quasi 77 mln di euro, secondo i dati contenuti nell’ultimo report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, presentato lo scorso luglio. “La raccolta sul mercato e il flusso degli investimenti non sembrano essere stati impattati dalla crisi, e anzi, sotto alcuni aspetti, il crowdinvesting è stato rivalutato quale fonte ‘rapida’ di liquidità per le imprese, di fronte alle lentezze della burocrazia pubblica e di quella bancaria”. Come in tanti altri settori, quindi, un evento difficile come la pandemia ha avuto l’effetto collaterale di provocare un’accelerazione digitale. In questo caso, ha spinto non solo le startup, tradizionalmente più aperte alla finanza alternativa, ma anche molte pmi, a cercare vie diverse per il reperimento di fondi.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2021. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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