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Caso Archegos, in Credit Suisse cadono le prime teste, tegola da 4,7 mld sui conti

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Dopo i default della finanziaria britannica Greensill e, soprattutto, quello più recente dell’hedge fund statunitense Archegos Capital Management, per Credit Suisse arriva l’ora dei conti. L’istituto elvetico ha annunciato che si aspetta di registrare una perdita ante imposte di 900 mln di franchi nel primo trimestre dell’anno, cifra che include un onere di 4,4 miliardi di franchi (4,69 mld di dollari circa) legati al fallimento dell’hedge fund statunitense.

I primi a pagare le conseguenze dei casi Greensill e Archegos sono il numero uno dell’investment banking Brian Chin e la Chief risk and compliance officer Lara Warner, che, fa sapere Credit Suisse, lasciano i loro rispettivi ruoli. Il primo sarà sostituito da Christian Meissner, che dal primo maggio assumerà l’incarico di Ceo Investment Bank e membro del Consiglio direttivo, mentre la seconda da Joachim Oechslin, che assume l’incarico ad interim con effetto immediato. Thomas Grotzer è inoltre nominato ad interim Global Head of Compliance.

Ci saranno conseguenze anche per gli altri alti dirigenti della banca, con un taglio dei bonus, mentre il discarico del Consiglio di Amministrazione non sarà all’ordine del giorno dell’Assemblea generale. Credit Suisse taglierà inoltre il suo dividendo proposto per il 2020, da 29,17 centesimi a 10 centesimi. “In seguito ai recenti importanti sviluppi legati all’hedge fund statunitense e ai fondi supply chain finance gestiti da Credit Suisse Asset Management – si legge in una nota dell’istituto – oggi il Consiglio di amministrazione annuncia un aggiornamento delle proposte per l’Assemblea generale 2021. Tale aggiornamento include il ritiro della proposta di discarico dei membri del Consiglio di amministrazione e del Consiglio direttivo. In particolare, come conseguenza degli importanti eventi intorno all’hedge fund statunitense, il Consiglio di amministrazione modifica la sua proposta di distribuzione dei dividendi e ritira le proposte sulla retribuzione variabile del Consiglio direttivo”. Anche il presidente del Cda Urs Rohner dovrà rinunciare a un compenso (il Chair fee) pari a 1,5 mln di franchi.

Per quanto riguarda le dimissioni dei membri del Consiglio d’amministrazione e della Direzione generale, nella nota l’istituto elvetico spiega che il Cda ritira la sua proposta in vista dell’Assemblea generale, ritenendo che “sia nell’interesse degli azionisti prendere in considerazione questa proposta quando le indagini interne sui recenti sviluppi saranno concluse e i risultati comunicati”. Credit Suisse fa sapere, al riguardo, che “il Consiglio di amministrazione ha avviato due indagini, che verranno svolte da parti terze, in merito ai casi dei fondi supply chain finance e dell’importante questione dell’hedge fund statunitense. La supervisione sarà affidata a un comitato speciale del Consiglio di amministrazione. Le due indagini non solo evidenzieranno gli effetti diretti, ma rifletteranno anche conseguenze di più ampia portata e lezioni apprese”.

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