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Conio, investire in Bitcoin parte del portafoglio può triplicare i rendimenti

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Investire una piccola quota del proprio portafoglio in Bitcoin può portare a triplicare o quadruplicare i rendimenti complessivi. È quanto emerge da una simulazione dell’azienda di tecno finanza Conio.

Nel dettaglio l’azienda fondata nel 2015 da Christian Miccoli e Vincenzo Di Nicola ha simulato tre diversi scenari con altrettanti profili di rischio: prudente, bilanciato e aggressivo. In ciascuno scenario, con un portafoglio ampiamente diversificato, investire una quota tra il 2 e il 4% in Bitcoin al posto dell’oro avrebbe portato, negli ultimi tre anni, più soldi nelle casse degli investitori.

Un puro esercizio teorico, molto semplificato, avvertono gli autori, che tuttavia “dice molto sulle occasioni perse per chi ha guardato sempre Bitcoin con sospetto”, pur tenendo presente che le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.

I dati fondamentali sono due. Il primo, la performance della criptovaluta negli intervalli temporali studiati. A tre anni ha registrato un +757%, a un anno un incremento del 600% e da inizio anno un aumento del 100%. I valori sono stati estratti dalla stessa piattaforma di Conio. Il secondo, i rendimenti della componente di oro che a tre anni sono in negativo del 34,5%, così come sull’anno (-3,4%) e year to date (-4,1%).
Partiamo da un portafoglio bilanciato con una scelta degli asset basata su Exchange Traded Funds che replicano le relative asset class.

Partiamo da un profilo di rischio bilanciato. In questo portafoglio la componente azionaria è quasi al 45% tra Paesi sviluppati e emergenti. A questo si aggiunge un 8,5% di corporate bond investment grade e la componente di oro al 3,70%.

Così composto, il rendimento a tre anni frutterebbe il 16,70%. Valore simile a un anno con un +16,67%, invece da inizio anno rende il 4%.
Con i Bitcoin al posto dell’oro il risultato sarebbe decisamente diverso. Su tre anni gli utili triplicano al 43,6%. Il calcolo a un anno vede un rendimento del 40%. Raddoppiano invece i guadagni year to date con un deciso +8%.

Altrettanto incoraggianti i risultati in un paniere con profilo di rischio aggressivo. La composizione vede un azionario su Paesi sviluppati al 67%, l’azionario di Paesi emergenti al 6% e l’oro al 4%.

Se alla quota di oro si sostituisce la stessa identica di Bitcoin i risultati sono interessanti. Il rendimento da inizio anno sfiora il 10%, raddoppiando quello con l’oro. Simile il risultato in un anno di investimento: con i Bitcoin i fondi investiti crescono del 48,8%, senza del 25%. Sui tre anni si va oltre il raddoppio. Dal quasi 20% del paniere con l’oro si passa al 47 del portafoglio con la criptomoneta.

Infine lo scenario prudente pensato per proteggere il capitale e superare l’inflazione.
In questo portafoglio non c’è esposizione sull’oro, quindi Conio ha immaginato di aver investito un piccolo 2% di Bitcoin sottraendo in maniera proporzionale una quota da ognuna delle diverse asset class. Qui si registrano i risultati più proficui. A tre anni gli utili quadruplicano dall’8,5% al 37,9%. La performance a un anno sarebbe del 10%, ma con la piccola parte di Bitcoin triplica al 33,6%. Lo stesso a year to date, con il valore che cresce dal 2% al 6%.

Va precisato che la simulazione realizzata da Conio è un puro calcolo algebrico focalizzato sui rendimenti. Per questo non tiene in conto di variabili come la volatilità giornaliera e il coefficiente di deviazione standard. Neppure i costi di gestione e le tasse sono state inclusi. Ma è comunque una buona notizia per chi da tempo ha iniziato a sfruttare le potenzialità della criptomoneta. Al contrario, una possibile nuova idea di investimento per chi non ha mai avuto troppa fiducia nei Bitcoin.

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