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Recovery plan, Draghi: la vera sfida è l’attuazione

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La vera sfida del Recovery plan è l’attuazione. Gli impegni presi con Bruxelles impongono una marcia a tappe forzate e la mole di lavoro per trasformare i progetti in provvedimenti legislativi è tanta. Il premier Mario Draghi nella sua replica in aula alla Camera, prima del voto che ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Pnrr, mette l’accento sul ruolo del Parlamento, verso cui il governo nutre “profondo rispetto”. Il dialogo, dice, “non è finito qui e il contributo che il Parlamento può dare è solo all’inizio”, ribadendo a più riprese il concetto: “Una collaborazione tra legislativo ed esecutivo è fondamentale ora e ancora di più nei mesi a venire”.

Draghi non nasconde le difficoltà. “La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale, che sono chiamati a una mole di interventi, trovino uno schema di attuazione del piano”.

Quando passa in rassegna i provvedimentii che andranno fatti a maggio, si concede una considerazione che raccoglie l’applauso dell’aula: “Certo, sono già tanti a maggio…”. Andando oltre le battute che servono a stemperare il clima, il premier spiega anche a cosa si deve la fretta di presentare alla Commissione Ue il Recovery plan approvato entro il 30 aprile. “Indubbiamente i tempi erano ristretti ma la scadenza del 30 aprile non è mediatica, è che se si arriva prima si avranno i fondi prima. La Commissione andrà sui mercati a fare la provvista per il fondo a maggio, poi la finestra si chiuderà nell’estate: se si consegna il piano subito si avrà accesso alla prima provvista sennò si andrà più avanti”. Prima si fa, prima si parte, prima arrivano i soldi.

Nell’intervento di Draghi c’è anche spazio per alcune puntualizzazioni che rispondono alle critiche arrivate da Fdi ma anche da una parte della sua stessa maggioranza. Partendo dal superbonus. “Per il futuro il governo si impegna a inserire nel ddl di bilancio 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023 tenendo conto dei dati della sua applicazione nel 2021. Io sono completamente d’accordo: l’ecobonus tira poco perchè le procedure sono troppo complesse”, dice, incassando un altro applauso. Anche qui, torna la questione del tempo. “Entro il mese di maggio con un decreto interveniamo con importanti semplificazioni per far sì che la gente lo possa usare”.

Poi, le semplificazioni. Quella delle norme in materia di appalti pubblici è fondamentale “per la riuscita del Piano e, più in genere, per il rilancio del settore delle costruzioni”. La riforma fiscale, spiega Draghi, “è tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese e in tal senso è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee”. Qui torna il ruolo del Parlamento. “Per riformare il sistema fiscale è auspicabile una ampia condivisione politica”. E, ancora, i tempi. Il governo si è impegnato a presentare una legge delega entro il 31 luglio 2021 e il Parlamento “sarà pienamente coinvolto e svolgerà un ruolo di primo piano attraverso l’indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef e altri aspetti del sistema tributario avviata dalla Commissioni parlamentari e tuttora in corso di svolgimento”.

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