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Fs, ecco i nomi in corsa per il vertice

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Come per tutte le nomine che si sono susseguite nei primi tre mesi del suo governo, spesso arrivate come fulmini a ciel sereno e al di fuori del chiacchiericcio politico-mediatico, l’ultima parola, quella decisiva per scegliere il prossimo vertice delle FS spetta a lui, al premier Mario Draghi. Anche in considerazione del ruolo strategico che il Gruppo è chiamato a svolgere per l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In particolare, della controllata Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), che avrà in dote oltre 30 miliardi di euro di investimenti per l’estensione delle linee Alta velocità, il potenziamento delle reti regionali, i nodi e la riqualificazione delle stazioni. Ormai siamo alle ultime battute, prima della compilazione delle liste per il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione e gli advisor esterni a cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha affidato il compito di compilare le terne entro le quali individuare l’amministratore delegato e il presidente, avrebbero – il condizionale è d’obbligo – concluso il loro lavoro.

Una terna di esterni o la continuità?

Dalle prime indiscrezioni i profili selezionati per ricoprire la carica di amministratore delegato destano una qualche sorpresa: due dei manager che sarebbero stati inseriti nella lista spiccano per le loro competenze nel campo della finanza, il che farebbe presagire la prossima quotazione in Borsa delle Fs, mentre il terzo proviene dalla consulenza. La terna sarebbe composta da Carlo Tamburi, direttore Italia di Enel, dall’ex amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris e dall’attuale presidente di Webuild, Donato Iacovone. Accanto ai nomi forniti dai ‘cacciatori di teste’, c’è l’ipotesi di una conferma dell’attuale amministratore delegato, Gianfranco Battisti. A giocare a favore della continuità ci sarebbero diversi argomenti: primo fra tutti, la gestione del progetti legati al Recovery Plan e la possibilità di non perdere i mesi necessari a un ‘ambientamento’ di un nuovo amministratore delegato. C’è da considerare anche il fatto che Battisti ha guidato in questi mesi la task force del gruppo Fs, costituita ad hoc, lavorando a stretto contatto con i tecnici del ministero dei Trasporti e del Tesoro. Così come avvenuto lo scorso anno per altre nomine, basti ricordare Eni ed Enel, potrebbe pesare anche la preferenza espressa dal Quirinale per soluzioni che tengano conto della gestione dell’emergenza.

Chi sono i tre manager selezionati

Carlo Tamburi, nato a Roma nel 1959, dal luglio 2014 è Direttore Italia del Gruppo Enel, Amministratore Delegato e Presidente di Enel Italia S.p.A., sub-holding della società Enel S.p.A. che detiene tutte le partecipazioni afferenti al perimetro italiano.

Luigi Ferraris, nato a Legnano nel 1962, dall’aprile del 2017 al maggio 2020 è stato amministratore delegato e direttore generale di Terna. Dopo un inizio in PwC, ha ricoperto il ruolo di CFO in diverse società e nel 2009 nel Gruppo Enel, a cui ha affiancato la carica di presidente di Enel Green Power. Dal 2015 al 2017 è stato Chief Financial Officer del Gruppo Poste Italiane di cui ha seguito la quotazione in Borsa.

Nato in provincia di Teramo nel 1959, Donato Iacovone ha una lunga carriera nella consulenza, iniziata nel 1984 nella sede di Milano di Ernst & Young, di cui è diventato partner nel 1996. Ha poi scalato la gerarchia interna fino a diventare amministratore delegato e managing partner per la regione Mediterranea. Nel 2019 è stato nominato presidente del consiglio d’amministrazione di Salini-Impregilo, dal maggio 2020 rinominata Webuild, il nuovo polo delle costruzioni nell’ambito del Progetto Italia della Cassa Depositi e Prestiti.

Puo pesare anche l’ipotesi quotazione?

Secondo molte ricostruzioni, mentre le posizioni di presidente e amministratore delegato si giocheranno tra Via XX Settembre e Palazzo Chigi, la lista del consiglio d’amministrazione potrebbe soddisfare i desiderata dei partner di governo. Di quotazione delle Fs si era parlato a lungo a cavallo dei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni: l’allora amministratore delegato Renato Mazzoncini aveva lanciato l’idea di creare una newco cui conferire il gioiello più pregiato della corona: le Frecce dell’Alta velocità. Il progetto era poi stato abbandonato con l’avvento al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Danilo Toninelli. Se la scelta dovesse cadere su un profilo come quello di Luigi Ferraris, non sarebbe illogico pensare che la loro mission alla guida del gruppo possa essere proprio l’approdo in Borsa, con modalità tutte da stabilire. In fondo, vista l’enorme liquidità del mercato mondiale dei capitali, a caccia di opportunità d’investimento, perché non lasciare che il primo gruppo industriale italiano si volga da quella parte anziché alla finanza pubblica per la sua crescita?

 

 

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