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Imprese e intelligenza artificiale: Italia al nono posto in Europa

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Tra i 27 Stati membri dell’Unione europea, nel 2020, l’Italia si è piazzata al nono posto per quanto riguarda la percentuale di imprese (con almeno 10 dipendenti) che utilizzano l’intelligenza artificiale. È il quadro rappresentato da Eurostat, l’ufficio statistico europeo.

L’Italia è poco sopra la media europea del 7%. Delle imprese italiane, l’8% adotta almeno una delle quattro tipologie di applicazioni di A.I. considerate nella ricerca. Machine learning per analisi dati, riconoscimento e analisi del linguaggio, mansioni svolte da robot e assistenza virtuale.

Nel dettaglio, il 2% delle aziende europee utilizza sistemi automatici per analizzare i Big data internamente, mentre l’1% ha sfruttato tecnologie di analisi e riconoscimento del linguaggio.

Un servizio di chat, in cui un chatbot o un agente virtuale generava risposte in linguaggio naturale ai clienti, è stato utilizzato dal 2% delle imprese. Uguale anche la percentuale di imprese che ha utilizzato robot per svolgere attività di pulizia, o azioni pericolose e ripetitive.

In questa classifica, avvantaggiata dalla presenza delle Big Tech nel Paese, l’Irlanda stacca nettamente le principali economie europee. Il 23% delle imprese dello Stato di Dublino utilizza almeno una di queste quattro tecnologie.

“In Irlanda si trovano alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, molte delle quali hanno investito pesantemente nell’apprendimento automatico e nell’intelligenza artificiale”, ha spiegato John Durcan, esperto del settore deep-tech di Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per l’innovazione e il trade e primo venture capital del mondo per numero di investimenti.

I progressi ottenuti “si sono diffusi a cascata nel Paese. Molti irlandesi acquisiscono una notevole esperienza nel deep-tech all’interno di multinazionali che poi lasciano per fondare la propria impresa e concentrasi su nicchie di mercato specifiche ed emergenti”, ha concluso Durcan.

Per quanto riguarda il resto della classifica, dopo l’Eire seguono Malta (19%), Finlandia (12%) e Danimarca (11%). Pressoché nella media e in linea con l’Italia Germania e Francia (rispettivamente al 7% e 6%). In fondo alla graduatoria sono Lettonia (2%), Slovenia, Ungheria, Cipro (3% ciascuna) e Polonia (4%).

eurostat

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