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Mediobanca, dove vuole arrivare Del Vecchio?

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La meta è quasi raggiunta, il 19,99% di Mediobanca. Ma dove vuole andare realmente Leonardo Del Vecchio? E per fare cosa? Gli acquisti di quote di Piazzetta Cuccia da parte della sua Delfin sono andati avanti per tutto l’anno, da quando la Bce – era il 26 agosto 2020 – ha dato il suo via libera. Ora è vicino al 19%, con l’ultima operazione da 31 milioni di azioni, pari al 3,5% del capitale. L’obiettivo dichiarato, come più volte richiesto dalla Consob, è un investimento “di carattere finanziario e di lungo termine”. È la formula che si usa per rassicurare il mercato, per allontanare il sospetto di avere intenzioni ostili verso gli altri soci.

La realtà è che il fondatore di Luxottica è molto più che il primo azionista di Mediobanca. È ormai in una posizione in cui può determinare, con le sue scelte, il futuro non solo di Piazzetta Cuccia ma anche delle Generali, da molti osservatori considerate il vero obiettivo dell’intero disegno. Mediobanca detiene una quota del 12,93% nella compagnia assicurativa e Del Vecchio può contare direttamente su un altro 4,82%.

A prescindere dagli scenari di fanta-finanza, che prefigurano da tempo una fusione Mediobanca-Generali, ci sono due fattori piuttosto evidenti a sostenere la strategia del patron di Luxottica. Primo, il suo investimento ha già generato una consistente plusvalenza. Se la si vuole considerare solo in un’ottica finanzaria, quindi, l’operazione è già promossa dall’andamento del titolo, che premia la scalata.

Se poi, come è sicuramente più corretto ipotizzare, il disegno ha anche una consistente implicazione industriale, è bene allora considerare cosa pensa Del Vecchio delle potenzialità, a suo modo di vedere inespresse, sia di Mediobanca sia di Generali. L’imprenditore non ha mai fatto mistero di considerare cauta, addirittura conservativa, la gestione manageriale dei due colossi della finanza italiana. Mediobanca, nella visione del patron di Luxottica, può e deve fare di più. Generali deve far crescere la propria massa critica, ovvero deve fare acquisizioni, per poter competere con i giganti Axa e Allianz.

Per fare ‘un mestiere diverso’, Mediobanca e Generali devono anche dotarsi delle risorse necessarie a farlo. Ecco che l’ipotesi di un maxi aumento di capitale per il Leone di Trieste torna a farsi ipotesi concreta. Così come sembra probabile che al prossimo mandato dell’amministratore delegato, che sia o meno confermato Philippe Donnet, sia chiesto, o imposto, un cambio di passo.

Si torna, quindi, alla domanda di partenza: dove vuole arrivare realmente Leonardo Del Vecchio?

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