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Il W20 chiede una road map per l’uguaglianza di genere

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8 marzo parità di genere

Porre le donne al centro del cambiamento, definire una road map comune per la partecipazione economica e l’imprenditorialità femminile. E, soprattutto, mettere tutto questo nero su bianco nelle dichiarazioni finali del G20. E’ ciò che chiede il W20, associazione che promuove il summit del Woman20 che si terrà a Roma dal 13 al 15 luglio. Fortune Italia è tra i partner di questo appuntamento che è stato presentato a Montecitorio.

A fare gli ‘onori di casa’ la vice presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, che ha sottolineato l’importanza di affrontare queste tematiche prima del vertice dei 20 Grandi. “Al momento c’è la presidenza italiana” e dunque, a suo giudizio, questa “è un’opportunità per il nostro Paese”. “All’interno del G20 – ha osservato – sarà fondamentale parlare anche della questione femminile, del ‘gender pay gap’, della discriminazione e della lotta agli stereotipi. Questi sono aspetti che spesso vengono messi in secondo piano, e invece è necessario e fondamentale, soprattutto in determinati consessi, far sì che si parli di queste tematiche”. E il G20 è il luogo ideale per farlo anche perché “in tutti i Paesi esistono la discriminazione e la violenza genere, sono temi che non riguardano solo una particolare comunità ma il mondo intero”. Spadoni ha ricordato che il “Parlamento ha fatto la sua parte”, dal momento che due settimane fa è stata approvata all’unanimità in commissione Esteri una risoluzione che va proprio in questo senso.

Per Linda Laura Sabbadini, chair del W20, questo incontro “sarà diverso dagli altri perché arriva all’indomani della pandemia e guarda al futuro“. “Sarà un summit dai mille colori dove – ha affermato – saranno presenti donne di tutte le estrazioni: donne scienziate, donne economiste, donne che lottano per i diritti della loro terra o delle loro tribù, donne che credono nel ruolo delle donne in rapporto all’ambiente”. L’obiettivo, ha detto, è quello “di avere una nuova visione del mondo: le donne sono la metà del mondo, non sono una minoranza a cui dare briciole e parità, le donne devono essere valorizzate. Se non valorizziamo le donne il mondo non potrà crescere. Per questo chiediamo che le politiche cambino completamente paradigma, che si passi da un approccio di inclusione, che di solito si riserva alle minoranze, a un approccio di empowerment che punti sul protagonismo femminile a tutto tondo”.

Al vertice prenderà parte la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, la stessa Spadoni e la presidente el Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ma “ci auguriamo che il summit sia chiuso dal premier Draghi come accaduto in tutte le edizioni precedenti”, ha aggiunto Sabbadini. “Se i governi guidati dalla presidenza italiana faranno una dichiarazione in cui mettono al centro realmente la parità di genere, attraverso la road map, sarà un grande balzo per tutto il G20, per il progresso del mondo e non soltanto per le donne”, è stato il suo auspicio.

“Siamo tutte volontarie, siamo società civile e abbiamo avuto la grande possibilità attraverso la delegazione del W20, all’interno del G20, di avere una via preferenziale con le istituzioni”, ha spiegato Elvira Marasco, coordinator dell’associazione. “Abbiamo cercato di capire tutte le esigenze delle nostre colleghe in tutti i paesi del mondo, con diverse culture e abitudini, per portare qualche importante cambiamento a questo W20”, ha aggiunto.
Martina Rogato, sherpa del W20, ha precisato come “tutti i Paesi hanno contribuito alla stesura del documento che consegneremo al premier Draghi il 15 luglio. I pilastri dell’evento riguarderanno sostenibilità ambientale, imprenditoria, digitale, donne e lavoro, tutela delle bambine e lotta agli stereotipi. Sono coinvolte nel progetto oltre 98 delegate della società civile nazionale impegnate sulla parità di genere ed oltre 200 organizzazioni internazionali.”

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