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Ue, Von der Leyen ‘apre’ alla riforma della governance economica

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“Avvieremo una discussione sulla ‘governance’ economica nelle prossime settimane. L’obiettivo è costruire un consenso sulla strada da seguire ben prima del 2023”. Ursula Von der Leyen, nel suo discorso al Parlamento europeo sullo ‘Stato dell’Unione’, non entra nel dettaglio delle politiche economiche dei Ventisette per il post-pandemia. Ma vede nel confronto la via maestra da percorrere, e da subito. Il tetto temporale che fissa al 2023 può avere un solo significato: all’inizio di quell’anno, quando terminerà la clausola di sospensione del Patto di Stabilità, l’Ue dovrà arrivarci pronta, con le idee chiare e, si presume, con nuovi accordi su politiche fiscali e di bilancio. “L’Europa – ha detto la presidente della Commissione – non ripeterà gli errori” dell’ultima crisi finanziaria. Rispetto al 2008 “si è mostrata in grado di fronteggiare le difficoltà in modo migliore. Allora per tornare ai livelli di prodotto pre-crisi, occorsero nell’area euro otto anni. Questa volta torneremo ai livelli di fine 2019 entro la fine di quest’anno”.

Nessun dubbio. Il sostegno ai Paesi membri travolti dalla crisi c’è stato ed è possente: da un lato il Next generation Eu, dall’altro l’emissione di obbligazioni comuni sul mercato per finanziarlo. Von der Leyen ne è consapevole, vuole che la ‘sua’ Ue continui così. “Diciannove i Paesi che torneranno ai livelli pre-pandemia entro il 2021, i rimanenti nei primi mesi del 2022”. Di più. “Nel secondo trimestre la crescita dell’eurozona ha superato quella della Cina e degli Stati Uniti. Ma questo è solo l’inizio” anche se “non è il momento per compiacersi dei risultati ottenuti”. Adesso massima concentrazione sul Programma straordinario di ripresa, su investimenti e progetti da realizzare.

Ad accogliere molto positivamente il discorso della numero uno della Commissione è Paolo Gentiloni, commissario italiano all’Economia. Il quale sulla scia delle parole della Von der Leyen si dice convinto che “il ‘carro’ per riformare le regole di bilancio partirà, anche se il “consenso” sarà “difficile da costruire se si ragiona come fossimo di fronte a un nuovo capitolo delle discussioni precedenti”. “Sono consapevole delle divisioni” tra i Paesi, “ma credo che il contesto in cui siamo possa consentire di affrontare la questione in modo diverso”, afferma. L’importante è aprire ufficialmente il tavolo e “poi Bruxelles farà la sua proposta”.

Di certo, sul negoziato pesano due incognite: le ormai vicinissime elezioni tedesche con l’uscita di scena della cancelliera Angela Merkel e le presidenziali in Francia del prossimo anno. Seppure in attesa dei nuovi equilibri che si delineeranno, la Commissione non sembra propensa ad aspettare. Quello di Von der Leyen è un “discorso di orgoglio e ambizione” secondo il rappresentante italiano. “Orgoglio per i risultati: vaccinazioni, Green pass, Recovery. E di ambizione su almeno tre terreni: l’intervento in economia e la riapertura immediatamente della discussione sul Patto di stabilità. La difesa comune e l’annuncio di un lavoro con la presidenza francese su questo. Il tema del Green Deal e del mantenimento di una leadership europea”.

Resta ora da vedere in che modo l’input della presidente possa prendere corpo in materia di regole di Bilancio. Ma in questo momento l’Ue sta mostrando una grinta inedita. Mantenerla viva è condizione essenziale per avviare le riforme a lungo termine. “Se sembra impossibile, allora si può fare”: le parole in italiano con cui Von der Leyen chiude il suo intervento citando Bebe Vio, medaglia d’oro alle Paralimpiadi, sono il segnale che la sfida è lanciata.

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