G20 della space economy, ecco come può aiutare la crescita

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Enel 2022

Spazio inteso come strumento di crescita e recupero economico, leva di sviluppo nel post Covid. Questi i temi principali che sono stati al centro del “G20 space economy leaders meeting 2021”, organizzato dalla Agenzia spaziale italiana. L’evento, che ha riunito i 20 rappresentanti delle maggiori agenzie spaziali internazionali, ha declinato in chiave ‘space’ i tre pilastri della presidenza italiana del G20: persone, pianeta e prosperità, con il chiaro obiettivo di sensibilizzare la comunità G20 sulla rilevanza del contributo della space economy rispetto al tema dell’economia globale. Il final paper, frutto dei lavori di questa due giorni, sarà posto tra i temi in agenda del Vertice a conclusione della presidenza italiana del G20, che si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre.

Lo “Space economy Leaders Meeting” è nato sotto la presidenza saudita del G20 lo scorso anno e Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia spaziale italiana, ha sottolineato oggi il grande entusiasmo con cui l’Asi ha organizzato questo secondo appuntamento del “G20 space economy leaders meeting”, con l’obiettivo di fare un ulteriore passo avanti per sensibilizzare la comunità del G20 sull’importante contributo che la space economy porta all’economia globale nel suo insieme.

Le attività spaziali porteranno l’umanità su altri pianeti, è un sogno condiviso da tutte le nazioni che viaggiano nello Spazio. Tuttavia – ha aggiunto il presidente dell’Asi – abbiamo solo un pianeta in cui vivere, coltivare le nostre idee, scrivere la nostra storia, crescere i nostri figli mentre li portiamo per mano nel loro futuro. Noi abbiamo il dovere di preservare il pianeta per le generazioni future, dobbiamo rispondere alle esigenze delle persone, prenderci cura della Terra e creare le condizioni per una prosperità crescente e una sostenibilità diffusa. I tre pillar del G20, riletti in chiave space, raccontano l’importanza dell’apporto di queste tecnologie nel quotidiano: space and people, ovvero la pandemia Covid ha contribuito a far crescere la consapevolezza dell’importanza delle azioni spaziali rispetto al valore del quotidiano. Space and planet si sintetizza nel racconto che gli astronauti, che hanno potuto osservare il nostro pianeta dallo spazio, ci hanno fatto rispetto alla sua grande fragilità, e se è vero che il lavoro congiunto delle agenzie spaziali internazionali ci porterà a colonizzare altri pianeti, la Terra resta comunque la nostra casa.

Space and prosperity, a indicare che l’economia spaziale segna il tempo per una ripresa dell’economia, e che potrà trainare i settori di riferimento grazie all’importante lavoro di trasferimento tecnologico.

A sottolineare il primato dell’Italia nel settore spaziale Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, che ha ricordato come l’accesso a tecnologie quali applicazioni Gps, scuola a distanza, monitoraggio ambientale, derivino proprio dalla ricerca spaziale. Anche per Colao, la ripresa passa dallo space. La space economy è stata in grado di generare investimenti pari a 447 miliardi di dollari, il settore è cresciuto del 4,4% nel 2020 e ci si attende che arrivi a un trilione di dollari nei prossimi 10 anni. Pertanto nei due anni di crisi globale dovuta a Covid, le tecnologie dello spazio sono state valutate dai governi di tutto il mondo come un asset che ha aiutato a “mitigare il danno economico e sociale causato dalla pandemia”. La tecnologia spaziale deve essere considerata strategica, perché l’economia spaziale può aiutarci a tornare ai livelli pre covid, grazie al Green recovery ed alla crescita sostenibile. Tutti i paesi, congiuntamente, sono chiamati a sfide strategiche quali l’esplorazione spaziale, la riduzione dell’inquinamento luminoso spaziale, space traffic management, sfide che potranno essere vinte proprio e solo grazie ad una strutturata collaborazione fra le agenzie spaziali dei singoli paesi.

Il G20 riunisce i 20 più importanti rappresentanti delle agenzie spaziali internazionali, ma sono già 100 i paesi che hanno aderito al programma comitato per l’uso pacifico dello spazio, percepito come elemento fondamentale per sviluppo socio economico sostenibile.

Simonetta Di Pippo, direttore dell’Ufficio delle Nazioni unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico, sottolinea l’importanza della sostenibilità anche nel settore spaziale, che deve diventare valore per tutti, perché la Space economy dipende dalla Space sustainability. Le Nazioni unite mettono a disposizione di tutti i paesi una piattaforma comune, che consenta a tutti l’accesso ad un processo di crescita e sviluppo globale. L’Italia ha oggi nelle sue mani lo sviluppo del dialogo “multi stakeholders” che sarà alla base dei processi attivati in funzione di uno sviluppo condiviso, utile, sostenibile. La leadership italiana del G20 può aiutare paesi quali l’Indonesia, l’India, nello sviluppo della space economy, che è tanto più proficua quanto condivisa. Per la prima volta il G20 punta sullo Spazio per creare prospettive per il benessere collettivo. Anche l’Inghilterra ha dato il suo contributo per il lancio del “promoting space sustenability project”.

Tutti questi sforzi sono importanti ai fini della sostenibilità dell’industria spaziale, che è una delle priorità per le Nazioni Unite per i prossimi anni. Al termine dell’incontro i rappresentanti dei 20 Capi Agenzia hanno voluto lanciare una sfida e sensibilizzare la comunità G20 sulla rilevanza del contributo della space economy alla necessaria ripresa dell’economia globale.

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