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Fascisti, giornalisti, affaristi. C’è sempre una parte giusta

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L’inchiesta di Fanpage sulla lobby nera ha diviso e fatto discutere. Grazie anche al megafono di Piazzapulita, se ne parla ovunque. Un primo e sostanziale pregiudizio cade subito: l’interesse pubblico e il diritto di cronaca prevalgono su qualsiasi illazione moralistica. Tra fascisti, giornalisti e affaristi, c’è una sola parte giusta, una sola posizione da prendere.

Dovrebbe essere superfluo sostenerlo e invece la confusa e strumentale pretesa di molti di condire la realtà con le giustificazioni e le congetture, impone di partire proprio da qui. I giornalisti capaci, come quelli di Fanpage, fanno il loro mestiere e lo fanno cercando di far emergere fatti. Ci si spinge a definirli la verità in una tensione ideale che va sempre sottoposta a una accurata verifica ma che non può diventare un’opinione come un’altra.

Ci sono i fascisti, c’è il sistematico tentativo dei fascisti di infiltrarsi nei partiti che hanno rappresentanza e forza parlamentare, c’è l’interesse di questi stessi partiti a non perdere un bacino di militanza che è sempre stato affine, contiguo, utile e utilizzato. C’è anche di più. Ci sono i fascisti che sono anche affaristi, faccendieri, intrallazzatori. E il legame stretto che c’è tra denaro e consenso, tra finanziamento illecito e voto di scambio fa il resto.

Per rendersi conto di tutto questo, basta guardarsi intorno. Andare nelle piazze, nelle curve degli stadi, ma anche negli uffici di professionisti e negli ambienti che contano, in alcune associazioni e anche in alcune redazioni.

L’inchiesta di Fanpage e la collaborazione giornalistica con Piazzapulita hanno aggiunto la forza inequivocabile delle immagini e l’impatto che la televisione ha sul grande pubblico. Il risultato è un’operazione che aiuta a portare alla luce un pezzo di verità che non può essere strumentalizzato.

Vanno rimesse le cose al loro posto, nell’interesse degli stessi partiti coinvolti, Fdi e Lega. E anche dell’area culturale e dei giornalisti che intorno a quei partiti si muovono. Devono rinunciare a quella potenziale area di consenso e allontanare fascisti e affaristi dalla loro attività politica. Minimizzare, giustificare, o peggio ancora, assecondare collusioni e revisionismi confusi li mette evidentemente dalla parte sbagliata.

Il confine invalicabile è quello della legge e della Costituzione. I reati vanno perseguiti, a partire dal finanziamento illecito, dal riciclaggio e dall’evasione fiscale. E il fascismo, in qualsiasi forma si manifesti, non va tollerato.

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