Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement
data facrto

Lecce (Intesa Sp): welfare aziendale fattore chiave del sistema produttivo

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Welfare aziendale e di territorio: una delle chiavi di ripartenza del Paese dopo la pandemia. Il mondo bancario (non solo assicurativo) continua a guardare con attenzione crescente allo sviluppo dei temi del welfare sussidiato. In testa a queste attenzioni c’è quella della banca leader del Paese. Lo spiega Andrea Lecce, responsabile direzione Sales & marketing “Privati e aziende retail“ di Intesa Sanpaolo.

Dal vostro osservatorio che tipo di sensibilità mostrano le aziende nei confronti del welfare e del benessere delle proprie persone?

Il welfare aziendale sta diventando sempre più ‘fattore chiave’ di stimolo al sistema produttivo e può contribuire in maniera importante al miglioramento del clima aziendale, soprattutto in una fase come quella attuale, di robusta ripresa economica. Inoltre non dimentichiamo che le strategie di welfare aziendale sono uno strumento importante per soddisfare quelle che sono le priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza: dalla salute, alla conciliazione vita-lavoro, con particolare riferimento alle donne, all’attenzione per i giovani, le famiglie e la comunità stessa. Non bisogna infatti dimenticare l’impatto sociale che il welfare aziendale genera migliorando il dialogo delle aziende con il proprio territorio di riferimento. Il welfare può avere un ruolo importante nell’accrescere quella che si definisce social reputation aziendale, coinvolgendo i dipendenti per favorire il benessere della persona e lo sviluppo delle comunità e dei territori locali.

Quale è la view di Intesa Sanpaolo?

Come Gruppo Intesa Sanpaolo riteniamo che occuparsi di welfare aziendale sia un servizio ad alto valore aggiunto per supportare le aziende clienti riuscendo a generare valore per le aziende così come per i dipendenti e le realtà locali.

In cosa si concretizza la vostra offerta?

Nel 2017 abbiamo realizzato una piattaforma, Welfare Hub, ora estesa anche alla rete ex Ubi, per aiutare le aziende clienti a gestire i programmi di welfare aziendale destinati ai propri dipendenti, offrendo benefit sotto forma di beni e servizi in alternativa al pagamento in denaro, cogliendo così le opportunità offerte dalla normativa fiscale. Tramite la piattaforma digitale e multicanale di Welfare Hub (accessibile da PC, tablet e smartphone e ora disponibile anche tramite app) i dipendenti aziendali potranno utilizzare il proprio credito welfare scegliendo i tra beni e servizi presenti all’interno delle aree di maggiore interesse per loro: casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero oppure viaggi e mobilità.

Oltre alla possibilità di richiedere voucher per l’acquisto di beni e servizi, potranno anche chiedere il rimborso di spese già sostenute (tra quelle previste dagli art.51 e art. 100 TUIR) ovvero destinare il credito welfare alla previdenza complementare o alla cassa sanitaria aziendale.

Inoltre, tramite la piattaforma Welfare Hub, il dipendente avrà accesso ad una selezione dei prodotti con particolare valenza welfare messi a disposizione dal Gruppo Intesa Sanpaolo, dalla salute alla previdenza, dai finanziamenti alle polizze assicurative, dai mutui green e per i giovani ai finanziamenti a impatto sociale – per rispondere alle esigenze quotidiane o legate a specifici momenti della vita.

E’ poi possibile per i dipendenti, anche in assenza di credito welfare, accedere a una sezione dedicata all’offerta di player terzi che offrono beni e servizi acquistabili a tariffe agevolate.

Ci può dare qualche numero per aiutarci a capire l’ordine di grandezza di questo fenomeno?

Welfare Hub, ha al momento oltre 3.700 contratti sottoscritti con circa 170 mila dipendenti interessati. Circa il 55% è stato sottoscritto da aziende con meno di 25 dipendenti, specchio del tessuto imprenditoriale italiano. Dal punto di vista della distribuzione geografica invece osserviamo che il 50% dei contratti di welfare hub è nel Nord-Italia, il 30% al Centro e il 20% nel Sud-Italia. I servizi più richiesti soprattutto nel periodo della pandemia, sono stati voucher e buoni spesa, anche per effetto dell’intervento normativo che per il 2020 e il 2021 ne ha raddoppiato l’importo fiscalmente agevolato – con particolare predilezione per l’area casa e famiglia. Ma gradualmente stiamo vedendo un ritrovato interesse per l’area svago e tempo libero.

SAS ARTICOLO
SAS
Galapagos Rubrica
Innova Finance
dhl

Leggi anche

SAS
dhl
anima 2
data factor

I più letti