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Un wellbeing “inclusivo e innovativo”: il welfare secondo Enel

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Francesca Valente, Responsabile people&organization di Enel Italia, parla del circolo virtuoso innescato. La versione originale di questo articolo fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

 

DAL WELFARE AL WELLBEING con un approccio olistico. Il benessere come cultura pervasiva che diventa fattore abilitante di una leadership veramente inclusiva. Francesca Valente, responsabile People&Organization Italia dal 1 ottobre 2021, descrive così, come una sorta di “circolo virtuoso”, l’evoluzione dei piani di welfare di Enel.

Come sta cambiando il welfare?

Per noi non è mai stato un concetto riduttivo, non ci siamo mai limitati a progetti di sostegno al reddito delle persone. Il welfare di Enel è inclusivo e molto innovativo. Ho letto un articolo in cui si diceva che ‘inclusione non è invitare qualcuno a una festa ma invitarlo a ballare’. Ecco, per Enel è proprio così: coinvolgere tutte le persone e valorizzare le loro differenze crea un valore sostenibile, quindi è benessere che genera altro benessere.

Quali sono i fattori che stanno determinando questa evoluzione?

Siamo partiti innanzitutto da un ascolto attivo dei bisogni e dei disagi delle persone, per capire come disegnare dei progetti allineati a questi stessi bisogni e disagi. Abbiamo sempre avuto un forte orientamento al benessere della persona a 360 gradi. Io mi curo di te non solo quando vieni in ufficio ma sempre, perché il tuo benessere è una ricchezza. La persona che si sente curata apprezza il valore della cura e questo rafforza l’engagement, la motivazione, l’inclusione.

La pandemia per forza di cose ha avuto un ruolo nello sviluppo di un nuovo concetto di benessere del lavoratore. In che modo ha cambiato o sta cambiando i piani welfare di Enel?

Dal 15 settembre scorso abbiamo inaugurato il nostro new way of working ‘next to office’, in cui su base volontaria alterniamo momenti di lavoro da casa a momenti di lavoro in ufficio. Questa modalità di lavoro ibrido, la flessibilità e la scelta insite in questo sistema, sono già un elemento di welfare perché consentono di conciliare vita personale e vita professionale e costituiscono anche un fattore abilitante della nostra nuova leadership inclusiva e gentile su cui in Enel stiamo lavorando molto.

In che modo questa leadership inclusiva incide sul wellbeing dei dipendenti?

È una leadership tesa a valorizzare le persone. Attraverso l’ascolto, la fiducia, la responsabilità di ognuno si rinnova la relazione con le persone e quindi si supera il paradigma della necessità di essere presenti in ufficio come unica soluzione per ottenere risultati, ci si focalizza soltanto sugli obiettivi. Questo non riduce minimamente la produttività o la mia crescita professionale. Pur lavorando a casa mi sento completamente inclusa, parte di una grande squadra.

Questo come cambia il modo di stare in ufficio?

L’azienda diventa uno spazio relazionale, un luogo in cui andiamo per generare valore, per scambiare competenze. Tutto ciò è espressione di un’azienda che dice ‘io ho cura di te’, che valorizza la diversità delle persone, che permette a ciascuno di sviluppare i propri talenti consentendo di collegarli sia agli obiettivi personali che a quelli del gruppo.

In che modo, in concreto, si sviluppa questo concetto di wellbeing a 360 gradi?

In questi mesi abbiamo fatto una sistematizzazione dell’ampio parterre di servizi che offriamo ai nostri colleghi. Con un click possono scegliere tra quelli a disposizione e personalizzarli secondo le loro esigenze. Per esempio durante la pandemia abbiamo sviluppato un progetto destinato agli over 50 con dei corsi universitari online, o ancora nel giugno-luglio di quest’anno abbiamo esteso la fruizione dei permessi e congedi parentali anche alle coppie omogenitoriali. O ancora, durante la pandemia è stata avviata un’attività di supporto psicologico che manterremo anche nel futuro. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è quella a favore della mobilità sostenibile, attraverso cui coniughiamo gli obiettivi aziendali con le esigenze espresse dalle persone di essere ambassador di una mobilità più green.

Qual è il prossimo step?

Stiamo per lanciare un modello globale di wellbeing. Siamo un gruppo presente in oltre 35 Paesi nel mondo e puntiamo a un sistema di welfare globale. Per questo, nell’ottica dell’ascolto attivo, abbiamo lanciato una survey indirizzata a tutti i dipendenti del gruppo finalizzata ad ascoltare le esigenze e i disagi personali e professionali. Questo modello globale di wellbeing poi si tradurrà in azioni concrete che saranno declinate in ciascun Paese in cui opera Enel. C’è anche una parte del questionario che chiede ai dipendenti proprio quali sono le iniziative che, considerando la propria situazione psico-fisica, ritengono più importanti. Per esempio: formazione universitaria, babysitting, supporto psicologico, o coaching. La diversità delle persone di Enel produce ricchezza e ci consente di sviluppare questo welfare in continua evoluzione.

La versione originale di questo articolo fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

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