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Generali Italia e il welfare, il valore dell’impatto sociale

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generali italia

Il contributo di Generali Italia al welfare aziendale passa anche dal Welfare Index Pmi. La versione originale di questo articolo fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

IL NOME DI GENERALI ITALIA è strettamente associato al welfare aziendale. Il Welfare Index Pmi, ormai da sei anni, è considerato un riferimento per tutto il settore. È utile per capire come sta cambiando l’approccio delle imprese e anche come la filosofia del Gruppo sia veicolata all’esterno. Ne parla Lucia Sciacca, Direttore comunicazione e sostenibilità di Generali Italia e global business lines.

Come è nato e come è cresciuto il Welfare Index Pmi?

Il contributo di Generali Italia al welfare aziendale passa anche dal Welfare Index Pmi. Nasce sei anni fa in collaborazione con le più grandi Associazioni in Italia, con l’obiettivo di promuovere il welfare nelle imprese, mettendo a disposizione la nostra esperienza, perché facciamo welfare e produciamo welfare. Abbiamo avuto la possibilità di capirne i vantaggi: per il clima aziendale, per il benessere dei nostri dipendenti, per la produttività, per la crescita aziendale e per l’impatto che si ha direttamente e indirettamente sulla comunità. Siamo partiti volendo capire quale fosse lo stato dell’arte: il nostro target principale erano e sono le Pmi, che impiegano l’80% dei lavoratori italiani. In questi sei anni è cresciuta sempre di più la partecipazione delle imprese: siamo partiti con 2.000 e quest’anno siamo andati oltre 6.000 imprese. In tutto abbiamo coinvolto oltre 20.000 piccole e medie imprese italiane.

Quale valore ha misurare l’impatto sociale del welfare aziendale?

Come nella fisica, se non possiamo misurare non possiamo migliorare. Questo vale per tutto ed ecco perché abbiamo voluto misurare l’impatto che le azioni di welfare producono. Ed è stata una evoluzione, già nell’edizione precedente avevamo misurato la correlazione del welfare aziendale con la produttività e con la capacità di attrarre persone. Abbiamo collaborato con il Cerved, procedendo con un’analisi dei bilanci. Quest’anno abbiamo compiuto un passo ulteriore andando a verificare l’impatto sociale delle azioni delle imprese. La misurazione è infatti un elemento essenziale. Abbiamo iniziato a lavorare in questo senso e siamo arrivati ad avere evidenze sulla base di metriche precise. I risultati sono significativi. Il welfare aziendale ha un impatto soprattutto sul lavoro dei giovani e delle donne. Le imprese con un elevato livello di welfare aziendale hanno un personale più giovane e il 42% del totale ha oltre la metà del personale femminile e con donne in posizioni di vertice. Non solo. Le imprese con il livello di welfare più alto sono quelle che hanno fatto più assunzioni.

Si è riscoperto il ruolo sociale delle imprese. Come sta cambiando l’interazione con la società?

L’impresa ha una consapevolezza sempre più forte del ruolo sociale che svolge, per le famiglie dei lavoratori e, più in generale, per la comunità in cui opera. L’attenzione delle imprese alle politiche di welfare è cresciuta negli anni e con la pandemia Covid si è intensificata e le iniziative si sono orientate soprattutto verso il bisogno primario, la salute. Questo perché le attività di welfare di successo si modellano sui bisogni che emergono e così producono un impatto positivo.

Quale deve essere il rapporto tra attività economica e l’impatto sociale e ambientale? 

Crediamo che in una comunità sana un’impresa cresca meglio. Non si tratta di filantropia ma di attivare il proprio business e le proprie azioni in maniera più idonea. Deve essere un’operazione ‘win-win’. Oggi più che mai, in una fase di profonde trasformazioni, va affiancato l’impatto economico a quello sociale, ambientale e di governance. Vanno fatte scelte in equilibrio e tutto questo deve essere misurato per migliorarsi.

Come si declina tutto questo in Generali Italia?

Abbiamo una cultura di welfare molto importante, che si concretizza nell’offerta di oltre 70 benefit per i dipendenti, andando a toccare ambiti diversi: formazione, crescita professionale, copertura sanitaria, bilanciamento vita-lavoro fino all’energia delle persone. Uno sforzo importante lo facciamo sull’educazione, con borse di studio e open day per orientare le scelte dei figli dei nostri dipendenti. Guardando all’esterno, la stessa attenzione si traduce in un progetto ambizioso per la scuola, ‘Ora di futuro’, il progetto di educazione promosso con The human safety net, rivolto ai bambini e alle famiglie con il coinvolgimento delle scuole primarie e delle reti non profit in tutta Italia.

La versione originale di questo articolo fa parte del Dossier Welfare 2021, allegato del numero di Fortune Italia di novembre 2021. Il dossier può essere consultato online a questo indirizzo.

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