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Made in Italy, arriva Piazza Italia Marketplace

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Il Made in Italy trova una nuova dimensione di rilancio nel progetto Piazza Italia Marketplace, una piattaforma di business che coniuga l’asset digitale con il contesto di fiera fisica, rinnovata nel format e nelle idee. Nata da un’idea di Alberto Milani, dal 2015 Presidente dell’Italy – America Chamber of Commerce, rappresenta una novità assoluta nel panorama internazionale, che inquadra lo stesso Milani.

Piazza Italia Market nasce per supportare, rinnovandole, le Camere di Commercio Italiane all’estero, sempre più orientate al rilancio del digitale. È un Marketplace con una particolare impostazione, che punta a valorizzare le eccellenze dei territori locali in chiave globale

È nata in piena pandemia, nel weekend di San Valentino del 2020, era il periodo in cui le persone cantavano sui balconi, in Italia, questo per darvi una memoria storica, un riferimento. L’idea ce l’avevo da un po’, ed in quel momento ho avuto a disposizione anche il tempo per realizzarla, quello era il momento giusto per accelerare, perché avrei potuto avere il lusso, che nella mia vita non avevo mai avuto, di potermi dedicare ad un progetto in maniera esclusiva, cosa che di solito la mia routine non mi consente. Piazza Italia Marketplace parte dell’idea che la forza d’insieme del marchio Made in Italy sia più efficace, sui mercati internazionali, rispetto al proporre singole aziende. Negli 81 paesi in cui siamo presenti come Camere di Commercio, si hanno più chance di visibilità e business grazie all’appartenenza ad un progetto strutturato.

Sarà presentata ufficialmente, in Italia, in occasione della Fiera del Lusso di Vicenza, a gennaio 2022, ma ad oggi Piazza Italia Marketplace si connota già con dei numeri chiari

Piazza Italia si articola su tre livelli: la piattaforma virtuale, che rappresenta circa 1300 aziende prevalentemente di fashion, food and wine, e servizi, che hanno a disposizione uno spazio digitale personalizzabile dall’azienda, e che consente di organizzare incontri di business valorizzando i contatti delle Camere di Commercio locali. Il secondo livello è quello servizi. Il progetto Piazza Italia prevede un incubatore che consente di usufruire di uno spazio fisico a NewYork, con una formula moderna di uso fino a 100 giorni, offrendo la possibilità di avere un ufficio personalizzato, e che al momento può ospitare fino a 40 aziende contemporaneamente. E poi il terzo livello, dedicato agli eventi, prevede la possibilità di organizzare incontri e fiere di settore, in uno spazio che può ospitare fino a 41 stand su due piani, garantendo una experience fieristica più elegante.

Piazza Italia Market nasce oggi, ma concretizza un’idea che aleggia da tempo.

Se ne era già parlato anni fa, già durante i Governi Berlusconi, ma oggi ci sono delle condizioni favorevoli che allora non si sono verificate, e possiamo contare sul supporto delle Istituzioni, degli imprenditori, che credono nel nuovo modello che abbiamo creato, che consente di programmare una ripartenza del business proprio puntando su internazionalizzazione e digitalizzazione.  Niente sarà più come prima, soprattutto nei mercati internazionali e credo che gli italiani debbano cominciare a considerare che la realtà sarà diversa, e che bisogna superare una nostra certa avversione al nuovo.  D’ora in avanti le formule di promozione del business saranno ibride, questo è il vero gioco del futuro.

Piazza Italia Marketplace sosterrà il rilancio dell’economia delle imprese italiane sui mercati esteri. Ma non tutti i settori hanno risentito della crisi. È il caso del comparto della manifattura di preziosi e gioielli. In che modo il progetto Piazza Italia si relaziona con questi settori.

I dati di giugno 2021 parlano del Luxury come di un settore che ha registrato il maggior record di crescita, superiore anche al 2019! Sono vari i motivi, compreso il rincaro delle materie prime, ma anche per il fatto che il lusso ha registrato un incremento importante proprio forse per via del “blocco” imposto dal periodo pandemico. Il gioiello registra un incremento eccezionale della domanda, a cui spesso però l’offerta produttiva italiana non riesce a far fronte. Manca infatti la manodopera specializzata, che non si rinnova con le nuove generazioni. E c’è un problema legato alla logistica, ed è su questo punto che Piazza Italia Market sta già studiando una formula innovativa, che consenta di superare le difficoltà legate agli spostamenti di capitale, assicurazioni, sicurezza dei caveau, responsabilità civile e penale. Grazie a Piazza Italia, i preziosi saranno allocati già negli Stati Uniti, la merce sarà ospitata in caveau predisposti e messi a disposizione per le aziende italiane, che fino ad oggi non hanno mai potuto contare su un servizio del genere. Grazie al supporto di professionisti americani, ci sarà anche la possibilità di fornire informazioni sulle tendenze del prodotto, sulle tendenze del mercato digitale, questo permetterà di valorizzare al meglio la competenza artigianale italiana, unica al mondo, grazie a strumenti di marketing, logistica e tech testati sui mercati USA.

Quanto costerà, alle aziende, poter accedere ai servizi offerti dal Piazza Italia Market?

Dobbiamo considerare che, per favorire questo processo, ci saranno dei fondi governativi destinati alle aziende, anche i finanziamenti del PNRR, il supporto di associazioni di categoria. I costi effettivi verranno definiti a gennaio, ma saranno di sicuro competitivi rispetto alla piazza di NewYork, credo che siamo intorno ai 20/30 mila dollari all’anno, che consentiranno di avere uno spazio, un ufficio, un indirizzo a NewYork, al prezzo di un parcheggio annuale.

L’Italy America Chamber of Commerce, da lei presieduta, organizza da diversi anni il Luxury Forum, un osservatorio internazionale che quest’anno è stato dedicato al tema della Creative Renaissance. Cosa è emerso da questa edizione post mandemica?

Nessuno di noi ha ricevuto un libretto con le istruzioni su come gestire la Pandemia, ci siamo trovati difronte all’imponderabile, e senza avere carte nautiche a guidarci. La mia generazione, prima del 2001, si era sentita imbattibile, ma negli anni recenti ne abbiamo affrontate due di crisi importanti, dopo l’11 settembre e poi nei 2007 e con i capelli grigi, abbiamo provato a trovare una strada per la Renaissance. Da una parte c’è il fiorire dei progetti di creatività italiana, e questo segna veramente un momento eccezionale, e dall’altra la grande capacità di pensare prodotti con creatività nuova, tipica italiana. Ne parlo spesso con i miei figli, la loro generazione ha per altro accesso ad una platea tecnologica, a un’audience che noi non abbiamo mai avuto nella nostra vita, per portare le proprie idee ovunque, a costi estremamente competitivi. Quindi io credo che questa sia la strada per la ripresa: capire che molte volte per scalare un progetto devi affidarti ad altre professionalità, e non pensare di poter controllare tutto, questo credo che sia la sfida più forte per le imprese italiane. Viviamo un momento davvero eccezionale, credo che avremo davanti degli anni eccezionali per tutti, anche grazie ai fondi disponibili, mettiamoci nella condizione di trarne benefici per tutti.

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