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L’Italia a Dubai, durante e dopo l’Expo

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L’Italia a Dubai, durante e dopo l’Expo. Un emendamento al decreto legge Pnrr, a prima firma Alessandro Fusacchia, deputato (FacciamoECO), vuole dare continuità all’impegno italiano per l’Esposizione universale. Ne parliamo con lo stesso deputato, subito dopo l’approvazione del provvedimento.

La Camera ha approvato oggi il decreto legge PNRR. Dentro c’è anche un suo emendamento sull’Expo di Dubai. In cosa consiste?

L’Esposizione universale di Dubai finisce il 31 marzo e ho pensato che fosse importante lasciare un’eredità della nostra partecipazione come Italia. L’emendamento approvato, a mia prima firma ma trasversale politicamente – tant’è che è stato sottoscritto anche da altri colleghi, da Gianluca Vacca del M5S con cui abbiamo lavorato per seguirne l’iter e assicurarci l’approvazione, fino a Valentina Aprea, Gabriele Toccafondi e la stessa presidente di Commissione Vittoria Casa – prevede lo sviluppo di tre progetti importanti di alta formazione e ricerca che dovranno essere avviati dopo la fine di Expo. L’emendamento stanzia 8 milioni di euro per il periodo 2022-2026, ma sarà importante attivare anche più partenariati pubblico-privati con cui mobilitare ulteriori risorse.

Di che progetti si tratta?

Il primo riguarda la creazione di un Campus universitario arabo-mediteranneo. Il secondo è per realizzare un Centro di ricerca e alta formazione per la Digitalizzazione e Ricostruzione dei beni culturali e per la produzione artistica e culturale legata all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie. Del resto, il simbolo dell’Italia a Dubai è la riproduzione in 3D del David di Michelangelo. Fa impressione vederlo riprodotto perfettamente, con i cuori scolpiti dentro le pupille e tutte le sue piccole imperfezioni. Dobbiamo davvero investire in tutto quello che la tecnologia messa a disposizione di cultura e arte può generare. Il terzo progetto mira a realizzare un Campus di ricerca e alta formazione sulla trasformazione del cibo. Tante università, centri di ricerca e altri luoghi dell’eccellenza italiana saranno coinvolti. L’idea è che attorno a questi tre progetti si sviluppino nel tempo altre iniziative e che l’alta formazione, la ricerca e la cultura diventino il vero ponte dell’Italia con quella regione del mondo. Ne ho discusso con alcuni parlamentari emiratini e con la loro ministra della Gioventù proprio a Dubai la settimana scorsa.

È andato a visitare l’Expo?

C’è stata una missione della Camera dei deputati in concomitanza con alcuni eventi organizzati dal Ministero dell’Università e della Ricerca per accreditare a livello internazionale il nostro sistema universitario e della ricerca, come pure il mondo dell’alta formazione artistica e musicale e gli ISIA. Proprio per questo, oltre ai due colleghi della Commissione Cultura, erano a Dubai i vertici amministrativi del MUR, il presidente della CRUI Ferruccio Resta, altri rettori e presidenti di Enti Pubblici di Ricerca. In aggiunta chiaramente al nostro, abbiamo visitato padiglione del Giappone, anche per discutere dell’Expo di Osaka 2025, e poi i padiglioni dei padroni di casa emiratini, della Germania e dell’Arabia Saudita. Abbiamo avuto inoltre alcuni incontri istituzionali bilaterali.

Cosa pensa del Padiglione dell’Italia?

I padiglioni a Dubai sono di due tipi. Alcuni sono più espositivi: presentano il meglio del Paese, lo spiegano. Altri sono più immersivi, fanno vivere al visitatore un’esperienza. Sono due formule diverse, non necessariamente una è migliore dell’altra. Il padiglione Italia è ben fatto perché racconta la bellezza dell’Italia in una chiave diversa, quella dell’innovazione come compromesso di qualità e sintesi perfetta tra tradizione e tecnologia. Quando parli di bellezza italiana nel mondo è facile scadere nello stereotipo ed è stato molto bravo il Commissario generale Paolo Glisenti a fare in modo che questo non accadesse, e venissero al contrario presentati esempi della nuova avanguardia italiana. È così che all’interno del Padiglione si passa dalla moka di Lavazza alimentata con energia solare ad un impianto di coltivazione di alga Spirulina possibile grazie alla tecnologia Tolo Green o a quello di monitoraggio digitale della nutrizione idrica delle piante presenti in uno spettacolare orto-giardino curato dal CNR. Mi sono emozionato ai piedi del più accurato orologio atomico mai realizzato per applicazioni spaziali e ancor di più di fronte alla trivella, sempre prodotta da Leonardo, che la prossima estate sarà spedita su Marte grazie alla missione congiunta russo-europea ExoMars 2022, permettendo di penetrare fino a due metri sotto la superficie del pianeta rosso. Alcune scolaresche dall’Italia sono andate a Dubai, ma dovremmo davvero fare in modo che questa Italia diventi di ispirazione per tutti i nostri studenti.

Anche i materiali con cui il Padiglione è realizzato sono particolari?

Assolutamente sì. La stessa struttura del padiglione, dalle corde verticali che ne costituiscono le pareti porose e che saranno riciclabili, è un esempio del tipo di futuro che vogliamo. E tra quelle corde ci sono alcune specificità tutte nostre. C’è lo spazio dove apprezzare il lavoro che, partendo dall’entroterra abruzzese, sta facendo in tutto il mondo lo chef Niko Romito per trasformare la ristorazione mondiale e avere cibo di altissima qualità non solo nei ristoranti stellati ma fin nell’ultima mensa scolastica o di ospedale. E c’è lo spazio – unico in tutta l’Expo – che il Padiglione Italia ha dedicato ad ospitare una academy permanente e in cui ho potuto incontrare ragazze italiane ed emiratine che stavano studiando e progettando insieme. E poi si viene accolti da 70 studentesse e studenti delle università italiane che fanno fare una visita guidata molto curata. Tutta la parte education del nostro padiglione è davvero pensata e gestita al meglio. In generale a Dubai ho visto molto dell’Italia migliore.

Gli incontri con i parlamentari e la ministra emiratina come sono andati?

Le dico solo questo: hanno da poco adottato una policy su youth empowerment dando ad ogni ministero emiratino dei key performance indicators (KPI) per misurare e verificare in che modo ciascun membro del Governo si adopererà per fare la propria parte in termini di iniziative per promuovere i giovani nel proprio ambito di responsabilità. Ci hanno fatto visitare il padiglione della Gioventù: hanno costruito un servizio di orientamento impressionante, dove i giovani possono portare letteralmente i propri desideri e le autorità federali li aiutano a capire come realizzarli, di che tipo di formazione ulteriore hanno ancora bisogno, a quali istituzioni rivolgersi. Per carità: tutto molto, troppo verticistico per certi versi. Per non dire che stiamo parlando di una società molto stratificata. Ma è impossibile non restare ammirati di fronte all’enorme attenzione che stanno dando all’accompagnamento e all’orientamento di ragazze e ragazzi. Un Paese che programma, si dà degli obiettivi, misura se li ha raggiunti, migliora i processi interni per intervenire su quello che non funziona e che si chiede costantemente come fare in modo che la parte pubblica guidi, invece di arrancare.

Torniamo all’emendamento. Quali sono i prossimi passi?

Ne parlerò presto con la Ministra dell’Università e della Ricerca Cristina Messa, è stato grazie alla sua disponibilità se siamo riusciti ad ottenere l’approvazione di questo emendamento importante. Avrà sessanta giorni dalla fine dell’Expo di Dubai a marzo, e quindi fino a fine maggio, per adottare il decreto con cui far partire i tre progetti. Un decreto d’intesa con la Farnesina, che è stata preziosa per aiutarci a definire alcuni aspetti più geopolitici, e su cui saranno sentiti adesso anche il Commissario generale come pure i Ministeri della Cultura e della Salute, interessati rispettivamente anzitutto al secondo e al terzo progetto. Poi è chiaro che questa iniziativa sulla legacy della partecipazione italiana a Dubai può diventare uno strumento particolarmente utile anche rispetto alla costruzione e crescita a livello internazionale della candidatura avanzata da Roma ad ospitare l’EXPO del 2030 e certamente ne parlerò con il sindaco Roberto Gualtieri alla prima occasione.

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