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Intelligenza artificiale, una spinta per le startup

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A dieci anni dalla prima legge italiana sulle startup è sempre più diffusa la propensione a innovare e a creare da soli la propria impresa. L’intelligenza artificiale ha aiutato piccole realtà a diventare grandi, ma resta centrale la necessità di sviluppare talenti, competenze e di sostenere la ricerca. La versione completa di questo articolo a firma di Alessandro Fusacchia (deputato, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare su AI) è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2022.

Nel 2022 ricorre il decimo anniversario dalla prima legge italiana sulle startup. All’epoca, un pacchetto di norme – dalla semplificazione burocratica all’accesso ai finanziamenti – per facilitare e incentivare la nascita e crescita di nuove imprese innovative, e rispondere così a tanti giovani che chiedevano di poter scommettere sulla propria creatività e sul proprio spirito imprenditoriale. Da allora, una legislazione rivista e resa più robusta, estesa anche a molte pmi.

Se in questi dieci anni tante startup sono nate e cresciute – nonostante i limiti di un Paese dove ancora fare impresa è un’impresa – lo dobbiamo alla trasformazione culturale che questa legge ha ‘solo’ accompagnato.

Oggi infatti è più diffusa la propensione a innovare, e l’idea di potersi creare il proprio lavoro, e di crearlo per altri, è meno remota di dieci anni fa per chi frequenta le aule universitarie o magari, dopo aver accumulato esperienza, decide di provare a valorizzare diversamente la propria professionalità. Abbiamo inoltre capito che ci sono interi settori su cui le nostre startup possono giocarsi un gigantesco vantaggio competitivo: pensiamo anche solo all’industria culturale o al design.

Nel frattempo sono cresciuti gli investimenti pubblici e privati, anche se in maniera ancora insufficiente, sia in termini assoluti, sia se paragonati con quelli degli altri grandi Paesi europei. E soprattutto, mentre dieci anni fa era ancora comune sentire parlare del digitale come di un settore – invece che come ambiente in cui siamo tutti (e per tutto) immersi – l’evoluzione tecnologica ha reso oggi obsoleta ogni distinzione tra scienze dure e scienze sociali.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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