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Imprese e proptech, salvare un capannone con l’AI

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Fra i tanti settori che l’intelligenza artificiale ha cambiato c’è anche quello immobiliare, con la nascita del proptech. Se al tema intrecciamo quello dei crediti deteriorati, l’impatto per le imprese si moltiplica. Parla Andrea Battisti, Ceo di neprix. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022.

Riuscire ad assegnare una valutazione a un immobile non significa riuscire a venderlo. Per spiegarlo, Andrea Battisti, Ceo di neprix, fa due esempi: un capannone industriale nel Nordest e un appartamento in un Comune medio/piccolo. In teoria “sono asset semplici da valutare, perché ci sono molti beni omogenei comparabili. Ma non hanno necessariamente un mercato che possa assorbirli”. Però attraverso “strumenti di location intelligence e capacità di arricchire le informazioni con dati georeferenziati”, cioè attraverso strumenti basati su intelligenza artificiale, “possiamo comprendere meglio la loro effettiva liquidità e appetibilità”.

Capire se un bene immobile può essere venduto è fondamentale, per neprix, perché è parte integrante del percorso necessario per aiutare le imprese in difficoltà. La società, parte del gruppo illimity, si occupa proprio di questo. Supporta gli investitori nell’acquisto e nella gestione di crediti deteriorati delle imprese, partendo dalla due diligence del credito e degli asset sottostanti (ad esempio, il capannone di un’azienda in difficoltà) e passando dal pricing, neprix decide come gestire il credito (sia Npl che Utp) e, se necessario, si occupa poi di vendere gli asset a garanzia, attraverso una rete proprietaria di piattaforme di vendita. Un processo complesso, che lo sarebbe ancora di più senza l’uso della business intelligence e di strumenti AI. “Per noi il dato è un valore fondamentale, e abbiamo sviluppato una serie di tool integrati che raccolgono le informazioni, che ci supportano dalla due diligence alla vendita degli asset”, spiega Battisti.

Per la valutazione di un immobile un professionista, da solo, impiegherebbe ore: con gli algoritmi Avm (Automized valuation models) pochi secondi. L’umano viene quindi sostituito dalle macchine? “No”, dice Battisti, “sarebbe uno sbaglio. Semplicemente ha tempo di concentrarsi sui compiti meno ripetitivi. Se un asset manager con 20 anni di esperienza non deve perdere due ore per cercare mappe e triplette catastali, cambia sostanzialmente modo di lavorare”. Secondo un sondaggio contenuto nell’Italian proptech monitor 2021 (a cura di Italian proptech network e Polimi, e sostenuto da neprix) le aziende PropTech puntano a investire non solo nello sviluppo tecnologico (83% degli intervistati), ma anche nel reclutamento di nuove risorse umane (63%). Naturalmente il fenomeno del proptech non riguarda solo la gestione dei crediti deteriorati, come nel caso di neprix, ma tutto il settore immobiliare. È in crescita costante dal 2018, e ora ci sono 184 aziende nel settore.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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