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Se l’intelligenza artificiale vive in mezzo a noi

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Usiamo l’AI per estrarre, separare, prevedere qualsiasi cosa, per poi prendere decisioni e infliggerle ad altri. E, invece, potremmo avere tra le mani la più relazionale delle tecnologie. La versione completa di questo articolo a firma di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022.

 

Cos’hanno in comune il cambiamento climatico e la pandemia? Sono entrambi problemi complessi del nostro mondo globalizzato e iperconnesso che, come tutti i problemi di questo genere, non hanno soluzione esclusivamente tecnica. Il design e l’ingegneria li suddividono in problemi più semplici per poterli affrontare, riuscendo anche a mitigarne gli effetti. Ma il problema complesso andrebbe affrontato nella sua interezza, fatta di miliardi di variabili interdipendenti e delle miriadi di dati che generano. Che fare? Stringere nuove alleanze con la computazione è un passaggio obbligato, dato che algoritmi e intelligenze artificiali sono oggi l’unico strumento di cui disponiamo per affrontare questa mole di variabili e dati. Ma la questione è spinosa perché ‘i dati sono il nuovo petrolio’, e in questo caso il ‘pozzo’ siamo noi: i nostri comportamenti, l’ambiente che abitiamo, le nostre relazioni. Estratti da questi contesti – nel mistero di qualche data center che scioglie ghiacciai – i dati vengono elaborati restando invisibili e illeggibili ai più, che di queste entità non percepiscono nemmeno l’esistenza.

La conseguenza di questa estrazione è che ci viene sottratta la possibilità di esprimerci, percepire e diventare sensibili al nostro ambiente: ci viene tolto il sentire. E questo ‘ci’ comprende tutti noi, umani e non umani, perché tutti possiamo generare dati: sapiens, piante, edifici, oceani, quartieri, animali, foreste, organizzazioni, virus. I dati, trattati come petrolio, sono in realtà un nuovo common ground: un terreno comune fra gli attori dei nostri ecosistemi per comunicare e stringere nuove relazioni.

a computazione ci viene in aiuto generando traduzioni adatte ai nostri sensi. Le AI possono trovare le forme che si nascondono in queste miriadi di dati e questi pattern ricorrenti diventare immagini, suoni, nuove tattilità. Abbiamo iniziato con una crisi: i problemi complessi, che non hanno soluzione. Nel corso dell’articolo, però, si è andata delineando una via molto particolare che parla simultaneamente di tecnologia (dati, computazione, AI) e arte (forme, suoni, immagini, tattilità, sensibilità), e che è frutto di una svolta esistenziale al cui centro c’è la nostra relazione con dati, computazione, AI. In altri termini, potremmo dire che stiamo usando l’AI nel modo sbagliato. La usiamo per estrarre, separare, minimizzare il rischio cercando di prevedere qualsiasi cosa, per poi prendere decisioni e infliggerle ad altri. E, invece, stiamo sistematicamente sottovalutando che potremmo avere tra le mani la più relazionale delle tecnologie. Non in quanto capace di simulare l’essere umano, ma in quanto capace di tradurre e interconnettere sensibilità differenti: cercando non la somiglianza, ma la differenza, vero motore evolutivo di ogni ecosistema biologico e culturale.

Il chatbot e l’androide che rispondono al customer service mimando un essere umano non creano relazione: separano le persone dall’organizzazione, dagli altri esseri umani e dal resto dell’ambiente, immergendoli in procedure. C’è un modo di fare differente, in cui le AI non sono separate dal mondo, chiuse in qualche data center: è un ‘Nuovo Abitare’ in cui le AI vivono in mezzo a noi per creare connessioni. Nel 2007 nasce Angel_F, una piccola AI linguistica specchio dei conflitti e delle opportunità della società delle reti, capace di unire una famiglia non biologica globale e arrivare fino all’Internet governance forum delle Nazioni Unite. Allevando questo strano figlio abbiamo imparato moltissimo e abbiamo dovuto fare delle scelte.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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