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Un master per formare i professionisti del turismo

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Turismo, sostenibilità, innovazione, cultura e territorio. Cinque parole chiave per descrivere il Master in Turismo sostenibile progettato dalla Luiss Business School con l’Accademia Intrecci che partirà il prossimo autunno con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità di sviluppo del territorio attraverso la formazione di professionisti dell’industria del turismo e, allo stesso tempo, di creare valore economico e sociale mettendo al centro sostenibilità e inclusione.

“E’ un master che nasce dall’incontro di due realtà speciali” racconta Dominga Cotarella, Ad di Famiglia Cotarella e founder di Intrecci, “da una parte la Luiss Business School e dall’altra Intrecci, la nostra Accademia di Alta Formazione di Sala. L’obiettivo è quello di raccogliere tutti gli aspetti manageriali che servono per raccontare la bellezza di una comunità e mettere a disposizione la nostra esperienza come Accademia”.

Dominga Cotarella

“L’obiettivo condiviso”, ricorda Luigi Abete, presidente della Luiss Business School che con il suo intervento ha aperto l’evento di presentazione del Master, “è quello di coniugare la domanda turistica, l’offerta culturale, la sostenibilità sia economica, che ambientale, che sociale realizzando una sinergia all’interno di un territorio”. Abete auspica che questo obiettivo venga perseguito anche dalle istituzioni a livello centrale. “Auspichiamo, e ci impegniamo, per far sì che lo si raggiunga tramite le competenze dei professionisti, dei manager che, partecipando al master, acquisiscono informazioni e conoscenze tali da volere poi esercitare la propria professione in una logica di sintesi e quindi di crescita”.

Infine conclude specificando che, pur rivolgendosi a tutti i potenziali interessati, il Master si propone di sollecitare la partecipazione delle persone che vivono in determinate aree geografiche, in questo caso nel Lazio e in Umbria, e che vogliono continuare a lavorare nella propria realtà portando un contributo allo sviluppo del territorio tramite le competenze che possono assumere.

L’Italia è una delle principali mete di viaggi internazionali e il turismo è uno dei pilastri della nostra economia. Nel 2019, prima della pandemia, si attestava intorno al 7% del Pil nazionale, con il 7,1% degli occupati (circa 1,7 milioni di addetti). Se si aggiungono gli effetti diretti e indiretti, il turismo raggiunge quasi il 14% del valore aggiunto totale e dell’occupazione.
Dopo la crisi senza precedenti dovuta allo stop imposto da Covid-19, con un crollo nel fatturato di quasi il 60%, i primi segnali del 2022 sono decisamente confortanti, mostrando una netta inversione di tendenza. L’Italia risulta, inoltre, la seconda meta europea preferita dopo la Spagna per numero di prenotazioni aeree internazionali.

Tuttavia, nonostante questo quadro incoraggiante, il turismo è un settore che non esprime ancora un impatto sulla nostra economia all’altezza delle potenzialità, a causa delle carenze e delle segmentazioni che caratterizzano l’offerta complessiva. Un’offerta che potrebbe valorizzare molto di più e meglio il patrimonio culturale, storico, artistico, naturalistico ed enogastronomico del nostro Paese.

Ecco perché l’Accademia Intrecci e la Luiss Business School hanno deciso di mettere a fattor comune le proprie rispettive competenze per realizzare un progetto di formazione rivolto alle figure professionali che possano rendere l’offerta turistica italiana più strutturata e più competitiva a livello internazionale.

“Ci tengo a sottolineare l’importanza dell’accoglienza e del servire come un’arte, che non può prescindere dalla formazione”, continua Dominga Cotarella. “L’eccezionalità di questo master è data dal suo carattere itinerante. La prima parte del progetto si svolgerà in Luiss – per 3 mesi – mentre la seconda parte avrà luogo nella nostra Accademia in formula campus. I ragazzi potranno a condividere gli spazi e i momenti della vita quotidiana. Ci sarà poi la possibilità per loro di fare pratica presso imprese e realtà istituzionali. Si tratta di un progetto veramente innovativo perché per la prima volta pubblico e privato si intrecciano”.

Abbiamo chiesto al presidente Abete se a suo parere questa offerta formativa e culturale possa essere esportata all’estero e se la Business School potrebbe pensare di coinvolgere altri Paesi, simili all’Italia. “Nella prospettiva di medio termine certamente sì,” ha risposto “ma io credo che prima dovremmo pensare a far funzionare questo sistema qui in Italia. Il nostro è un Paese che sotto-utilizza le proprie capacità di offerta e di conseguenza dobbiamo concentrarci sull’Italia prima di sviluppare queste attività in realtà diverse da un punto di vista ambientale e territoriale. È per questo che abbiamo scelto di partire da Lazio e Umbria. La collaborazione con Intrecci ci consente di avere lì una struttura disponibile affinché una parte del master venga fatta in loco. In questo modo si instaura un contatto con l’ambiente, che non è legato soltanto all’esperienza formativa ma anche alla vita complessiva del partecipante. Il che lo rende più sinergico nel valorizzare il proprio territorio. Chi conosce al meglio il proprio territorio è in grado di valorizzarlo nel migliore dei modi attraverso l’esposizione, la promozione e la comunicazione. Proprio questo fa la differenza. Riusciamo infatti ad attirare l’attenzione di un terzo interlocutore se questi si rapporta ad una persona che conosce le cose a fondo grazie ad un’esperienza diretta”.

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