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Mbappé al Real, un affare di Stato

kyrian mbappé psg real

L’affare di calciomercato più ricco e mediatico degli ultimi anni. Ma anche un intreccio di sport, finanza, politica. Entro pochi giorni, al massimo dopo la finale di Champions League tra Real Madrid e Liverpool del 28 maggio, Kylian Mbappé comunicherà pubblicamente il suo trasferimento al club spagnolo. L’attaccante attualmente più forte al mondo, campione del mondo con la Francia nel 2018, l’attrazione dei Mondiali in Qatar tra novembre e dicembre: Mbappé lascia Parigi per Madrid, il Psg per il Real, non rinnova il contratto con i parigini.

Lo sceicco Al Thani, dopo averlo pagato 180 milioni di euro anni fa al Monaco era pronto a ricoprirlo d’oro, fino a 50 milioni di euro annui. Uno stipendio da superstella Nba o Nfl, che nel calcio contemporaneo ha incassato soltanto Leo Messi al Barcellona. Lo sceicco era disposto, si legge sui quotidiani francesi, anche a pagare la commissione richiesta dalla mamma di Mbappé per la permanenza con rinnovo del contratto al Psg: 100 milioni di euro. Invece finirà a Madrid per circa 25 milioni di euro annui e un assegno alla firma ancora da quantificare, tra i 60-80 milioni di euro, con il 75% dei diritti d’immagine al calciatore.

Lotta tra potenze, tra superlega e mondiali in Qatar

Era, è ancora a parametro zero Mbappé, l’accordo con il Real potrà essere formalizzato solo a luglio. E certamente è un’occasione unica firmare un attaccante da 168 reti in 206 partite con il Psg. La saga è partita nell’estate dello scorso anno, il Psg è arrivato a rifiutare 200 mln di euro dagli spagnoli, dopo un lungo tiramolla, l’apertura di Mbappé, la furia della dirigenza araba del Psg, infastidita dal pressing del Real.

Poi ci ha provato anche il Liverpool, si sarebbe mosso Jurgen Klopp per convincere il francese, ma concretamente solo il Real Madrid avrebbe potuto arrivarci, per diversi motivi. Innanzitutto, è stato uno sgarbo premeditato, voluto al Psg, perché i rapporti tra il club spagnolo e quello parigini non sono mai decollati. Il segnale dell’establishment che non cede potere al nuovo corso.

Nel progetto Superlega – nato lo scorso anno ma poi spirato in appena 48 ore – con Real, Barcellona e Juventus tra i soci fondatori e poi il pool di club inglesi, non c’era spazio per il Psg dei petrodollari. Il Bayern Monaco invece non era interessato. Un atto volutamente ostile, nonostante il Psg nell’ultimo decennio si sia imposto in Europa almeno sul fronte mercato, portando a Parigi i migliori al mondo: Messi è solo l’ultimo caso, da Ibrahimovic, Thiago Silva, Neymar, Mbappé, la lista è infinita. Sulla Superlega il Psg si è sempre espresso contro, contro il potere dei club più blasonati d’Europa.

Ecco perché quello del Real sembra un atto di forza orchestrato da Florentino Perez. Un uomo potente, potentissimo, con patrimonio da due miliardi di dollari. Il suo gruppo, Acs, ha presentato un fatturato da 39 miliardi di euro a fine 2021 e di recente ha dato l’assalto ad Atlantia, supportato dai fondi Gip e Brookfield. Insomma, il Real ha esercitato tutta la sua potenza a far intendere al Psg che tanti soldi non edificano il potere, le relazioni di potere che rendono unico in Europa il club madrileno.

La scintilla insomma non è mai scoccata, l’esercizio della dialettica è stato esercitato da ambo le parti, ma gli interessi dei proprietari del Psg sono sempre stati diretti su altro, soprattutto su quel Mondiale in Qatar assegnato in ticket con la Russia (che l’ha organizzato nel 2018) durante la gestione di Joseph Blatter alla Fifa. Quale testimonial più potente e mediatico per un torneo così discusso, anche per la collocazione nel calendario che altera il corso della stagione, tra campionati e coppe europee?

Il ruolo di Macron e i Giochi di Parigi 2024

L’affare Mbappé è divenuto di Stato. Al tavolo della vicenda si è seduto anche Emmanuel Macron. Non che il rieletto presidente della Repubblica francese non avesse i suoi grattacapi, la Francia ha la presidenza del semestre europeo e Macron tra l’altro è uno dei pochi – anche se poco ascoltato – interlocutori di Putin negli oltre 80 giorni di guerra in Ucraina.

Ma il suo tentativo di indirizzare la scelta di Mbappé verso la permanenza in Francia è stato reso noto dal quotidiano spagnolo El Mundo e poi ribadito anche dalla stampa francese: Macron voleva Mbappé al Psg non in quanto tifoso del club parigino (è tifoso del Marsiglia) ma anche perché sarebbe stata la fotografia meglio riuscita della Francia multietnica (Mbappé ha cittadinanza algerina e camerunense) per i Giochi olimpici nella capitale, in programma tra due anni.

Il rapporto tra il presidente francese e Mbappé si è consolidato in occasione dei Mondiali russi di quattro anni fa, in merito a un programma di valorizzazione del calcio in Africa. Addirittura, il capo dell’Eliseo tempo fa ha scritto una lettera a Mbappé pubblicata da L’Equipe, indicandolo come un modello della Francia “che guarda alle stelle ma con la testa sulle spalle”. E anche l’ex presidente Nicolas Sarkozy, lui sì tifoso del Psg e anche tra i più attivi per l’arrivo degli emiri alla proprietà del club, si sarebbe schierato per convincere Mbappè a trattenersi in zona.

Mbappè nel nuovo Santiago Bernabeu 

Mbappé-Real sembra anche un binomio naturale, il più forte che va nel club più forte, più potente. Anche parecchio indebitato sino a qualche tempo fa, in verità, prima di un processo virtuoso (con l’aiuto di un prestito di stato) che ha portato il club spagnolo a ridurre vistosamente la situazione debitoria, con 800 milioni di euro di ricavi e quasi un milione di euro di utili nel 2021, come riportato da Calcio e Finanza.

Ma Mbappé sarà anche l’attrazione, assieme all’altro asso francese del Real Karim Benzema, del nuovo Santiago Bernabeu, la casa del Madrid su cui è in corso un’opera di maquillage da oltre tre anni, con completamento dei lavori che è stato posticipato (la fine era prevista per agosto) a causa dell’invasione russa in Ucraina che ha creato difficoltà nel reperimento dei materiali di costruzione.

In ogni caso, si tratta di un progetto avveniristico da 525 milioni di euro con copertura in 5G, con il terreno di gioco retrattile, che verrà protetto e curato con un meccanismo automatico di irrigazione, raggi ultravioletti, illuminazione a LED e camere di ventilazione e ossigenazione. In Europa forse solo lo stadio del Tottenham, costato quasi un miliardo di dollari, regge il confronto in termini di innovazione, comfort e appeal.

Lo scorso novembre Florentino Perez ha convocato una riunione straordinaria per chiedere alle banche un prestito da 225 milioni di euro con realizzare il terreno di gioco retrattile, che permetterà l’utilizzo dell’impianto anche per altri eventi sportivi oltre che per fiere e concerti, sul modello dei palazzetti dello sport americani che ospitano basket, hockey, musica.

Gli sceicchi e lo sportwashing

Gli sceicchi qatarioti del Psg ci sono rimasti male. Mbappé era una delle frecce all’arco per colorare i Mondiali qatarioti, il detergente anche per ripulire l’immagine del paese sul Golfo Persico che nell’organizzazione dell’evento è stato pesantemente criticato per le numerose e misteriose morti sul lavoro, con migranti (soprattutto indiani) morti per le condizioni di lavoro inumane, senza l’osservanza di norme di sicurezza, in turni anche a oltre 40 gradi.

Oltre alla denuncia di diverse associazioni no profit c’è stata un’inchiesta del Guardian che ha conteggiato oltre seimila vittime su stadi e infrastrutture realizzate per la Coppa del Mondo. Mbappé insomma sarebbe tornato buono per un’operazione di sportwashing, come se ne sono viste spesso quando lo sport ha portato eventi in paesi con una reputazione discutibile su temi come la tutela dei diritti umani.

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