Verreschi, Ceo di ETT: Metaverso e realtà aumentata il futuro della cultura

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“Il presente è costituito dalle tecnologie di Extended Reality (XR), il futuro è rappresentato, invece, dal Metaverso. Tra le aree di applicazione di Extended Reality (XR) quelle più utilizzate riguardano la formazione e l’istruzione. Mentre lo sport, il gaming e l’intrattenimento saranno le grandi industrie che potranno cogliere domani, le infinite opportunità che offre il Metaverso”. Parola di Timothy Jung, tra i maggiori esperti a livello mondiale, celebre per il suo lavoro di ricerca nei campi della realtà aumentata e realtà virtuale per il turismo, i beni culturali, l’istruzione, la formazione e l’assistenza sanitaria, settori nei quali ha prodotto numerose pubblicazioni accademiche. Quest’anno l’evento clou del mondo delle tecnologie immersive, ovvero la XR International Conference, presieduta dal Prof. Jung, si è svolta a Lisbona, dal 27 al 29 aprile scorso.  Una settima edizione della Conference che ha affrontato “Extended Realities (XR) in Times of Crisis”, ovvero il grado di trasformazione digitale in risposta all’emergenza Covid e l’uso di strumenti di Extended Reality (XR) per la creazione di valore e customer engagement. L’unica azienda italiana riconosciuta come esperta e invitata è stata ETT, industria digitale e creativa internazionale specializzata in innovazione tecnologica, con un fatturato annuo di 28,5 milioni di euro. Nata nel 2000, ETT è oggi a capo di una holding che comprende altre aziende del ramo tech e innovazione. ETT ha partecipato presentando “Il Tempio del Brunello – Viaggi virtuali per valorizzare un prodotto unico e il suo territorio: il Brunello di Montalcino”, un viaggio virtuale per conoscere uno dei più famosi vini al mondo. Così come ci racconta Giovanni Verreschi, ceo di ETT, gruppo che ha fatto dell’immersività una variabile determinante della sua mission.

Quanto è importante per un’azienda d’innovazione come la vostra la partecipazione a convegni internazionali come quello che si è svolto a Lisbona?

Direi fondamentale, è per noi motivo di orgoglio aver partecipato come unica azienda italiana a un evento di caratura mondiale nel comparto delle tecnologie immersive.

La nostra azienda nasce negli anni ‘90 con un dottorato di ricerca. Ett è uno spin off dell’Università di Genova e, fin dall’inizio, ci siamo impegnati nella cosiddetta ricerca applicata. Negli anni abbiamo realizzato diverse pubblicazioni accademiche soprattutto nell’ambito dello smart government e del settore museale.

Quali sono i punti di contatto tra industria e mondo accademico per analizzare le tendenze nel campo della realtà virtuale e aumentata?

Il confronto con la ricerca ci permette di porre dei punti fermi a ciò che realizziamo come azienda. I nostri progetti diventano, quindi, case history e alcuni di loro meritano la pubblicazione. È il caso dei nostri lavori su Casa Dante, l’Ara Pacis, il Museo del Cenacolo Vinciano e più recentemente il Tempio del Brunello che in campo di evoluzione tecnologica ha un’evidente rilevanza. Spingiamo la tecnologia oltre i limiti, al servizio della comunicazione dei contenuti.

Metaverso, NFT sono argomenti citati dai media quotidianamente. Cosa ci aspetta in futuro?

Grazie a Mark Zuckerberg e al suo Meta questo settore è diventato repentinamente un trend topic, ma la realtà virtuale è nata in maniera ampia e diffusa già da diversi anni fa. È pur vero che siamo solo agli inizi ed è ancora difficile per i media inquadrare queste tecnologie. Un po’ come fu la nascita del cinematografo all’epoca dei Fratelli Lumière. Ci vollero circa trent’anni prima che il cinema si affermasse in maniera significativa come nuovo linguaggio. Una ricerca di Goldman Sachs, circa dieci anni fa, aveva previsto che nel 2025 la realtà virtuale avrebbe totalmente sostituito la televisione. Siamo ben lontani da questa ipotesi, è solo l’inizio di un percorso e si è ancora molto distanti da una condizione di regime di tali tecnologie. Ciò che invece si sta verificando è la naturale applicazione in contesti come la simulazione e la formazione. Ma senza dubbio, il futuro va in questa direzione.

Turismo e cultura sono altri due campi interessati.

Questi sono i settori in cui noi lavoriamo maggiormente. Ideando contesti emotivi, le nuove tecnologie diventano best practice se utilizzate come un mezzo per stimolare coinvolgimento e per invitare il visitatore all’apprendimento e, quindi, alla visita fisica. Che sia un museo, una cantina, un albergo: grazie alla visione con il visore si può conoscere quel luogo e ciò che ti offre a 360°. Con la visita in remoto si possono incrementare i flussi turistici, aprendosi a milioni di potenziali fruitori così da invogliarli a vivere fisicamente quel luogo.

E nel caso del Tempio del Brunello?

Qui abbiamo ideato un percorso multimediale per evidenziare i legami fra prodotto, il Brunello, i territori e i personaggi che hanno contribuito alla storia del marchio di un vino famoso nel mondo. Il turista/visitatore vive un’esperienza immersiva unica nel suo genere, andando “oltre” il vino stesso. L’utilizzo di Projection Mapping, suggestioni sonore, di exhibit interattivi e le esperienze in extended realities ridefiniscono le modalità di scoperta del territorio.

Il 76% dei musei italiani fatica ancora a costruire un piano strategico basato sulla tecnologia.

Le cose stanno cambiando, registriamo una maggiore sensibilità da parte dei nostri interlocutori. In Italia, da sempre il mondo dei musei è legato al concetto della conservazione più che alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Ma credo che, finalmente, ci si stia aprendo a nuove forme di comunicazione ed interazione del patrimonio culturale. Maggiore coinvolgimento del pubblico, quindi, seguendo qualità e innovazione anche nella produzione e gestione dei contenuti. Ma non banalizziamo mai, non creiamo contesti di spettacolarizzazione fini a sè stessi, devono essere soprattutto un canale di accesso all’apprendimento.

Quali sono i progetti più rilevanti su cui state lavorando?

Stiamo ultimando i lavori al Museo dell’Emigrazione Italiana a Genova. Abbiamo inaugurato recentemente la mostra interattiva “A World Of Potential” nelle Procuratie Vecchie di Venezia. Qui il visitatore viene ingaggiato a divenire “hub” di The Human Safety Net (THSN), la Rete di Generali con la mission di liberare il potenziale delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità, così che possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. Siamo tornati a lavorare in Sicilia, dopo la Casa Museo di Luigi Pirandello ci auguriamo di continuare a indagare gli asset letterari e la storia antica. E per quanto riguarda le produzioni audiovisive e il cinema, continuiamo a lavorare sulla Divina Commedia. Dopo aver presentato il primo capitolo di “Dante VR” al Festival del cinema Marateale e ad Alice nella Città a Roma, stiamo realizzando il Purgatorio e il Paradiso.

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