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“Le condizioni di mercato sono peggiorate”: Eni rinvia l’Ipo di Plenitude

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Le condizioni di mercato sono troppo sfavorevoli, ed Eni preferisce aspettare: per questo il Cane a 6 zampe ha annunciato la decisione di posticipare l’offerta pubblica iniziale delle azioni ordinarie di Eni Plenitude S.p.A. Società Benefit, prevista a luglio.

Plenitude, la creatura di Eni nata dall’unione del business retail con quello delle rinnovabili, non arriverà quindi con la sua Ipo sul mercato regolamentato Euronext Milan nei tempi previsti, perché dall’annuncio da parte di Eni e Plenitude dell’Intention to Float, lo scorso 9 giugno, le condizioni di mercato si sono deteriorate, spiega Eni in una nota.

E questo “malgrado le due società abbiano riscontrato da parte degli investitori un forte e diffuso interesse per Plenitude, nonché un significativo consenso sulla sua strategia”. Eni ha valutato che “la volatilità e l’incertezza che attualmente coinvolgono i mercati richiedano un’ulteriore fase di monitoraggio”.

Eni e Plenitude continueranno quindi a monitorare il mercato e a sviluppare la propria strategia di offerta di un’energia decarbonizzata a tutti i propri clienti, attraverso lo sviluppo degli investimenti nelle rinnovabili e nella mobilità elettrica.

Plenitude è una società controllata al 100% da Eni, che integra la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la vendita di energia elettrica, gas e soluzioni energetiche a famiglie e imprese e un network europeo di punti di ricarica per veicoli elettrici.

Al 31 marzo 2022, Plenitude disponeva di una capacità installata di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili pari a circa 1.4 GW ed una pipeline di progetti rinnovabili per oltre 10 GW, un portafoglio clienti retail pari a circa 10 milioni ed una rete di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici con circa 7.300 punti di ricarica installati di proprietà (esclusi i punti inter-operati). Per l’esercizio chiuso al 31 Dicembre 2021, aveva ricordato Eni il 9 giugno annunciando la quotazione, l’EBITDA Adjusted e la generazione di flussi di cassa operativi (“CFFO”) erano rispettivamente pari ad 0,6 mld e 0,4 mld di euro.

Quando lo scorso 9 giugno ha annunciato l’Ipo, Eni ha anche ricordato di ritenere che l’IPO “sia un passo importante nello sviluppo di Plenitude, che consentirà alla società di diversificare la propria struttura proprietaria con una base di azionisti di lungo termine. La quotazione permetterà inoltre alla società di accedere a finanziamenti competitivi, consolidare il proprio posizionamento e svilupparsi più rapidamente, creando valore”.

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