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Le vacanze degli italiani, fra rincari e instabilità

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Arriva Agosto, la temperatura sale e il meteo annuncia una nuova settimana di caldo africano. Milioni di italiani sognano di migrare verso il mare, la montagna, ovunque vi sia un po’ di refrigerio per ricaricare le pile dopo un anno decisamente intenso. Fino a qualche tempo fa c’era chi poteva permettersi di staccare la spina e concedersi due settimane di meritato relax, completando i cruciverba della settimana enigmistica sotto l’ombrellone o pedalando in sella a una mountain bike. Quest’anno gli italiani andranno in vacanza, ma per periodi più brevi.

Non sarà l’estate dei record ipotizzata a maggio, dopo un avvio di stagione ben oltre le aspettative. Lo conferma un’indagine condotta da Confcommercio in collaborazione con Swg: quest’estate andranno in vacanza 27 milioni di italiani, come nel 2019, ma i tempi di permanenza si ridurranno. A pesare non sono soltanto i contagi da Covid-19, ma anche l’inflazione, le conseguenze della guerra in Ucraina, a partire dal caro energia e, non ultima, l’instabilità politica che si riflette sulla situazione economica.

Secondo l’analisi, sono diminuiti  i viaggi di 7 o più giorni, mentre sono aumentati quelli da 3 a 6 giorni e soprattutto le vacanze mordi e fuggi con 2 pernottamenti. Una tendenza che trova riscontro anche nel budget, soprattutto per le vacanze di media durata, che scende da 541 euro previsti a inizio estate a circa 475, da 1.252 a 1.117 euro per i viaggi più lunghi.

Tra le destinazioni, il mare si riafferma in testa al 44%, contro il 15% della montagna; mentre le vacanze nelle città, specialmente quelle d’arte e i piccoli borghi, raggiungono insieme quota 21%.

In Italia, la Puglia resta la meta più ambita; vince la corsa per il secondo posto l’Emilia Romagna, seguita da Toscana e Sicilia, mentre la Sardegna, probabilmente vittima più di altre regioni del costo dei collegamenti, scende in settima posizione. Chi decide di andare all’estero – ossia il 12 % degli italiani – sceglie, per risparmiare, mete non troppo lontane come la Grecia, la Spagna, la Francia e la Croazia.

Agosto si apre in ogni caso sotto ottimi auspici, e l’estate 2022 sembra confermare le prospettive di un ritorno alla normalità. Il turismo straniero, finalmente, riparte, con Federturismo che calcola un incremento delle presenze del 25% rispetto allo scorso anno, nonostante l’assenza di russi e cinesi. L’istituto di statistica, nel documento sul Def di aprile, ha ricordato che i cittadini russi sono da tempo quelli con la maggiore capacità di spesa per viaggiare. Nel 2018 la quota pro-capite giornaliera era di 145 euro, al quarto posto dopo giapponesi, cinesi e canadesi.

A inizio estate la previsione era di chiudere la stagione delle vacanze con una crescita del 15% sugli arrivi tra giugno e settembre ma difficilmente questo obiettivo verrà raggiunto. Non si tornerà ancora ai livelli di tre anni fa: la strada, però – che si tratti di una pineta che porti alla spiaggia o di un sentiero in salita per raggiungere la vetta – sembra quella giusta.

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