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Serie A, le big pronte al via (grazie al ‘buy now pay later’ del calciomercato)

lukaku inter calciomercato
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Il campionato è pronto a partire, ma la Serie A continua a spendere sul mercato. Nel torneo italiano si è tornati a investire dopo un paio di stagioni di magra dovute agli effetti del Covid-19, che ha prodotto danni per oltre un miliardo.

La formula preferita del calciomercato, però, è un po’ quella che stanno sperimentando diversi consumatori, il buy now pay later, ovvero il pagamento a rate che sta dilagando nell’ecosistema dell’e-commerce.

Dunque c’è una pila di prestiti onerosi con anticipo a cifre basse e obbligo di riscatto a determinate condizioni, oppure con diritto di riscatto. Questo appare al momento una delle vie per procedere ad acquisti e cessioni per società con bilanci dissanguati, in cui il flusso di cassa ristagna.

Sono stati spesi finora oltre 331 milioni di euro sul mercato, il dato è ovviamente soggetto a variazioni verso l’alto, gli affari si susseguono e così la deadline per la fine della finestra estiva del mercato, fissata all’1 settembre.

In sostanza, la Serie A spende meno sinora solo della Premier League, che viaggia verso il miliardo di euro, con Arsenal, Tottenham, i due club di Manchester e il Liverpool che hanno investito per rifarsi il trucco e puntare al titolo.

Ma se la Premier League ha incassato nel 2021/2022 circa 6,2 miliardi di euro, per il torneo italiano le entrate sono state di 2,3 miliardi di euro, alle spalle di altri campionati: la Liga ha incassato 3,5 miliardi di euro, con una buona fetta generata dai due club globetrotter, Real Madrid e Barcellona (nonostante la crisi finanziaria dei blaugrana che rischiano la mancata iscrizione al campionato). Poi c’è la Bundesliga con 3,1 miliardi di euro. Per la Serie A c’è da guardarsi alle spalle, la Ligue 1 (1,7 miliardi di euro) è in crescita, trainata dall’interesse generato dal Psg di Messi, Neymar, Mbappè.

Juve, assi a parametro zero per l’operazione scudetto

Nel pacchetto delle favorite per il titolo o quantomeno per occupare una delle quattro caselle che garantiscono il pass per la Champions League sono state seguite sinora diverse strategie.

In generale, oltre alla formula del buy now pay later, c’è stata sinora attenzione al contenimento monte ingaggi: un calciatore dentro, un altro fuori, un modo per tenere sotto controllo il costo del lavoro complessivo e per restare nell’ambito dei 25 atleti, numero massimo della rosa per il campionato.

La Juventus, almeno sinora, anche per le disponibilità finanziarie della proprietà, ha però seguito un altro copione.

Tra le favorite al titolo dopo il quarto posto dello scorso campionato, lo stesso piazzamento di quello precedente, per tornare al vertice il piano è partito alla fine di dicembre 2021 con un aumento di capitale da 400 milioni di euro deliberato da Exor. Le munizioni sono state indirizzate su acquisti per quasi 50 milioni di euro, soprattutto investendo su parametri zero con ingaggi pesanti: dieci milioni di euro annui per Paul Pogba, che la Juve ha ripreso a parametro zero (come dieci anni fa) dopo sei stagioni al Manchester United, mentre lo stipendio di Angel Di Maria, ex stella del Psg, intorno ai sei milioni di euro netti, peserà meno al lordo per la Juve (7,8 milioni di euro) per gli sgravi fiscali concessi dall’articolo 5 del Decreto Crescita 2019, che prevede una tassazione sul reddito dal 45% al 25% per gli atleti over 20 anni (il testo è stato aggiornato a maggio) che tornano in Italia, con ingaggi da un milione di euro a salire. Ma la Juve, indebolita dalla partenza di De Ligt (al Bayern Monaco per oltre 70 milioni di euro) ha investito oltre 40 milioni per Bremer, difensore del Torino. Da Torino filtra che altre risorse saranno indirizzate su un attaccante e un centrocampista, preferibilmente a parametro zero.

Milan, il diavolo campione cerca i giovani

Al Milan campione d’Italia la nuova proprietà Red Bird con Gerry Cardinale al timone (closing con Elliott entro fine mese) non ha modificato il programma: risorse sui giovani, in crescita intorno alla chioccia Ibrahimovic (all’ultimo rinnovo contrattuale), con conti in ordine, ricavi in crescita dalla Champions League. Il nuovo corso del Diavolo ha portato a Milanello il belga De Keteleare (considerato l’erede di Kakà) per oltre 30 milioni di euro, oltre alla punta Origi ex Liverpool e a Pobega, centrocampista del Torino. Investimenti oculati, sui giovani, il Milan segue l’esempio di altri colossi europei come il Liverpool che in questo modo hanno avviato una dinastia in campo europeo.

Inter, Zhang nei guai: occhio ai conti

È tornato Lukaku a condizioni vantaggiose, prestito di una manciata di milioni di euro con diritto di riscatto (il Chelsea un anno fa lo pagava 115 milioni di euro) ma lo stato dei conti in casa Inter è preoccupante. Steven Zhang, il presidente dell’Inter, figlio del titolare del Gruppo Suning, deve risarcire di 255 milioni di euro il tribunale di Hong Kong per il default di un bond di cui era stato garante. Intanto il passivo dell’Inter è arrivato a 700 milioni di euro, una situazione assai a rischio e che è andata degenerando dalla decisione del governo cinese di imporre lo stop alle spese pazze nel calcio occidentale per le aziende a partecipazione statale, come il Gruppo Suning. La dirigenza nerazzurra ha dovuto rinunciare a qualche colpo, procede con l’autofinanziamento ma riesce a respingere le richieste per alcuni dei pezzi pregiati. Almeno, sinora, perché le vie del mercato restano infinite.

Roma, l’instant team di Mou

Prima l’arrivo di Mou. Un anno e una coppa dopo (la Conference League), ecco Dybala, Matic, Wijnaldum, calciatori che hanno vinto, fatto la differenza, con ingaggi pesanti. La proprietà Friedkin, che finora ha investito 370 milioni di euro nella Roma, alleggerendo il peso della situazione debitoria, vuole vincere subito e rinsaldare il rapporto d’amore con i tifosi giallorossi, anche in vista della costruzione del nuovo stadio. Sugli arrivi, sul modello Juve (quasi tutti a parametro zero ma con stipendi assai pesanti) garantisce lo Special One, che prova a sfidare la Juve e le milanesi, con un anno d’anticipo rispetto ai programmi stilati un anno fa con la dirigenza romanista. L’ultimo regalo al tecnico portoghese potrebbe essere Belotti, ancora senza contratto dopo nove anni al Torino. Poi tocca a Mou, che vuole alzare trofei anche nella capitale.

Napoli, la rivoluzione di ADL

Via sei-sette star di un ciclo che ha portato coppe, piazzamenti e uno scudetto, quattro anni fa, svanito sul filo di lana. Aurelio De Laurentiis per rimediare ai danni finanziari determinati dal Covid-19, oltre 200 milioni di euro secondo la società per mancati ricavi, ha deciso di tagliare per il 30% il monte ingaggi del club. E quindi, nessun rinnovo per Insigne, Mertens, Ospina, cessione (dolorosa) di Koulibaly al Chelsea, a breve anche di Fabian Ruiz al Psg, dentro un manipolo di giovani e forti (è atteso a breve Raspadori dal Sassuolo, così Simeone dal Verona, prestito oneroso con obbligo di riscatto), con ingaggi contenuti e un futuro promettente, anche per le casse della società. Certo, c’è da far collimare la gestione finanziaria con i risultati sportivi, provando a centrare quella zona Champions League che garantisce a occhio 40 milioni di euro ai club. Ma il nuovo corso azzurro è partito, in attesa dell’eventuale cessione.

 

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