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Amazon e la denuncia (penale) contro le recensioni false

Amazon

Nell’era dei social è guerra alle recensioni false in cambio di denaro o prodotti gratis. A dichiararla è Amazon, che ha presentato in Italia la sua prima denuncia penale, a livello europeo, contro questa ‘piaga’ che invade la rete e i siti di recensioni entusiastiche e (ahimè) fasulle.

Il procedimento, insieme alla prima causa civile in Spagna e a 10 nuove azioni legali negli Stati Uniti, punta “a individuare e bloccare operatori che gestiscono più di 11 mila siti web e gruppi social che alimentano il mercato delle false recensioni”, annuncia il colosso dell’e-commerce in una nota. “Non c’è posto per le recensioni false su Amazon”, ha detto il vice president of selling partner services di Amazon Dharmesh Mehta.

Quella contro le recensioni abusive è una battaglia che vede fra i protagonisti anche Altroconsumo. L’organizzazione ha avviato quattro azioni penali e inviato una segnalazione all’Antitrust chiedendo l’oscuramento dei siti. Le denunce sono state presentate a quattro procure contro siti e gruppi social che offrono servizi di boosting: imborsi in cambio di recensioni positive.

“Da tempo denunciamo la crescita delle recensioni abusive, quelle cioè promosse da soggetti che promettono un vantaggio economico in cambio di giudizi positivi, ingannando i consumatori in buona fede. Non possiamo quindi che apprezzare l’iniziativa annunciata oggi da Amazon con l’avvio nel nostro Paese dell’azione penale contro uno dei principali broker di recensioni false – ha dichiarato Federico Cavallo, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo – Già nel 2019, con una nostra indagine, svolta a livello europeo, avevamo messo in luce il tema chiamando in causa varie piattaforme affinchè contrastassero questi illeciti”.

I quattro esposti sono stati depositati presso le procure di Bologna, Ivrea, Milano e Roma “nei confronti dei responsabili di siti internet e gruppi che offrono servizi di boosting, cioè lo scambio di rimborsi in cambio di recensioni positive. Inoltre, per far emergere il fenomeno nella sua interezza, abbiamo inviato una segnalazione ad Agcm chiedendo di fare luce sulla possibile pratica commerciale scorretta sottostante a questa compravendita di recensioni false da parte di professionisti su alcuni siti web, sui social network e su canali Telegram. Auspichiamo che, a partire da queste iniziative indipendenti, Organizzazioni di consumatori e piattaforme possano proseguire l’impegno comune per arginare un fenomeno che danneggia tutti”.

All’Autorità antitrust, Altroconsumo chiede di aprire un’istruttoria per accertare i fatti e garantire la cessazione di queste. E propone, in ogni caso, di imporre la chiusura dei gruppi social e l’oscuramento dei siti web ritenuti colpevoli degli abusi. L’auspicio è che si intervenga in fretta, a tutela dei consumatori, dei commercianti onesti e della credibilità del ‘passaparola’ online.

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