Gruppo FS, Luigi Ferraris è Businessperson of the year: “Ormai siamo una multinazionale” | VIDEO

Luigi Ferraris Ad Gruppo FS
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Nel suo numero di dicembre-gennaio Fortune Italia prova a raccontare un Paese che ha coraggio, che affronta sfide importanti con la consapevolezza di poterle vincere. Per questo abbiamo scelto la storia di successo di un manager, Luigi Ferraris, amministratore delegato del Gruppo FS. È Ferraris la nostra Businessperson of the year del 2022. “Ormai siamo una multinazionale”, ha detto l’Ad spiegando le strategie del Gruppo al direttore di Fortune Italia Paolo Chiariello, durante un evento organizzato da Fortune Italia e Scuola Politica ‘Vivere nella Comunità’ nella sede di Casina dell’Aurora Pallavicini, a Roma.

L’amministratore delegato del Gruppo FS è alla guida di un colosso mondiale nel settore della mobilità che conquista nuovi mercati europei, trasporta 1 miliardo di persone ogni anno, dà lavoro a 200mila persone, investe nei prossimi dieci anni 190 mld di euro in infrastrutture, innovazione, digitalizzazione, puntando ad assumere 40mila persone. Ferraris è stato selezionato come ‘Businessperson of the year’ del 2022 proprio per aver maggiormente inciso nella guida del suo Gruppo.

Ai numeri del piano, il 2022 delle tensioni internazionali e dell’inflazione ha aggiunto i suoi, presentando il conto. La difficoltà, dice il Businessperson of the year, è anche quella: andare avanti con un piano gigantesco nonostante in “12 mesi i parametri di riferimento come il costo dei materiali siano cambiati anche del 30-40%”.

La strategia per l’espansione in Europa (che tra dieci anni “rappresenterà il 10-15% del nostro fatturato”, dice l’Ad), è solo una parte dei piani di Ferraris, ma ha un ruolo centrale. Le iniziative per i passeggeri in Francia e Spagna, dice il Ceo, “stanno andando molto bene”. Proprio in Spagna il Frecciarossa di FS è sbarcato il 25 novembre e “i treni si stanno già riempiendo”, dopo il successo del collegamento Milano Parigi dove “abbiamo tre Frecciarossa sempre pieni”. Tutto si inserisce in nella realtà incontestabile di trasporti Alta velocità sempre più integrati in “un campo di gioco che è l’intera Europa”.

Se in Europa si può lavorare sui trasporti, in Italia ci sono anche, naturalmente, le infrastrutture. Ed è qui che si intreccia il futuro energetico, tecnologico, occupazionale del Paese, secondo Ferraris, testimone di un piano industriale che guarda alle opere di ammodernamento ma anche all’autoproduzione e al risparmio energetico. L’ultimo risultato intanto è arrivato con il Terzo valico di Genova, che in questi giorni ha visto  l’abbattimento del diaframma binario dispari della galleria di valico tra Polcevera e Cravasco.

Il Progetto Unico del Terzo Valico – Nodo di Genova è stato scelto dal Gruppo FS come cantiere prototipo per la partenza del progetto. L’obiettivo è appunto comunicare le opere del Pnrr e non solo condividendo le informazioni con i territori per raccontare i vantaggi che le opere una volta concluse potranno produrre per le comunità interessate. “Per abbattere l’ultimo diaframma abbiamo dovuto fare 12 km in galleria per raggiungerlo: questo per far capire quanto sia complesso il lavoro e quanto siano bravi i nostri tecnici”. Con il terzo valico, dice Ferraris, per la prima volta “facciamo diventare il porto di Genova più competitivo dei porti del Nord sul trasporto delle merci dal Canale di Suez, un passaggio epocale”.

Un’ultima battuta Ferraris la dedica al Sud: vedremo mai un Frecciarossa dopo Salerno? “Certamente sì. In questi giorni si sta parlando non solo della linea fino a Reggio Calabria ma anche del Ponte sullo stretto di Messina, ricorda Ferraris, ma far arrivare l’Alta velocità dopo Salerno va sicuramente fatto. E l’opera è un esempio di come a volte bisognerebbe uscire dalla logica del primo lotto (che arriva fino al “confine campano”, finanziato “dal Pnrr”). Avere più garanzie sul resto della tratta “potrebbe aiutare a pianificare”. “Si dovrà fare e credo che si farà, credo sia un’operazione necessaria. Bisognerebbe insistere non tanto sul lotto ma sul tragitto completo, che fa risparmiare e da certezza anche ai nostri fornitori affinché si possano preparare. Se parcellizziamo l’opera, chi si compra 5 frese per fare gli scavi?”.

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