Dirigenti del futuro: “La raccomandazione non serve, oggi vince chi è bravo”

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Fortune Italia e la Scuola politica ‘Vivere nella Comunità’ insieme per discutere di formazione, tra imprese e Pa, e di futura classe dirigente. La serata intitolata ‘Verso una nuova Italia’ si è svolta nella sede di Casina dell’Aurora Pallavicini, a Roma, ed è stata l’occasione per rivelare la Businessperson of the year scelta da Fortune Italia per il 2022, Luigi Ferraris. Il problema della formazione dei futuri dirigenti riguarda, naturalmente, tanto le aziende private (ne hanno parlato i presidenti di Iren e Poste Italiane) che le pubbliche amministrazioni.

Ad aprire la serata, la Lectio magistralis di Bernardo Giorgio Mattarella (professore di diritto amministrativo Luiss ‘Guido Carli’) proprio sulla formazione della dirigenza pubblica.

La pubblica amministrazione

Mattarella ha ricordato come il tema della formazione dei dirigenti abbia un’importanza fondamentale: “Molto spesso le amministrazioni dello Stato importano dirigenza dall’esterno, perché non in grado di esprimere le proprie cariche di vertice”. La difficoltà è che “esistono tante dirigenze pubbliche, quante sono le Pa, perché ognuna ha il proprio corpo di dirigenti. Questo ostacola la mobilità tra diverse amministrazioni”, tra le quali cambia anche il rapporto numerico con i dipendenti. Nei ministeri c’è “un dirigente ogni 50 impiegati, alla Presidenza del Consiglio uno ogni 8, nelle amministrazioni locali uno ogni 150”.

Questi dirigenti, naturalmente, vanno formati, ricorda Mattarella: e ora quella formazione va adattata alla transizione ecologica e a quella digitale, mentre va risolto il meccanismo di ricambio generazionale nelle amministrazioni, dove non c’è “continuità, che non abbiamo avuto per colpa dei blocchi delle assunzioni, con i più anziani in pensione prima di poter trasmettere conoscenze ai dirigenti più giovani”.

Verso una nuova Italia , Fortune Italia: nella foto Bernardo Giorgio Mattarella

Un modello che funziona bene “è quello della Scuola nazionale di amministrazione. Ora è un modello di formazione competitiva”, ma non basta: “Serve la collaborazione con altri soggetti, come le università e qui noi professori dobbiamo fare autocritica: il sistema universitario, tranne alcune eccezioni, non offre la preparazione giusta per quanto riguarda i corsi di laurea: quelli rivolti alla formazione dei futuri dirigenti sono su misura delle università, non delle amministrazioni”.

Le imprese

Il tema della formazione riguarda anche le grandi aziende, non solo la Pa. Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren, ne ha parlato durante una tavola rotonda con Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane, e Paolo Boccardelli, Presidente del Supervisory Board della Scuola politica.

Verso una nuova Italia , Fortune Italia: nella foto Luca Dal Fabbro, Paolo Boccardelli, Maria Bianca Farina

Dal Fabbro è convinto che “il manager del futuro deve affrontare una grande evoluzione: siamo in un mondo sempre più instabile, sia economicamente che politicamente. C’è un capitalismo transatlantico impostato su regole precise e uno basato su regole di mercato ma con aspetti democratici ed etici in secondo piano. Il dirigente dovrà saper affrontare anche problemi etici: mi rifornisco con batterie più economiche ma meno etiche oppure no? Una domanda molto semplice, che il dirigente dello Stato o dell’impresa deve affrontare”.

Anche nelle amministrazioni, dice Dal Fabbro, c’è una corsa “alla meritocrazia”. I Comuni si stanno dotando di maestranze “molto evolute, essenziali per i fondi Pnrr”. Oggi, insomma, “in imprese e Pa vince chi è bravo. La raccomandazione sarà sempre meno importante: nelle imprese e nelle Pa la competizione è così feroce che non si può che puntare sulla bravura” e sull’intraprendenza. Su questo Dal Fabbro racconta la storia di un’azienda americana “che voleva investire 5 mld nel Nord Italia. Per il suo investimento, aveva bisogno di una grande quantità di acqua. Su questo, nessun sindaco italiano riesce a dargli garanzie sull’ acqua costante, mentre un sindaco francese l’ha garantita. Dove altro avrebbe dovuto investire? Anche il sindaco deve dotarsi di una capacità e una competenza sempre maggiore”.

Secondo la presidente di Poste Italiane Farina “il manager di oggi non può più essere quello di ieri. Prima dirigeva un settore dell’azienda, oggi deve adattarsi al cambiamento sempre più veloce, e bisogna guidarlo serenamente, facendolo vivere così al proprio team. La formazione serve come il pane, bisogna portare i nostri manager a questo atteggiamento favorito da una maggiore multidisciplinarietà. Nel nostro ultimo piano strategico c’è un progetto di formazione molto ampio che ha portato l’anno scorso a distribuire 10 milioni di ore formazione, ogni giorno sono stati impegnati 10mila dipendenti di Poste”.

I numeri della Scuola politica Vivere nella comunità

“Siamo arrivati alla terza edizione della scuola”, ha detto Marcello Presicci, segretario generale di Scuola politica ‘Vivere nella comunità’. “Con 40 studenti che formiamo quest’anno raggiungiamo il traguardo dei 100 studenti formati gratis grazie al supporto di aziende e fondazioni che hanno investito in capitale umano. L’obiettivo è mettere in rete questi professionisti, speriamo che questo valore che ricevono in 6 mesi di Scuola rafforzi i loro percorsi formativi e che possano poi riversare queste competenze sulla comunità e nelle loro carriere”.

Durante la serata è stato presentato il libro ‘Lezioni di Politica’ (realizzato dalla Scuola ed edito da We Inform/Fortune Italia) e sono stati premiati due dei partecipanti della scorsa edizione della Scuola Politica da parte di Egon Zehnder International.

 

Nella foto Luigi Ferraris, Bpoy del 2022.
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